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Il futuro dell'Arezzo merita risposte precise. Altro che erba tagliata e chiacchiere da bar

Da parte della società sono arrivate reazioni stizzite nei confronti dei quesiti posti legittimamente da Orgoglio Amaranto. E invece la città si aspetta chiarezza dopo la rinuncia a disputare i play-off: le trattative in corso con i calciatori, la rosa abbondante ma onerosa e con pochi under, il bilancio da ripianare, l'iscrizione al prossimo campionato sono temi che devono essere approfonditi. Tra questi anche il settore giovanile, trattato ormai come un mero costo da sgravare



Dopo tanti giorni di lockdown, dopo mezze frasi dette a destra e sinistra, dopo un botta e risposta con i giocatori sul futuro più o meno roseo ed una rinuncia ai play –off mai spiegata pubblicamente, ecco finalmente che il sito ufficiale della S.S. Arezzo si risveglia, argomento fondamentale il centro sportivo “Le Caselle”: “Grazie all’impegno della società “Il Melograno”- ci rassicurano - “si può rilevare lo stato attuale della struttura, come era esattamente un anno fa, e quanti lavori migliorativi sono stati effettuati per rendere l’impianto ricettivo, igienico e consono alle esigenze del Settore Giovanile.”

Che dire, era doveroso fare certe precisazioni su cose che alla fine sono marginali al tema fondamentale della discussione aperta dal comunicato di Orgoglio Amaranto? Questa frase è infatti una delle poche in risposta al comunicato del Comitato che chiedeva lumi e rassicurazioni sul futuro della S.S. Arezzo, a nostro modo di vedere con domande espresse lecitamente e con tono estremamente tranquillo.

Chiacchiere da bar, è così che il presidente ha liquidato queste domande nelle sue esternazioni ad un quotidiano cittadino. Tutte le domande di Orgoglio Amaranto, al netto di bar e discussioni al suo interno, alla fine si potrebbero riassumere solo in un quesito ben preciso: l’Arezzo si iscriverà al prossimo campionato? Oggi, considerando tutto ciò che è successo fino ad oggi, è questa l’unica vera domanda che ogni tifoso amaranto avrebbe voglia di porre alla proprietà e, alla fine, l’unica cosa che interessa a ciascuno di noi. Questo non per mancanza di fiducia nel presidente, ma solo per una presa di coscienza di quei problemi che sono sotto gli occhi di tutti.

 

C’è in corso una trattativa per discutere delle mensilità da pagare ai giocatori con stipendi sopra 50mila euro (una decina di elementi) che potrebbe sgravare i costi da sostenere o lasciarli inalterati, a seconda di come la trattativa si concluda, ci sono difficoltà oggettive che ogni imprenditore sta vivendo in questo maledetto 2020 e che ne può limitare l’operatività, c’è una rosa che ad iscrizione fatta, conterebbe già per la stagione prossima su 19 giocatori di cui solo 3 nati dopo il 1998, c’è una previsione di bilancio che si annuncia abbastanza pesante.

Tutte domande o preoccupazioni che vengono sempre e semplicemente liquidate come “chiacchiere da bar” ma che sono domande e preoccupazioni lecite da porre ad una società che ha nella proprie mani le sorti della squadra della nostra città.

Che la gestione del settore giovanile data in esterno ad una società di raccolta pubblicitaria come “Il Melograno” è argomento che ha fatto discutere è poi cosa nota. Che oggi però, nel cantare i meriti di tale società esterna, si liquidi il settore giovanile come un mero costo da sgravare dalla gestione della S.S. Arezzo, significa che qualcosa non quadra. Il settore giovanile, da ingenui quali siamo, lo riteniamo ancora una base fondamentale per il calcio fatto in queste categorie. Ci sembrava anche che ciò fosse due anni fa uno dei cavalli di battaglia del programma triennale societario. Accorgersi oggi che i giovani sono solo un peso finanziario un po’ ci dispiace. Ma fra un ciuffo di erba tagliata e qualche esternazione “social” ci piacerebbe che ci fosse detto in maniera pubblica ed ufficiale cosa si intende fare dell’Arezzo. Lo abbiamo detto giorni fa e lo ribadiamo oggi: agosto è lontano ma è vicinissimo…

 

scritto da: Simone Trippi, 15/06/2020





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