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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

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Il calcio femminile, il nuovo Arezzo, la battaglia totale e qualche sassolino. Parla Anselmi

Intervista al nuovo proprietario e presidente dell'Acf Arezzo: ''Questo è un movimento in grande espansione, abbiamo un progetto di crescita che riguarda risultati sportivi e strutture. Credo e spero che troveremo anche l'accordo con il calcio maschile''. Le impressioni sul gruppo Gentile (''giusto concedere fiducia''), i rapporti con La Cava (''mi ha fatto piacere leggere di recente alcune sue dichiarazioni che collimano con le mie quando detti l'addio alla società''), i rimpianti per il passato (''furono usati metodi fuorvianti, già sperimentati in altre piazze, per mettermi in cattiva luce e a rimetterci fu solo l'Arezzo'')



Massimo Anselmi, ex socio di minoranza della Ss Arezzo

Da circa un mese è diventato proprietario dell’ACF Arezzo, principale squadra di calcio femminile della città. Massimo Anselmi, uno dei protagonisti indimenticati come socio di minoranza di Giorgio La Cava della rinascita della S.S. Arezzo ai tempi della battaglia totale, dopo un periodo di collaborazione in qualità di main sponsor ha preso in mano le redini della società precedentemente guidata da Chiara Tavanti e si è tuffato anima e corpo in un progetto che sta destando molta curiosità in città e non solo.

''Stiamo costruendo un bel team’’ – ci spiega – ''partivamo da una base più che buona ma stiamo lavorando per cercare di perfezionarla. Non parliamo solo di prima squadra: quest’anno partendo dall’under 10 avremo cinque squadre ai nastri di partenza dei campionati giovanili con l’intenzione di raddoppiare l’under 12 che ha una rosa numericamente importante.’’

Anche per la prima squadra non avete lesinato gli investimenti.

''Il movimento è in grande espansione e vediamo che l’interesse aumenta giorno dopo giorno. Abbiamo costruito una rosa per cercare di fare bene anche se poi come è sempre nel calcio sarà il campo a parlare. Ci siamo mossi bene nel mercato e, se devo fare un nome, l’acquisto di Giulia Orlandi, uno scudetto ed una Coppa Italia vinti con la Fiorentina e tanti anni di A alle spalle, è un po’ il nostro fiore all’occhiello che ci potrà dare quel contributo di esperienza in campo e non solo, fondamentale per la nostra crescita.’’

Quindi la promozione in serie B è un obiettivo reale?

''Certamente, come ho detto, vogliamo fare bene ma tutto si inserisce in un progetto di crescita che deve essere costante. Senza programmare non si va da nessuna parte. Noi stiamo lavorando a 360 gradi per fare crescere l’ACF Arezzo.’’

 

Anselmi con il gruppo delle ragazze dell'Acf ArezzoNon è un caso l’acquisizione delle strutture di Ceciliano che saranno la futura casa del calcio femminile.

''Esatto. Oltre a Ceciliano, le cui strutture per il momento sono in affitto, abbiamo anche sottoscritto un accordo con Comune e UISP per l’uso del campo di ''Buonconte’’. Le strutture sono fondamentali per lavorare bene, anche perché considerando tutto il settore giovanile abbiamo più di 100 ragazze da far allenare e giocare.’’

La stagione partirà a fine settembre con la Coppa Italia, quindi dai primi di ottobre via al campionato. Quando inizia l’attività vera e propria?

''Stiamo studiando tutti i protocolli che quest’anno andranno applicati causa covid. Anche in quest’ottica abbiamo ampliato il numero delle strutture in uso. Dalla prossima settimana abbiamo comunque l’intenzione di far cominciare gli allenamenti delle ragazze in sede a Ceciliano.’’

Sono in vista collaborazioni con la S.S. Arezzo maschile?

''Come da regolamento ci deve essere una collaborazione fra il ramo maschile e quello femminile. Non è più come l'anno scorso quando ci doveva essere una presenza nelle due proprietà dello stesso gruppo, la Lega vuole una sorta di affiliazione comune. Con la nuova dirigenza amaranto abbiamo parlato e iniziato a intavolare un discorso che spero e penso possa portare ad un accordo. Maschi e femmine portano la stessa maglia amaranto, quindi è giusto, nel rispetto pieno dei regolamenti, creare questa partnership.’’

 

insieme a Giorgio La Cava all'inizio dell'avventura amarantoIl giorno dell’insediamento del gruppo Gentile era allo stadio. Sensazioni?

''La visita alla nuova proprietà era doverosa. Giorgio La Cava mi aveva personalmente invitato per fare conoscenza dei nuovi dirigenti e l’ho fatto volentieri. E’ giusto non dare giudizi e lasciarli all’inizio lavorare in tranquillità. Certamente, al di là di quelli che saranno i risultati, posso dire che hanno dimostrato un gran coraggio nel prendere una società come l’Arezzo in un momento del genere. Solo per questo meritano la giusta fiducia.’’

Come ha trovato Giorgio La Cava?

''Rilassato. Mi ha fatto piacere qualche giorno fa leggere sulla stampa alcune sue dichiarazioni che, seppur tardive, mi hanno dato la sensazione di un uomo che finalmente poteva parlare liberamente. Non so cosa sia successo e nemmeno mi interessa, mi ha fatto solo piacere sentire da lui quelle stesse riflessioni che avevo esposto in conferenza stampa quando lasciai la S.S. Arezzo. Alla fine ha dimostrato che certe situazioni che io denunciai, le sapeva anche lui.’’

Rimpianti per quello che poteva essere e non è stato?

''Ora non ci sono né rimpianti né rancore. La cosa che mi dispiace, più che le divergenze che ci sono state,sono stati i metodi usati per mettermi in cattiva luce. Nell’Arezzo c’era chi scientificamente e strategicamente si avvaleva di tutta una serie di personaggi per fare uscire notizie fuorvianti. Metodi già usati in altre piazze. Questo che io ho purtroppo capito fin da subito, andava capito allora. Per rispetto alla società e alla città mi sono sempre premurato di dire le cose negli ambiti e nelle stanze giuste, cercando di non trasportare all’esterno nessun messaggio. Altri invece facevano l’esatto contrario, strumentalizzando tutto ciò che dicevo a loro vantaggio. Preciso che non ho mai discusso alcuna scelta tecnica, non era la mia mansione, ma le mie perplessità erano tutte sulla gestione contabile della società. Quando ho provato a dirlo nella maniera più corretta possibile, una parte della piazza è stata appannata ad arte con discorsi fuorvianti, così mentre all’interno si lavorava nell’ombra, si spostava l’obiettivo su altro. Per questo modo di fare, ci ha rimesso solo la società che è arrivata dopo un anno alla necessità di vendere. I numeri purtroppo non sbagliano mai.’’

 

scritto da: Simone Trippi, 22/08/2020





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