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Francesco Panfili, doppio ex del derby: ''Partita da tripla, impossibile fare un pronostico''

Capo dell'area scuoting dell'Arezzo ai tempi di Ferretti-Capuano, con un titolo di vice-campione d'Italia conquistato con la ''sua'' Beretti, quindi braccio destro di Goretti al Perugia fino all'anno scorso: Francesco Panfili ci parla delle sue esperienze in amaranto e biancorosso con uno sguardo al presente: ''Girone B equilibrato, anche se vedo Perugia, Triestina e Padova un gradino sopra le altre.''



Francesco Panfili

La storia del derby Arezzo-Perugia porta con se’ molti ex che hanno a vario titolo vestito sia il biancorosso che l’amaranto. Senza andare a scomodare i ‘’grandi classici’’ abbiamo a 24 ore dal ritorno di questa sentita partita fatto una chiacchierata con Francesco Panfili, tifernate di nascita, con un passato alle spalle dietro la scrivania sia di Arezzo che Perugia. Capo dell’area scuoting ai tempi di Ferretti e Capuano, nel biennio 2014-2016,  poi braccio destro di Goretti nelle ultime due stagioni a Perugia. Ad Arezzo la ‘’Beretti’’ costruita da lui arrivò ad un passo dal titolo di campione d’Italia perdendo in finale contro il Cittadella.

 

‘’Sono legato ai colori amaranto’’ – esordisce Panfili – ‘’Arezzo è una piazza a cui voglio particolarmente bene e alla quale devo tanto.’’

Che ricordi hai di quell’esperienza?

‘’Ho un ricordo meraviglioso. E’ stato un anno e mezzo molto importante per me. Abbiamo raggiunto un traguardo prestigioso con la ‘’Beretti’’ riuscendo anche a formare giovani calciatori che oggi sono professionisti. Ma quello che mi porterò sempre dietro di quell’esperienza è il rapporto con la gente, con i tifosi che è vivo ancora oggi. Quindi solo bei ricordi.’’

Ad Agosto il tuo nome era stato accostato alla nuova dirigenza amaranto. Sembrava possibile quindi un tuo ritorno ad Arezzo. Cosa c’era di vero?

‘’Ho avuto una chiacchierata informale con il direttore Fabbro ma non si sono verificate certe condizioni. Va bene così, anche se spero in un futuro ci possa essere la possibilità per tornare a lavorare ad Arezzo.’’

Che idea ti sei fatto della nuova società amaranto?

‘’Una società giovane che mi sembra abbia voglia di fare bene. I giudizi sono ancora prematuri come è giusto che sia dopo poco più di un mese di gestione, ma  l’inizio è promettente.’’

Passando a Perugia dove hai lavorato a stretto contatto con Goretti, come ti spieghi la retrocessione del Grifone?

’Il Perugia anno scorso aveva un’ottima rosa. La retrocessione è stata una catastrofe sportiva difficilmente spiegabile. Più che cercare spiegazioni il Perugia oggi deve avere la forza di dimenticare e voltare pagina alla svelta ripartendo da zero.’

Hai lavorato anche a San Benedetto del Tronto: che girone è il B di quest’anno?

‘’Vedo un girone molto livellato ed equilibrato. Vedo però il Perugia una spanna davanti a tutte, soprattutto per la profondità della rosa. Se devo parlare delle altre citerei Padova e Triestina per gli investimenti fatti ma occhio al Modena, che può essere la rivelazione del raggruppamento. Comunque bisognerà aspettare almeno dieci giornate per avere un quadro chiaro, basti vedere l’inizio del Matelica che ha già battuto Triestina e Feralpi.’’

Un pronostico per domani sera.

‘’E’ difficilissimo fare un pronostico. Il Perugia ha qualcosa in più come organico, è innegabile, ma i derby non si vincono solo con le individualità. L’Arezzo dovrà fare una partita di cuore e agonismo senza dimenticare che anche gli amaranto hanno giocatori in grado di poter indirizzare il match dalla propria parte. Sarà una gara imprevedibile, io mi gioco la tripla.’’

 

scritto da: Simone Trippi, 04/10/2020





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