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Un avvio tremendo che ha molte giustificazioni. Ma da oggi serve trovare il vero Arezzo

Si è chiuso ieri sera il mercato con Potenza che da adesso è chiamato a cercare una formazione a cui dare quella continuità necessaria per intraprendere il giusto cammino dopo le due sconfitte di questo inizio campionato. Giovedì a Gubbio sarà una partita da non sbagliare ma serve che la squadra abbia quelle certezze che fino ad oggi non ha avuto, fra cambi di formazioni sorprendenti e giocatori arrivati nell'ultima settimana



Peggiore inizio non ci poteva essere. Lo avevamo detto dal giorno in cui uscirono i calendari che l’Arezzo avrebbe avuto subito due partite difficilissime da affrontare. Feralpisalò e Perugia sono due candidate forti per entrare nei piani nobili della classifica e il cantiere amaranto ha dovuto subito pagare dazio a queste due compagini più pronte, preparate ed attrezzate della truppa di Potenza. Ci sono tante giustificazioni a questo avvio difficile e quindi non è giusto cominciare fin da subito con i processi: la nuova società si è trovata a fronteggiare una serie di problemi che, seppure noti, hanno condizionato pesantemente gli ultimi due mesi, la preparazione della squadra è cominciata in ritardo rispetto alla concorrenza, il mercato si è dovuto sviluppare cercando di alleggerire una rosa pesante sotto tutti i punti di vista ereditata dalla passata gestione tecnica e molti giocatori sono arrivati negli ultimi giorni complicando il lavoro di mister Potenza ancora alla ricerca di una formazione su cui credere ed insistere. Il campionato dell’Arezzo quindi, in un certo senso, deve partire da oggi mettendosi alle spalle tutto ciò che è successo fino a ieri. Giovedì gli amaranto saranno di scena a Gubbio, nel primo dei tanti turni infrasettimanali previsti da questa strana stagione, poi avranno nel mese di ottobre altri quattro impegni, Virtus Verona e Padova a domicilio, e Carpi e Matelica fuori. Questo calendario frenetico non aspetta nessuno ed è vitale cominciare a fare punti per non trovarsi troppo presto con l’acqua alla gola. Per fare questo però è necessario che l’allenatore individui fin da subito le proprie certezze e su quelle costruisca la squadra. Dopo un mese infatti passato a provare ripetutamente un modulo che prevedeva difesa a tre e tridente d’attacco, in queste prime gare di campionato si è passati ad un centrocampo a cinque uomini con l’accantonamento dell’idea offensiva di partenza. Sicuramente su questa scelta ha pesato la mancanza iniziale di veri attaccanti ma da oggi, lo ripetiamo, è fondamentale che l’Arezzo trovi ed insista su una sua chiara identità. Gli infortuni di Borghini e Belloni non facilitano certo il compito del mister ma non c’è tempo di piangersi addosso. Pure in difesa va trovato presto un assetto su cui puntare. Se la linea a tre è alla base di tutto, occorre però che gli interpreti più giusti vengano individuati alla svelta. Fra coppa e campionato il mister ha schierato dall’inizio quattro ‘’terzetti’’ differenti e l’Arezzo ha sempre preso gol. Al netto delle caratteristiche dei giocatori a disposizione è importante che sia scelto un pacchetto difensivo su cui insistere per dare al reparto i giusti automatismi e quell’affiatamento necessario. Arrivato Pesenti è da capire poi come Potenza voglia schierare l’attacco amaranto. Un tridente con Cutolo e Belloni a supporto dell’ex padovano è forse quello che può dare maggiori certezze ma, ricordiamolo, ne’ Cutolo ne’ Belloni sono ali pure quindi va ricercato un assetto in grado di esaltare le caratteristiche di tutti e tre gli interpreti. In mezzo Males è in crescita e con Foglia può nel tempo formare una coppia affidabile ma anche in questo reparto va trovata la chiave definitiva: due o tre centrali è il dilemma che si porta dietro Potenza, ma è dilemma che va risolto alla svelta. In questo momento servono quindi certezze ed il lavoro da fare è tanto, ma fin da Gubbio è necessaria una svolta.

 

scritto da: Simone Trippi, 06/10/2020





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