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Anzalone, Felletti, Butelli, Fini: lavori in corso dentro la stanza dei bottoni

All'inaugurazione del villaggio amaranto ha partecipato anche il presidente della Spal, mimetizzato fra i presenti. Potrebbe rilevare una quota di minoranza, ma prima deve risolvere i problemi del club ferrarese. Intanto, mentre due soci attuali stanno vagliando l'ipotesi di cedere il loro 23 per cento, Zerbini e Locatelli attendono di entrare dentro l'Arezzo. Con loro potrebbe esserci anche il titolare della Fintes, segnale di un riavvicinamento da parte dell'imprenditoria cittadina



Sandro Felletti e Franco Anzalone potrebbero uscire dall'ArezzoMimetizzato fra le decine di persone che hanno assistito all’inaugurazione del villaggio amaranto, c’era anche Cesare Butelli. Lucchese di nascita, amministratore della Trasea, società di recupero crediti con sede a Lucca e filiali a Bologna, in Sardegna e Sicilia, Butelli è anche il presidente della Spal. E a Ferrara le cose non vanno benissimo per lui: la squadra è appena retrocessa in C2 ma, quel che preoccupa di più, i bilanci segnano rosso da mesi. Alcuni creditori hanno già presentato istanza di fallimento, che Butelli dovrà fronteggiare con il pagamento di arretrati per circa due milioni e mezzo di euro. Tanti soldi, da trovare frugandosi in tasca oppure grazie ai proventi della cessione dell’impianto fotovoltaico con cui la Spal aveva escogitato un ingegnoso sistema per autofinanziarsi e che aveva fatto discutere il mondo del calcio.
Ma questo riguarda il Butelli di Ferrara. Il Butelli venuto ad Arezzo l’altra sera si è presentato al villaggio in qualità di amico personale di Locatelli ed è rimasto impressionato dalle strutture, dal progetto e dall’entusiasmo riscontrato. Ha avuto modo di parlare con Zerbini, con Severini e sta facendo un pensierino alla possibilità di entrare in società con una quota di minoranza. Di sicuro però dovrà prima risolvere le beghe della Spal, poi si vedrà.
L’assetto amaranto, comunque, potrebbe cambiare entro breve tempo. L’8 per cento di Marco Massetti è in vendita da mesi e a un certo punto sembrava che l’ex presidente potesse cederlo gratuitamente a Orgoglio Amaranto, titolare del 2 per cento grazie all’azionariato popolare. Poi non se n’è fatto nulla per motivi di opportunità e Massetti si è pian piano defilato dal calcio, anche se segue da vicino le vicende dell’Arezzo e ieri ha inviato un messaggio d’apprezzamento legato al centro tecnico (“il gruppo di Severini l’ho scelto io, sono contento che abbiano dato una svolta e che facciano le cose per bene”). Il restante 90 per cento della società è in possesso della Sport & Events srl, che ingloba tutti i soci di Roma.

 

Cesare Butelli, presidente della SpalAll’interno della dirigenza, però, non sono mancate le frizioni nel corso dei mesi. E adesso Sandro Felletti e Franco Anzalone (che insieme detengono circa il 23 per cento) sembrano in procinto di fare un passo indietro. Divergenze di vedute e di prospettive, con tante teste nella stanza dei bottoni, sono quasi fisiologiche. Fatto sta che loro non hanno partecipato all’operazione villaggio amaranto e l’investimento economico sull’Arezzo Football Academy lo stanno portando avanti soltanto Gino Severini, Claudio Tersigni, Fabrizio Dioguardi e Maurizio Spinella. Sono loro quattro che hanno rilevato la comproprietà del settore giovanile dello Junior Camp e lo sfruttamento delle strutture, in concessione dal Comune per altri 18 anni. Tomas Locatelli e Umberto Zerbini, questa è l’idea di base, entreranno a loro volta dentro l’Arezzo, in modo che ci sia compenetrazione e sovrapposizione fra le due società. Ovviamente, quando tutto il percorso contrattuale, fiscale e amministrativo sarà completato, Severini e Zerbini metteranno agli atti un documento con cui l’utilizzo del villaggio amaranto verrà legato in esclusiva all'Us Arezzo per tutta la durata della concessione comunale.
Questo è il quadro generale, un po’ complicato all’apparenza ma molto chiaro nella sua evoluzione. Adesso che è stata imboccata la strada degli investimenti mirati e che il villaggio si preannuncia una sorta di moltiplicatore per l’entusiasmo della piazza, cominciano pure a spuntare nomi di aretini disposti a dare una mano. E’ il caso di Alessandro Fini, titolare della Fintes, azienda che da 25 anni cura l’import-export di prodotti tessili e d’abbigliamento. Fini ha già lavorato nel calcio dilettanti, era dentro l’Arezzo di Graziani, ora potrebbe portare un contributo economico e di vicinanza da parte della città.
I lavori sono in corso, quindi, un po’ come sempre. E’ l’atmosfera intorno che è cambiata. Ed è cambiata in meglio.

 

scritto da: Andrea Avato, 13/06/2012





COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: DaM, il 13/06/2012 alle 13:39

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Giova ricordare che, come citato anche nell'articolo, tutto questo é stato possibile grazie anche al fiuto di Masetti (mi dispiace veramente molto che voglia lasciare). Dubito che lo ricorderemo come "il peggior presidente della storia dell'Arezzo", credo invece sará piuttosto facile ricordare chi certamente non é il miglior giornalista della storia dell'Arezzo.

Commento 2 - Inviato da: baicol, il 13/06/2012 alle 13:50

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Massetti sarebbe meglio restasse in società. Primo perché di tifosi in società e' bene ce ne sia più possibile, secondo per il lavoro che fa, che lo porta a saper valutare l'affidabilita economica di chi mostra interesse per l'Arezzo. Mente illuminata quella che lo reputo' peggior presidente della storia dell'Arezzo, con i mezzi a disposizione e' stato tra i migliori.

Commento 3 - Inviato da: free2004, il 13/06/2012 alle 15:04

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Tutte le volte che ho parlato di lui ho sempre usato le maiuscole: Signor Massetti.

 

Commento 4 - Inviato da: Toni, il 13/06/2012 alle 15:08

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E basta però di ricordare sempre quanta merda circola ad Arezzo!

Che palle! Anche in questo modo gli date importanza....

Godetevi il momento.

 

Commento 5 - Inviato da: Cavalloamaranto, il 13/06/2012 alle 21:29

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Ho letto l'articolo su Arezzo notizie, non capisco perché ancora si nomini atletico Arezzo, ma non e' tornato a chiamarsi Unione Sportiva come era dal1923?

Commento 6 - Inviato da: RICK57, il 13/06/2012 alle 23:40

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Certo che l'interessamento di uno che sta per fallire a voler entrare nell'Arezzo, non e' che mi renda entusiasta.....

Commento 7 - Inviato da: DaM, il 14/06/2012 alle 09:23

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Certo che l'interessamento di uno che sta per fallire a voler entrare nell'Arezzo, non e' che mi renda entusiasta....

ecco, infatti...

Commento 8 - Inviato da: Amaranta, il 14/06/2012 alle 09:47

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Ahhh, meno male qualcuno l'ha detto, io non osavo.... Frown

Commento 9 - Inviato da: Andrea Avato, il 14/06/2012 alle 09:54

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In effetti Butelli, in questo momento, credo abbia grane ben più urgenti da risolvere. Ma comunque, in prospettiva, il suo interesse sarebbe indirizzato verso una quota di minoranza legata all'amicizia che ha con Locatelli (e all'apprezzamento per i programmi della società). E' una possibilità che potrebbe concretizzarsi come no, ma la sua presenza l'altra sera era comunque una notizia. La cosa auspicabile invece è che dentro la società appianino le divergenze: c'è una politica di investimenti avviata e da portare avanti, non si può pensare di costruire con alcuni soci che spingono da una parte e alcuni che tirano dall'altra

Commento 10 - Inviato da: pipanos, il 14/06/2012 alle 10:00

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Se come sembra, dico sembra,non ce la fa a far fronte ai debiti della Spal, con quali soldi entra nell'Arezzo ?????

Commento 11 - Inviato da: Libanese , il 14/06/2012 alle 11:31

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Certo che l'interessamento di uno che sta per fallire a voler entrare nell'Arezzo, non e' che mi renda entusiasta.....

 

Ahhh, meno male qualcuno l'ha detto, io non osavo.... Frown

Se come sembra, dico sembra,non ce la fa a far fronte ai debiti della Spal, con quali soldi entra nell'Arezzo ?????

 

 

 

Dipende  da  chi  scrive, ad esemio  se esponevo io  i  dubbi  o  timori  ,  subito  mi  davano del gufo  e del bastian contrario,  e  una risposta  èra se entra  vuol  dire che i soldi c'è  li  ha

Commento 12 - Inviato da: Antony, il 14/06/2012 alle 15:35

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un presidente che si preoccupa di salvare una società nella quale le cose non sono andate bene, forse perchè eridate, è una rarità, ed è segno di serietà. se viene ad Arezzo è una cosa buona.