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Play-off / Albinoleffe, Alessandria, Avellino e Padova. Ecco il quartetto che si giocherà la B

Ritorno dei quarti di finale non senza sorprese. La più grande viene da Catanzaro dove i padroni di casa si fanno battere dall'Albinoleffe che vola così in semifinale. I seriani affronteranno l'Alessandria che regola di misura la Feralpi e va avanti per la miglior classifica. Tira un sospiro di sollievo il Padova che rischia la clamorosa eliminazione contro il Renate ed è salvato da Ronaldo ad una manciata di minuti dalla fine. Perde anche l'Avellino a Bolzano ma i biancoverdi passano grazie ai due gol dell'andata



Piero Braglia (Avellino)

Ritorno dei quarti di finale dei play-off che hanno regalato emozioni, suspence e anche qualche sorpresa. Partiamo dalla gara dell’Euganeo, dove il Padova ha rischiato concretamente di essere eliminato dal Renate (1-3), stesso risultato dell’andata, ma è salvato da Ronaldo al minuto 82’ e dalla migliore posizione in classifica al termine della stagione regolare. Prima frazione che era vissuta sull’equilibrio, giocata con intensità e caratterizzata da diversi scontri fisici, con i lombardi che avevano sfiorato in un paio di circostanze la rete (Galuppini e Ranieri) e con i padroni di casa che di contro avevano badato maggiormente al controllo del possesso, tenendo bassi i ritmi. Nella ripresa succede l’inimmaginabile. Pronti via e la squadra di Diana si porta sul doppio vantaggio, riaprendo così il discorso qualificazione. Al 49’ vantaggio a firma Galuppini, rete nata da una azione confusa in area patavina, con il bomber nerazzurro abile a battere Dini da pochi passi. Al minuto 56 il raddoppio con una perla di Kabashi che, dai trenta metri, lascia partire un sinistro che va ad insaccarsi all’incrocio. Il Renate si carica, i biancoscudati di Mandorlini vanno in confusione ed al 66’ addirittura subiscono la terza rete con Giovinco, che sfrutta un errore clamoroso di Dini che, mette il pallone in terra davanti a sé, ma non si accorge dell’attaccante avversario che, gli ruba palla, insaccando poi indisturbato in rete. In campo ci sono solo le “pantere” che si vedono annullare un gol per fuorigioco e che soprattutto sprecano l’occasione dello 0-4 con Nocciolini, che colpisce il palo da pochi passi. Quando il Padova sembra spacciato, Ronaldo tira fuori il coniglio dal cilindro e porta i suoi in semifinale. Il regista dal limite lascia partire una meravigliosa conclusione, che bacia il palo e si insacca alle spalle di Gemello. Nel finale però i veneti sudano freddo quando nuovamente Nocciolini, da pochi passi, calcia addosso al portiere Dini in uscita.  Dopo 95 minuti di autentica battaglia arriva il triplice fischio che è per il Padova un grande sollievo, che nonostante la sconfitta e dopo aver sudato sette camice, approda al turno successivo. Così Mandorlini, in conferenza stampa: "Difficile commentare, è stata dura. A livello nervoso abbiamo pagato tutto. Per fortuna c’è ritornato qualcosa indietro… Padova diverso dall’andata? Abbiamo gestito bene il primo tempo, poi abbiamo perso ogni consapevolezza e rischiato all’inverosimile. Ho provato a fare cinque-sei cambi per questa partita di ritorno, sperando di trovare energie fresche. Errori grossolani? Si fanno anche a livelli più alti. Dini? Ha fatto anche la parata decisiva… Il calcio è anche questo. Abbiamo pagato a livello generale, non parlerei di singoli. Questi alti e bassi non se li aspettava nessuno ". Mastica amaro di contro Aimo Diana: "Oggi non ho voglia di recriminare sui gol sbagliati, per il 4-0 mancato. Voglio paradossalmente godermi quest'eliminazione perché è una grande conquista quello che abbiamo fatto oggi. È stato il culmine di una stagione straordinaria, il fatto che potessimo anche vincere il campionato ha forse distratto da quello che siamo. Abbiamo toccato il punto più alto della storia del Renate ma non riesco a dire quello che provo alla mia società e ai miei giocatori. Ci prendiamo gli elogi ma anche l'eliminazione.”

 

 

 

Veneti che affronteranno l’Avellino che esce sconfitto dal Druso (1-0), ma elimina il Südtirol in virtù del risultato della gara d’andata (2-0). Partita tesa fin dalle prime battute, ma senza grosse occasioni. La prima vera emozione è al 27' quando Aloi si fa espellere per somma di ammonizioni e lascia i campani in dieci. Prima frazione che si chiude senza grandi patemi per gli irpini. Nella ripresa Vecchi si presenta con quattro attaccanti per cercare di ribaltare la contesa, sfiorando subito il gol con Voltan e Curto. Col passare dei minuti si affievolisce la spinta dei padroni di casa, con un Avellino stoicamente arroccato in difesa che addirittura sfiora il colpaccio con D'Angelo. Tra l'82' e l'85' però il Südtirol ha un sussulto d’orgoglio, ma si vede annullare ben due gol per offside a Morelli, decisone che lascia qualche dubbio ed Odogwu. Nel recupero i lupi hanno l'occasionissima per vincere la partita, ma Bernardotto spreca incredibilmente a tu per tu con Poluzzi. Al 96’ Rover viene atterrato in area di rigore e Di Graci indica il dischetto con Casiraghi che non sbaglia, ma non c'è più tempo perché l'arbitro non fa neanche riprendere il gioco. Finisce così la sfida, va avanti quindi l’Avellino. Deluso Vecchi a fine partita: "Abbiamo giocato alla pari queste due partite contro una squadra forte e di grande esperienza. Rimane chiaramente l'amaro in bocca per come è andata la partita dell'andata ma anche per questa: abbiamo avuto diverse occasioni per andare in vantaggio ma abbiamo sbloccato il match solamente a tempo scaduto. Loro con l'uomo in meno per un'ora? È stato più facile per noi difenderci ed evitare loro ripartenze, ma loro hanno messo i restanti nove giocatori davanti al portiere, per noi non era facile trovare gli spazi”.


 

 

Nell’altra parte del tabellone avanza l’Alessandria, che si impone per 1-0 sulla Feralpi, stesso risultato del Turina, ma che va avanti per la migliore classifica. Il gol che decide il match arriva allo scadere del primo tempo con Arrighini, che di testa, su invito di Parodi, stacca più alto di Bergonzi e batte De Lucia. Gli ospiti durante la prima frazione avevano reclamato per un rigore non concesso, a tal proposito il patron dei lombardi Pasini molto polemico con l’arbitro nel post partita. In apertura di ripresa la Feralpi si fa più pressante, ma è clamorosa l’occasione non concretizzata dai grigi con il solito Arrighini. La partita procede a strappi e nel finale Chiarello non riesce a capitalizzare per i padroni di casa, un’altra occasione, solo davanti a De Lucia. Quasi allo scadere Alessandria che si salva grazie a Pisseri che nega la rete a Tulli. I minuti di recupero sono concitati, con i ragazzi di Pavanel totalmente proiettati in avanti, ma il risultato non cambia, con l’Alessandria che accede alle final-four, dove affronterà la sorpresa di questi spareggi promozione, ovvero l’AlbinoLeffe.

 

 

 

I Seriani, a sorpresa, sbancano il Ceravolo di Catanzaro (0-1) e compiono un’altra impresa come quella di Modena del turno precedente. Ospiti subito intraprendenti che nel primo tempo con Gelli colgono l’incrocio dei pali, si vedono respingere sulla linea una conclusione a botta sicura e che con Gusu mancano di un soffio l’appuntamento con il gol. Un Catanzaro che forse ha "sentito troppo la partita", non riuscendo a giocare il suo calcio propositivo, come spesso aveva dimostrato. L'Albinoleffe di contro ha dimostrato ulteriormente di “non morire mai”, guadagnando metri e calci piazzati e su uno di questi, al minuto ’84, trova il gol vittoria e qualificazione. Gelli calcia, la sfera prende una stranissima traiettoria che batte Di Gennaro. Con merito va avanti la squadra di Zaffaroni, che non nasconde tutta la sua felicità nel post partita: "È stata un'altra grande partita. Era una gara molto difficile ovviamente, però siamo stati in campo bene e abbiamo cercato la vittoria per tutti i 90 minuti. Dopo aver trovato il gol ci siamo difesi bene senza disunirci. Complessivamente è stata un'altra grande prestazione e quindi ci siamo guadagnati un'altra settimana di lavoro. È un momento molto bello, ora vogliamo godercelo". Continua così la favola dell’Albinoleffe.

 



 

scritto da: Mauro Guerri, 03/06/2021





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