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SERIE C GIRONE B - Play-off e Play-out

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
IN SERIE B
Como, Perugia, Ternana, Alessandria
PLAY OFF finale andata
Padova00Alessandria
PLAY OUT andata
Ravenna01Legnago
Fano00Imolese
IN SERIE D
Pistoiese, Lucchese, Livorno, Fano, Ravenna, Arezzo, Bisceglie, Cavese
MONDO AMARANTO
Massimiliano in vacanza in Sardegna
NEWS

Dopo 46 anni l'Alessandria riabbraccia la B. Al ''Moccagatta'' i rigori sono fatali al Padova

Non sono bastati 210 minuti per decidere la quarta promozione in B della stagione. Dopo il pareggio a reti bianche dell'andata di Padova in Piemonte identico risultato dopo tempi regolamentari e supplementari. Si va quindi ai calci di rigore: i grigi sono infallibili dal dischetto mentre l'errore di Gasbarro condanna il Padova alla permanenza in Lega-Pro



B fa rima con Alessandria. Al termine di una doppia sfida intensa, poco spettacolare a livello tecnico, tirata, giocata soprattutto sul filo dei nervi e dopo la lotteria dei rigori, la squadra di Moreno Longo ottiene una promozione che durante la stagione regolare era sfumata all’ultimo dopo un lungo inseguimento al Como. Di contro il Padova getta alle ortiche l’occasione, dopo aver gettato alle ortiche un campionato che ormai pareva in cassaforte.

 

Veniamo alla cronaca. Ore 18 al Moccagatta, sotto un caldo estivo, afa e 30°, è iniziata la sfida con i padroni di casa in formazione tipo, ad eccezione dei lungodegenti Sini e Bellodi, schierati con il consueto per il 3-4-1-2, mentre i biancoscudati, disposti con il 4-3-2-1, che dovevano rinunciare per squalifica al solito Santini, ma soprattutto ad uno dei suoi leader, Della Latta. Primo tempo che procede a fiammate, con ritmi non altissimi, con la prima occasione di marca patavina con Biasci che in mischia con riesce a concludere e sul proseguo il tiro di Jelenic è deviato in angolo da un difensore, Parodi. Al 10’ i padroni di casa rispondono con un tiro cross del sempre presente Parodi, Dini si rifugia in angolo. Al 20’ Jelenic è fortunato su un rimpallo, si invola verso la porta avversaria, ma giunto a tu per tu con Pisseri si fa ipnotizzare dallo stesso estremo difensore grigio. L’Alessandria colleziona angoli, ma prima dello scadere sono nuovamente gli ospiti a rendersi pericolosi con una bella conclusione di Chiricò, innescato da Germano, con il pallone che, deviato da un difensore, termina in angolo. Si chiude qui la prima frazione. Ripresa che causa la posta in palio ed anche il gran caldo si gioca decisamente su ritmi più bassi rispetto al primo tempo. Al minuto 63 Biasci si divora la rete del vantaggio, quando servito alla perfezione da Ronaldo, davanti a Pisseri, si fa fermare dal portiere ex Pistoiese, che è bravo e fortunato a disinnescarlo. A meno di un quarto d’ora dal termine i piemontesi si riaffacciano in avanti. Arrighini lavora un ottimo pallone e centra da sinistra per la testa di Mustacchio con Dini che è superlativo e respinge d’istinto la conclusione da distanza ravvicinata. La partita si tira avanti senza sussulti fino al novantesimo, aprendo così il match agli extra-time. Primo tempo supplementare che scivola via senza grandi emozioni, eccezion fatta per una punizione di Ronaldo deviata dalla barriera, con le uniche note di cronaca che restano le due sostituzioni fatte da Mandorlini, ovvero fuori Hraiec e Chiricò e dentro Gasbarro e suo figlio Matteo. Il secondo dei tempi aggiuntivi viaggia sulla falsa riga dei precedenti quindici minuti, con le squadre, a corto di energie, che arrivano ai rigori.

Per calciarli e decidere la promozione, viene scelta la porta sotto la curva nord, quella presidiata dai tifosi grigi ed il Padova a dare il via alla serie. Ronaldo spiazza Pisseri, poi Bruccini calcia, Dini intuisce ma non para (1-1). Quindi è il turno di Paponi che trasforma con un rasoterra, risponde Stanco che spiazza Dini (2-2). Curcio non lascia scampo a Pisseri, poi Eusepi la piazza, ed il pallone finisce in rete nonostante sia sfiorato dall’estremo patavino (3-3). Rossettini a mezz’altezza spiazza il numero 12 dei grigi, ma Giorno non è da meno e fa 4-4. Nono rigore della serie, che decide la sfida e la promozione in B. Gasbarro sul dischetto, ma tiro finisce fuori. Ultimo e decisivo rigore sui piedi di Rubin, entrato in campo da pochissimi minuti. Palla da una parte e Dini dall’altra, l’Alessandria è in B dopo ben 46 anni.

Al termine raggiante Longo ai microfoni di Rai Sport dopo la promozione in Serie B: “Una grande emozione, abbiamo fatto qualcosa di incredibile. I ragazzi si sono messi in discussione e oggi festeggiamo qualcosa di straordinario. La dirigenza e i tifosi se lo meritavano, hanno fatto grandi sacrifici e la gioia di oggi mi riempie di orgoglio. La squadra si è trasformata, ha attinto a risorse che nemmeno pensava di avere. Questa vittoria è davvero qualcosa di speciale. La sconfitta di Piacenza è stata salutare, spesso e volentieri le imprese nascono dai momenti difficili. Quest'oggi farà parte delle grandi giornate della mia carriera, ogni volta che si vince è qualcosa di fantastico. Dedica? Alla mia famiglia che mi supporta e mi dà stimoli e motivazioni”.

Gli fa eco uno dei senatori del gruppo, ovvero Mattia Mustacchio, sempre ai microfoni della Rai: “Per me che venivo da un periodo particolare è un’emozione grandissima. Scendere in C è stata una scelta importante, ho scelto Alessandria per il progetto ambizioso. Questo è solo il primo passo, dobbiamo continuare a crescere. Meritavamo la promozione, siamo stati bravi e sono contento per tutti i miei compagni: sono stati strepitosi. Il merito va a tutti. Longo? Tira fuori il 200% da ogni giocatore, è un onore lavorare con lui”. Mentre il match-winner Matteo Rubin, sempre a mamma Rai, racconta le emozioni della promozione in Serie B: “È il primo rigore della mia carriera. Non era semplice, ma speravo di batterlo. È stata un'annata durissima, difficile da descrivere. Eravamo a un passo dalla vittoria diretta, peccato per le assenze che ci hanno limitato. Siamo stati forti e determinati nel raggiungere la finale e superando squadre toste come l'AlbinoLeffe. Dedico la vittoria a mio zio, ai miei genitori e soprattutto alla mia compagna e ai nostri figli”.

Il Padova che recrimina per le occasioni gettate al vento da Biasci e Jelenic, specchio anche della stagione regolare, lascia tutto il proprio rammarico alle parole di capitan Rolando, a TV7 Triveneta, che non le manda certo a dire: “A volte non basta essere più bravi. Dispiace veramente per quello che abbiamo fatto quest’anno. Dispiace per la società che ha fatto una squadra importante, dispiace per i miei compagni perché abbiamo dato tutto veramente. Dobbiamo rialzare la testa ed essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Mi fa male per i ragazzi questo epilogo. Fa più male del solito. Abbiamo sentito tante parole. Non ci dimentichiamo di com’è andato il finale di campionato. In questi playoff abbiamo dato tutto. A Trieste ci hanno rubato il campionato, questo non viene sottolineato mai abbastanza. Ci hanno segnato di mano, invece si è parlato sempre di Modena e di altro. Oggi abbiamo sbagliato due gol davanti alla porta e purtroppo sono stati decisivi, poi purtroppo c’è stato l’errore di Gasbarro. E ci dispiace tanto. Da dentro vediamo cose diverse, ringrazio tifosi e società. È stato un anno importante, ma non abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Adesso ho solo voglia di andare a casa e abbracciare mia moglie”.

Si chiude qui la stagione di serie C 2020/21 purtroppo amara per i colori amaranto, in attesa delle iscrizioni al campionato, che dovranno avvenire entro il 28 e poi del vaglio della Covisoc. L’Arezzo spera, anche se non sarà facile allo stato attuale delle cose, nel ripescaggio, altrimenti sarà Serie D. Comunque si preannuncia, come di consueto in queste latitudini, un’estate fatta di attese e speranze.

 

scritto da: Mauro Guerri, 16/06/2021





Play-off / Alessandria-Padova 5-4 d.c.r.

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