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SERIE C GIRONE A - 18a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Pianesesab15Pontedera
Pro Vercellisab15Pistoiese
Sienasab20.45Como
Arezzodom15Gozzano
Juventus U23dom15Carrarese
Leccodom15Olbia
Pro Patriadom15Novara
Albinoleffedom17.30Renate
Monzadom17.30Giana Erminio
Pergolettesedom17.30Alessandria
MONDO AMARANTO
Nanci sulla neve con la papala amaranto
NEWS

Si sposa Mattoni. E si ricompongono i frammenti dell'Arezzo che vinse la serie D

Domenica scorsa a Porto San Giorgio, alla cerimonia nuziale dell'ex numero 10 amaranto, quello che calciava benissimo le punizioni, erano presenti alcuni compagni di una squadra che fondò i suoi successi sulla compattezza e sull'unità del gruppo. La promozione nel '96 arrivò al terzo tentativo dopo due stagioni così così. Un precedente beneaugurante per il prossimo campionato



Loretta e Maurizio sposi a Porto San GiorgioIl gruppo vince sempre. Quando arriva una promozione o si conquista una salvezza è merito del gruppo: frase fatta o no, nel calcio funziona così. A volte è vero veramente, a volte è solo apparenza. Ma il gruppo, quando c’è, è decisivo. In altre parole: una squadra forte, attrezzata ma poco unita non va lontano. Una squadra media, motivata e compatta può sbaragliare il campo. Tutta questa premessa per arrivare al punto: domenica scorsa a Porto San Giorgio si è sposato Maurizio Mattoni, numero 10 dell’Arezzo nella stagione di gloria 1995/96. Fu quella, per i più smemorati, della promozione in C2 dopo il testa a testa con il Sansepolcro. Mattoni non correva tanto ma aveva il piede fatato e i calci di punizione erano la sua specialità. Era un po’ il Carfora della situazione, giusto per rendere l’idea. Lui, Mattoni detto “er pompa”, faceva parte del tridente insieme a Bifini, altro talento un po’ più punta e meno trequartista, e Battistini, centravanti goleador. A spingere quell’Arezzo, che veniva da due stagioni bolse di serie D, era l’arma micidiale per eccellenza: il gruppo. Cosmi, al primo anno in panca, aveva plasmato lo spogliatoio e cementato lo spirito da battaglia. Infatti la squadra, oltre che giocare discretamente, spesso vinceva di prepotenza (basti pensare alle trasferte di Senigallia o di Castello). Aveva la bava alla bocca o, per dirla con il portiere Mosconi, aveva fame. Perse due volte sole, approfittò del -11 al Sansepolcro per il caso Guidotti e rimase in vetta fino alla fine. L’episodio più eclatante, e più emblematico, del clima cameratesco che c’era fra i giocatori, risale alla vigilia dello scontro diretto con il Sansepolcro, che avrebbe portato allo stadio seimila spettatori. Roba da lucciconi. Il sabato sera, invece di rintanarsi in un hotel o restare a casa a rimuginare sul big match, Cosmi e tutta la banda andarono al luna park. E ci rimasero fino a tardi, occupando la pista dei go kart utilizzati a mò di autoscontro. Poche ore dopo il Sansepolcro prese gol da Battistini e l’Arezzo vinse la partita. L’affiatamento era questione di feeling, che il tempo non ha consumato. Difatti domenica, in uno splendido hotel affacciato sul mare delle Marche, a festeggiare la fede al dito di Mattoni c’erano Battistini, Mosconi e Bellachioma, che nel ’95 era un ragazzino e condivideva l’appartamento col novello sposo (il quale ha aspettato i 40 per portare Loretta al’altare). C'era anche l'aretino Giorgio Sassoli, che ha curato tutti gli addobbi floreali. Fra gli invitati figuravano Cosmi, Bifini, Nofri e qualcun altro della squadra, ma gli impegni di lavoro e le vacanze li hanno trattenuti altrove. Hanno mandato messaggi e telegrammi d’auguri, che ripeteranno a voce alla prossima cena. Perché quel gruppo, a distanza di tanto tempo, si ritrova due o tre volte all’anno per mangiare insieme. E quindi, oltre alle felicitazioni per Mattoni (uno dei pochi di quella rosa a non aver intrapreso la carriera di allenatore), c’è un segnale beneaugurante da cogliere: vincere si può, ma serve il cemento che faccia presa. E come servirono tra anni allora per rivedere la luce, può darsi ne servano tre pure stavolta. Il treno, alla fine, passa. E bisogna salirci al volo.

 

L'Arezzo di quell'anno (4-3-1-2): Mosconi; Di Loreto, Bruni, Semplici, Borghi; Bellachioma (Fabiani), Nofri, Martinetti; Mattoni; Battistini, Bifini. Allenatore: Cosmi. 

 

scritto da: Andrea Avato, 27/06/2012





Amaranto story - La promozione in serie C2

Il matrimonio di Maurizio Mattoni