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SERIE C GIRONE A - 18a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Pianesesab15Pontedera
Pro Vercellisab15Pistoiese
Sienasab20.45Como
Arezzodom15Gozzano
Juventus U23dom15Carrarese
Leccodom15Olbia
Pro Patriadom15Novara
Albinoleffedom17.30Renate
Monzadom17.30Giana Erminio
Pergolettesedom17.30Alessandria
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Tre giornate di squalifica a Raso, multa all'Arezzo. Per una pistola giocattolo...

Ricordate la partita con il Group Castello dello scorso 8 gennaio? E l'esultanza del centravanti che festeggiò impugnando un'arma finta e col tappino rosso? Dopo cinque mesi e mezzo la Disciplinare ha stabilito che un gesto del genere costituisce un incitamento alla violenza, anche perché fu oggetto di una vasta campagna mediatica. E così è arrivata la mazzata per il giocatore e per la società. Un provvedimento che, se non fosse una cosa seria, dovrebbe essere accolto con una valanga di risate



la pistola giocattolo di Raso dell'8 gennaio scorsoRicordate la goliardata di Mario Raso dopo il gol su rigore al Group Castello? Era l'8 gennaio e il centravanti sbloccò il punteggio dal dischetto. Poi corse verso la panchina, impugnò una pistola giocattolo e fece finta di sparare ai suoi compagni di squadra, che stettero allo scherzo e si buttarono a terra come fulminati. Un gesto che può pure essere considerato sopra le righe, ma che certo non aveva finalità violente. L'arbitro e gli assistenti di linea nemmeno lo notarono, ma nei giorni seguenti si scatenò un putiferio mediatico che la metà bastava. Un facsimile di arma da fuoco, in effetti, in un campo da calcio non s'era mai visto, ma quello di Raso era un revolver col tappino rosso che si vende nei negozi di giocattoli e, si scoprì in seguito, faceva parte di un set da cow boy con tanto di cinturone e cappello. Comunque, tornando alla cronistoria dell'evento, Raso prese una ramanzina dalla società, si scusò pubblicamente e promise di non cadere più in errore. Sembrava finita lì, ma nessuno aveva fatto i conti con lo zelo della Procura Federale, la stessa che indaga su calciopoli, premiopoli, scommessopoli e tra un po', se va avanti così, dovrà affrontare pure gli spinosi casi giudiziari di Paperopoli, la città di Paperino, Qui, Quo e Qua. Accadde infatti che il 19 febbraio, cioè un mese e mezzo dopo il fattaccio, Raso venne convocato presso la sede aretina della Federcalcio per spiegare dettagliatamente le motivazioni del suo tremendo comportamento. E ribadì quello che avevano pensato tutti i sani di mente: era stata una goliardata, forse sciocca, ma in buona fede. Si parlò di archiviazione e invece ieri ecco la stangata. La Commissione Disciplinare, una volta esaminato il fascicolo (chissà cosa c'era scritto...), ha pensato bene di mostrare fermezza e intransigenza morale, perché santiddio certi comportamenti vanno puniti esemplarmente. E allora ecco la sentenza: 3 giornate di squalifica a Raso e mille euro di multa all'Arezzo. In pratica, è stata accolta in toto la richiesta della Procura. Una mazzata da strabuzzare gli occhi, come se il giocatore avesse mollato uno schiaffo all'arbitro o se la società fosse incappata in chissà quale negligenza. Una banale, finta e innocua pistola giocattolo è stata considerata uno strumento idoneo a configurare "la violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità" e dunque Raso è stato punito per "aver posto in essere una condotta violenta e come tale idonea a costituire incitamento alla violenza manifestata pubblicamente agli spettatori presenti alla gara e comunque in violazione di principi di probità a cui devono attenersi tutti i tesserati". Raso nella sua deposizione aveva evidenziato che il proprio comportamento doveva essere considerato semplicemente “ludico e circoscritto in una area limitatissima, tanto da non essere stato visto dall’arbitro e dai suoi collaboratori né diretto verso gli spettatori di casa né nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria”. Ma la Disciplinare non gli ha creduto nemmeno un po' e c'è andata giù pesante. Perché coi pesci piccoli si calca la mano e coi pesci grossi si finisce sempre a tarallucci e vino. L'Arezzo, che aveva presentato una memoria difensiva ricordando il ferreo regolamento comportamentale interno sottoscritto dai giocatori a inizio stagione, ha beccato la multa per responsabilità diretta e oggettiva, visto che "non può essere addotto quale giustificativo per la squadra di calcio il regolamento imposto dalla società e sottoscritto da tutti i tesserati, seppur apprezzabile per le evidenti finalità, rilevando l’accordo solo inter partes e non nei rapporti esterni". Ma la cosa bella è scritta qualche riga più su. Spiegando i motivi per i quali il deferimento va accolto, i giudici sottolineano che "risulta irrilevante il mancato accertamento del comportamento del giocatore da parte dell’arbitro, ovvero dei suoi assistenti, poiché la rappresentazione della scena è stata oggetto di vasta campagna mediatica, così come si rileva dalla documentazione allegata al deferimento dalla Procura". Vasta campagna mediatica, c'è scritto proprio così. Anche se, dopo cinque mesi e mezzo, chi si ricordava più di Arezzo-Group Castello dell'8 gennaio, 18esima giornata di serie D girone E? Ma a Roma evidentemente hanno la memoria lunga, mentre il senso della misura l'hanno smarrito da un pezzo. Non fosse una cosa seria, bisognerebbe mettersi a ridere.

 

scritto da: Andrea Avato, 28/06/2012





Arezzo-Group Castello 4-0, le immagini

Arezzo-Group Castello 4-0
COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: Amaranta, il 28/06/2012 alle 00:38

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Ma non ci posso credere!!! A parte l'assurdita' della punizione, poi ci ripensano dopo 6 mesi??

Commento 2 - Inviato da: Amaranta, il 28/06/2012 alle 01:10

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Pensare che io ci risi tanto, mi sembro' una cosa cosi' divertente, goliardica e innocua.... non mi sono sentita per niente istigata alla violenza da quel gesto. Pensavo solo che s'era segnato e che era un modo diverso di esultare.  Te , Mino, immagino che dopo quel gesto sei subito andato a comprare una pistola e ti sei dato a sparare all'impazzata!!! Ma che gente cretina che c'e' in lega!

Commento 3 - Inviato da: ciabu, il 28/06/2012 alle 02:08

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vasta campagna mediatica.

 

a sto punto tra sei mesi daranno buono il gol di Muntari, la vittoria del Milan 2-1 e toglieranno lo scudetto alla Juve. Perchè anche quel fatto ha avuto vasta campagna mediatica.

 

ci sarebbe da ridere invece vien solo da piangere. tutto questo solo perchè ci chiamiamo Arezzo, in qualsiasi altra parte d'Italia non sarebbe successo un bel niente.
quanti debiti avete con noi cara Lega, quanti debiti.

Commento 4 - Inviato da: chiana, il 28/06/2012 alle 07:33

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TYanto prima o poi ne va preso uno pescato  fra arbitri, procura o federazione e bruciato in Piazza Grande come esempio per gli altri...

Commento 5 - Inviato da: baicol, il 28/06/2012 alle 08:40

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La motivazione della "vasta campagna mediatica" fa veramente ribrezzo. Hanno ammesso che se di un fatto se ne occupa la stampa allora ha rilevanza, se nessun giornale ne parla tutto può passare nel dimenticatoio. Fate schifo! Dimettetevi in massa! Nemmeno i peggiori regimi totalitari hanno una giustizia così contorta come la giustizia sportiva italiana e purtroppo anche quella ordinanria non è che stia parecchio meglio.

Commento 6 - Inviato da: Moderato, il 28/06/2012 alle 08:50

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Ho letto l'articolo... non volevo credere ai miei occhi!!! Ma questa gente vuole proprio rovinare il calcio? ma cosa si sono messi in testa? è una cosa assurda!! Io spero che la società faccia ricorso e ridicolizzi questa gente che trovandosi per caso con un po' di potere in mano ne fà di cotte e di crude!!!

Commento 7 - Inviato da: Bah!, il 28/06/2012 alle 09:08

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In Federazione devono capire che drogarsi è un lusso per pochi, non tutti la reggono bene. Un'esultanza simpatica trasformata addirittura in squalifica. Roba da no credere. Poi in Italia, dove un "uomo" in divisa spara (non per gioco) e uccide da una corsia all'altra dell'autostrada e non si fa neanche un giorno di carcere. Detto ciò, mi fa morir dal ridere come qua dentro ci si scandalizzi molto più per le giornate di squalifica sportiva date ad un calciatore, piuttosto che gli anni di diffida dati (senza prove) a dei ragazzi che poi, dopo qualche anno (senza stadio e con diversi soldi spesi di avvocati) semmai vincon pure il processo. Buongiorno a tutti.

Commento 8 - Inviato da: Giulio Cirinei, il 28/06/2012 alle 10:02

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A questo punto se i RIDICOLI non vogliono confermare al mondo DI ESSERE RIDICOLI, bisogna che non facciano i RIDICOLI e prendano la stessa RIDICOLA decisione anche per Crescenzo. I RIDICOLI devono squalificare anche lui, magari un turno solo (anche se lui ha smesso) per la smitragliata ai tifosi savinesi. E sempre per non passare da RIDICOLI, i RIDICOLI dovrebbero squalificare per 3/4 giornate anche il giocatore che nella finale play-off smitragliò tutta la sud (che conteneva i suoi tifosi) più e più volte. Se non prendono queste decisioni i RIDICOLI richiano di passare da RIDICOLI fino alla fine dei giorni. Sti RIDICOLI......

Commento 9 - Inviato da: Arretium Amaranthus, il 28/06/2012 alle 10:08

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Una sola parola RIDICOLI!

In Italia la parola vergogna non esiste in troppi vocabolari.......

Commento 10 - Inviato da: Briaschi, il 28/06/2012 alle 10:26

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Dopo questa "Perla" mi viene quasi voglia di tifare Germania stasera.

Commento 11 - Inviato da: DaM, il 28/06/2012 alle 11:42

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A me non sono tanto le tre giornate a sconvolgermi, quanto i tempi e le motivazioni.

Anche senza entrare nel merito della penalizzazion, il metodo é proprio indecente.

Commento 12 - Inviato da: Gnicchelibero, il 28/06/2012 alle 12:55

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 incitamento alla violenza manifestata pubblicamente agli spettatori

in effetti ricordo distintamente che diversi spettatori quella domenica uscirono dallo stadio sparando all'impazzata

Commento 13 - Inviato da: el lagarto, il 28/06/2012 alle 13:27

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Giustizia federale è fatta ! ! ! Un amico che lavora in federazione mi ha detto che la federazione ,nell'occasione della partita con il G. Castello c'era il rischio di una carneficina, dopo una riunione lunga SEI mesi sono riusciti a sventarla e siccome non avevano i soldi per pagarsi la colazione , hanno pensato di scucire i soldi all'Arezzo. niente di più normale.

Commento 14 - Inviato da: Andrea Avato, il 28/06/2012 alle 14:20

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Questa sentenza della Disciplinare resterà nella storia. La sproporzione fra ciò che è accaduto e l'entità delle pene è clamorosa. Roba da pazzi. L'Arezzo dovrebbe farsi sentire stavolta.

Commento 15 - Inviato da: piccolo 93, il 28/06/2012 alle 14:49

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a questi il caldo ha mandato proprio in ebollizione il cervello!!!!!!

Commento 16 - Inviato da: teba02, il 28/06/2012 alle 15:24

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secondo me quando i "noti cervelloni" che governano il calcio sentono la parola magica "Arezzo" si gasano e si fregano le mani... E C'ASODANO DI BRUTTO! ormai non mi soprendo più di nulla... avevo anche pronosticato la mazzata a Tomas Locatelli poichè legato ai colori amaranto... e purtroppo è arrivata. Un motivo ci sarà a tutto questo accanimento e sono straconvinto che non attendono altro che radiarci ancora... non è "complesso di persekuzione" è semplicemente la realtà dei fatti.

E PENSARE CHE IN CITTA' C'E' ANCORA QUALCUNO CHE PENSA CHE CI RIPESCHINO NEI PRO' PERCHE' GLI SIAMO SIMPATICI... BONA UGO!

CON ARDORE ORA PIU' FIERO CHE MAI NON MI AVRANNO MAI

FORZA AREZZO SEMPRE OVUNQUE COMUNQUE

Commento 17 - Inviato da: Ghibellino_Amaranto, il 28/06/2012 alle 15:38

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tanto questi del fatto che noi gli auguriamo di morire,come faccio io tutte le sere prima di andare a letto,se ne fregano altamente perchè hanno il coltello dalla parte del manico e se ne fregano di una manciata di scalmanati come noi..L'unica sarebbe davvero prenderli e linciarli pubblicamente per le cazzate come questa che è solo la punta dell'iceberg tanto

Commento 18 - Inviato da: free2004, il 28/06/2012 alle 17:03

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'palazzo' + Sig. Palazzi = C A $ $ I   A M A R I!!!

Commento 19 - Inviato da: bravoo, il 29/06/2012 alle 12:23

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e per l'ennesima volta puniti..grazie ma l'aretino e come la gramigna non muore mai..e cresce anche sull'asfalto....CoolCool