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Chili in più, capelli in meno, la vita che va. Cronistoria dei debutti amaranto in serie D

La prima volta fu il 5 settembre 1993 a Tolentino con Marini in panchina. E poi lo 0-0 di Città di Castello con Pellegrini e quello di Gubbio con Cosmi. Il nuovo, amaro inizio nel 2010 a Sesto Fiorentino con Carrara, la goleada in casa del Group Castello con Bacis e la sconfitta di Pierantonio con Balbo. Fino a un altro 0-0, quello di Scandicci con Mezzanotti. Oggi, fatto inedito, l'Arezzo esordisce in casa. Ventotto anni che sono volati via in un attimo e, anche per questo, alla fine meriteremmo di vincere e gioire



3 settembre 2011, festa amaranto per il 4-0 a Città di CastelloE così comincia un altro anno in serie D, l'ottavo in meno di trent'anni, nessuno uguale al precedente, ma del resto neanche noi siamo gli stessi che eravamo ventisette anni or sono, ma neanche del 2011. Magari qualcuno ai tempi del Convento di Frate Ciccio non era ancora nato, qualcuno dopo un decennio e quell'assurda conferenza stampa sugli spalti dello stadio di Cremona ancora rimpiange il presidente dell'epoca, ma tutti noi che c'eravamo allora e che ci siamo ancora abbiamo anni e chili in più, forse capelli in meno, la vita e il calcio ci hanno resi più disillusi ma sempre con la voglia di stare sugli spalti a palpitare. Come eravamo, allora?

 

Il 5 settembre 1993 era ancora fresca la ferita del 17 aprile, come spesso accade a inizio campionato ad Arezzo si correva giostra, quindi l'esordio degli amaranto, la prima partita di campionato della nuova Ac Arezzo fu fuori casa, in panchina c'era Vittorio Marini e a portare avanti gli amaranto sul terreno di Tolentino fu Umberto Bracciali con una rete a un quarto d'ora dalla fine, coi marchigiani capaci di riacciuffare la parità quasi al novantesimo. Avremmo dovuto capirlo subito che sarebbe stato un girone dominato dai pareggi, non c'erano ancora i tre punti a partita, io un paio di settimane dopo avrei iniziato il Liceo Scientifico ed ero terrorizzato dalle matricole che mi avrebbero sicuramente fatto. Gli amaranto si salvarono, e tutto sommato anch'io.

 

Si cominciò fuori casa anche la stagione successiva, quando sulla panchina amaranto sedeva Ennio Pellegrini e gli amaranto si erano parecchio rinforzati con la campagna acquisti estiva. Il 3 settembre 1994 io stavo preparando gli esami di riparazione che mi avrebbero traghettato in seconda superiore, ad Arezzo c'era ancora la giostra e gli amaranto si spostavano nella vicina Città di Castello. La vittoria valeva ancora due punti, stavolta il primo atto fu uno 0-0 senza infamia e senza lode, l'Arezzo fece un campionato da Dr. Jekyll e Mr. Hyde, laureandosi campione d'inverno a quota 23 punti per poi metterne insieme appena 11 nel girone di ritorno e chiudere nella metà destra della classifica come l'anno precedente. A scuola mi presi due materie, i miei mi sequestrarono le chiavi dello scooter a tempo indeterminato.

 

 

Nel 1995 a guidare l'Arezzo c'è un giovane allenatore perugino con un carattere di ferro e una gran voglia di emergere. Si chiama Serse Cosmi. Io voglio smettere di andare a scuola ma i miei mi convincono a continuare, mi iscrivo alla terza liceo con la stessa voglia che aveva Coppola di allenarsi l'anno prima. È il 3 settembre quando gli amaranto sfidano il Gubbio - ovviamente in terra umbra, ancora per via della Giostra - e tornano a casa con uno 0-0 che non lascia intuire che poi, invece, il vento sarebbe cambiato. Quello fu solo il primo di 21 risultati utili consecutivi, con gli amaranto che poi poterono approfittare di una penalizzazione inflitta al Sansepolcro e se ne andarono in un campionato che non esiste più, la serie C2. Anche a me andò di lusso: promosso senza materie da recuperare in estate. Avevo sedici anni e ancora tutti i sogni intatti.

 

Quindici anni dopo siamo ancora lì, nella massima serie del calcio dilettantistico italiano. Io alla fine non ho smesso di fare lo scientifico, anzi mi sono pure laureato, per quel che vale, mi sono sposato, ho iniziato a scrivere per Amaranto Magazine. Gli amaranto hanno Marco Carrara in panchina e devono partire alla volta di Sesto Fiorentino. Si gioca di sabato, però, e il nuovo debutto tra i dilettanti di quello che si chiama Atletico Arezzo non è dei migliori: la squadra messa insieme da Marco Massetti nel silenzio generale dell'imprenditoria aretina, il 4 settembre 2010 torna dalla sfida con la Sestese con un 2-0 al passivo in cui va a segno su rigore Francesconi, lo stesso Francesconi che aveva segnato in un Arezzo-Sestese 3-0 nel 1994, e questa cosa si commenta da sola. Quando si gioca questa partita io sono in cassa integrazione, gli amaranto sono tremendi, a entrambi andrà meglio nel girone di ritorno.

 

la prima partita dell'Atletico Arezzo a Sesto Fiorentino, settembre 2010Anche l'anno dopo il campionato prende il via il 4 settembre, l'Arezzo gioca in quel di Città di Castello, come già nel 1994, ma anticipa a sabato 3 e stavolta l'esito è diverso. La squadra guidata da Michele Bacis parte col botto e una volta tanto, mentre in piazza è ancora giostra, l'Arezzo torna a casa col bottino pieno. Un rotondo 4-0 con reti di Raso, Martinez, Mencarelli e Speranza e la voglia di scappare via da quella categoria. Pochi giorni dopo sarei diventato babbo per la prima volta, tutto andava a gonfie vele. Peccato che il Pontedera avesse altri piani, che la squadra che avrebbe voluto spaccare il mondo segnò 70 gol ma perse 7 partite, chiuse al secondo posto staccata di 10 punti, andò ai play-off nazionali dove venne fermata dal Sandonà Jesolo e si autocondannò a tornare ancora una volta nei campi dei dilettanti. Ma non dovevamo non vederci più?

 

Il primo settembre 2012, ancora di sabato, l'Arezzo è di scena a Pierantonio, frazione del comune di Umbertide, 880 abitanti censiti, uno più uno meno. In panchina siede Abel Balbo, i biancocelesti umbri hanno tutta l'intenzione di prendersi uno scalpo di prestigio e vanno in vantaggio con Berradi su un disimpegno da brividi di Bucchi, noi pareggiamo con Testa ma nel finale subiamo il 2-1 ancora di Berradi. La società comincia un po' a scricchiolare, gli amaranto a fine campionato hanno più sconfitte (14) che vittorie (13), in piazza Grande è iniziata l'era di Cicerchia e Scortecci, ho ordinato la macchina nuova che mi arriverà a fine mese, ma dalla D non ci si smuove.

 

settembre 2013, tifosi amaranto a ScandicciNel 2013, com'è ormai consuetudine, l'Arezzo apre il campionato con l'anticipo del sabato, stavolta a Scandicci. Sulla panchina c'è Davide Mezzanotti, che prova a far calare gli amaranto nella mentalità della serie D, ma il suo calcio finisce per diventare fin troppo essenziale. Alla prima di campionato l'arbitro fa gli straordinari col cartellino in mano, dispensando sei ammonizioni, un rosso (a Dieme, entrato appena 18 minuti prima) e cacciando entrambi gli allenatori a dieci minuti dalla fine. In una partita dove entrambe le squadre si picchiano come fabbri ferrai, lo 0-0 è l'unico risultato possibile. Tra le fila degli amaranto milita un certo Adnane Essoussi, che rivedremo oggi come avversario e che è una vita che va in doppia cifra di reti segnate in serie D. A gennaio di quella stagione iscrivevo il mio figliolo all'asilo. Ora va in quinta elementare, ha una sorella di un anno e siamo ancora in serie D, a momenti è l'ora che cambi la macchina, i capelli si imbiancano, il girovita si allarga, il precampionato è stato parecchio peggio del previsto. Dai Arezzo, regalaci una gioia, ce la meritiamo!

 

scritto da: Roberto Gennari, 19/09/2021





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