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Tre punti, sprazzi di bel gioco, gli applausi della gente. La domenica che ci voleva

I 1.234 spettatori presenti oggi al Comunale sono il segnale di un cuore che continua a pulsare nonostante tutto. E il campionato, dopo amichevoli così così e l'eliminazione dalla Coppa, ha restituito al pubblico il piacere di applaudire l'Arezzo. Non è stata una liberazione ma quasi. Adesso testa bassa e pedalare



Milleduecentotrentaquattro persone sugli spalti con il biglietto, comprese quelle che sono entrate in curva con l'omaggio della società, rappresentano un segnale importante, da non sottovalutare. Nonostante l'atmosfera cupa che avvolge l'Arezzo da diversi mesi, il cuore continua a pulsare. E la vittoria di oggi, condita da una prova appagante sul piano della qualità di gioco, può riaccendere la fiammella. Molto dipenderà dalla squadra, dai risultati del campo, dalla continuità delle prestazioni. Del resto il messaggio della sud è stato chiaro: “vincere, solo vincere, vincere e basta”. Tutto il resto passa in second'ordine e nessuno si farà illusioni per questo 2-1 sul Trestina, che poteva essere anche 5-1 o 6-1 ma che è soltanto il primo passo verso il ritorno tra i professionisti.

Sul rapporto ostile tra l'Arezzo e la serie D è inutile tornare sopra. Ogni domenica c'è una trappola sul cammino, un avversario con la bava alla bocca e mille episodi che possono spostare la bilancia di qua o di là. Però è stato importante vincere e vincere così. In organico ci sono valori tecnici comprovati, uomini d'esperienza, gente che ha vinto questo campionato e sa come si fa. Le amichevoli zoppicanti e l'eliminazione in Coppa con il Foligno erano stati campanelli d'allarme (e lo sono ancora) ma non potevano avere azzerato di colpo le qualità che emergono dai curricula.

Ci voleva una domenica rompighiaccio, ci volevano novanta minuti giocati con il fisico ma anche con i piedi vellutati di Aliperta e Strambelli e ci voleva qualche sprazzo di manovra ariosa, qualche scambio di prima, qualche funambolismo che restituisse alla gente il piacere di vedere l'Arezzo. Gli applausi della sud alla fine, il coro “vi vogliamo così” non saranno stati una liberazione ma quasi. Adesso testa bassa e pedalare.

 

scritto da: Andrea Avato, 19/09/2021





Arezzo-Trestina 2-1, intervista a Strambelli

Arezzo-Trestina 2-1
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