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Numero 10, trequartista, goleador. Ceccarelli formato super: ''Voglio la serie A con l'Arezzo''

Martina Ceccarelli si racconta a tutto tondo: le esperienze passate, l'amore che prova per la maglia amaranto e il sogno di tornare in Nazionale dopo il bronzo al mondiale 2014 in Costa Rica. Già 8 le reti segnate in campionato, con tripletta nell'ultimo match contro il Genoa. ''L'Arezzo mi ha regalato più autostima e fiducia in me stessa e la vittoria del campionato sarebbe la chiusura di un cerchio aperto lo scorso maggio dopo la sconfitta di Sassari''



Martina Ceccarelli in azione con l'Acf ArezzoProtagonista (come tutte le sue compagne) di una stagione fin qui più che convincente, Martina Ceccarelli si candida come una delle possibili capocannoniere del campionato. Maglia numero 10, piede mancino, qualità indiscutibile nel finalizzare e nell'accompagnare l'azione, come dimostrano le 8 reti messe a segno in campionato, 11 in stagione considerando la coppa (gol contro Pistoiese e doppietta con il Pontedera). Trequartista e seconda punta classe 1997, perugina di 24 anni, proprio con i bianco-rossi ha iniziato la sua carriera, passando un anno in prestito alla Roma fino a arrivare ad Arezzo nella stagione 2020/21 dove ha (finora) collezionato 35 reti in una stagione e mezza. Nell'ultimo turno di campionato ecco la ciliegina sulla torta: tripletta di prestigio, tutta di sinistro ad Arenzano contro il Genoa, da killer d'area di rigore più che da fantasista. La stoffa c'è, l'età è ovviamente dalla sua parte, e l'importanza che Martina ha per le amaranto è innegabile oltre che tangibile dal punto di vista statistico e numerico.

 

Così giovane ma già determinante e con addosso un numero pesante da indossare. Ti senti fondamentale per la squadra?

''Sono fondamentale come lo siamo tutte all'interno della rosa. I gol vengono dal lavoro di squadra, dall'impegno e dal sacrificio che mettiamo su ogni pallone, tutte insieme. Siamo un grande gruppo e la gioia del gruppo viene anteposta all'interesse del singolo, sempre''.

Ex Perugia, oggi all'Arezzo: cosa trovi di diverso in queste due piazze calcistiche?

''Qua ad Arezzo sto benissimo, dal punto di vista tecnico la società non ci lascia mai da sole. Il mister è unico nel suo genere, non avevo mai trovato un allenatore così competente dal punto di vista calcistico. Perugia è casa mia, ma l'organizzazione che abbiamo all'Acf non ce l'ha nessun'altra squadra. E poi che dire del presidente, una persona meravigliosa che ha sposato a pieno la causa: investe tantissimo tempo e denaro per rinforzare l'organico, tutti aspetti che ci permettono di fare la differenza''.

 

Sei la miglior marcatrice della squadra con 8 reti e la terza dell'intero campionato. Ti aspettavi un inizio di stagione così prolifico?

''Beh ad essere sincera no, soprattutto perché, rispetto ad anno scorso, il livello del campionato si è alzato notevolmente. La passata stagione mi ero prefissata 20 reti, ho chiuso a quota 18. Questo anno ripeto la stessa cosa, ma è giusto per puntare più in alto possibile, con la consapevolezza di essere cresciuta tanto sotto porta, anche grazie ai consigli di mister Testini che mi ha voluto trasformare in un attaccante''.

A tal proposito, ti vedi più come un centravanti o seconda punta?

''Mi sono sempre vista come una numero 10: assist, dribbling e belle giocate, poi qualcosa è cambiato. L'interpretazione del ruolo è differente, da qualche partita gioco punta centrale, all'inizio facevo fatica, avevo timore di non riuscire ad esprimermi al meglio. Adesso sono più tranquilla, mi sento bene in questo nuovo ruolo''.

Hai passato anche una stagione in prestito alla Roma. Come giudichi questa esperienza?

''Un'esperienza certamente positiva, avevo appena 17 anni e si trattava della mia prima avventura lontana da casa. Non è stato facile ambientarsi all'inizio, anche se poi riuscii a fare una stagione importante, con 11 gol segnati in serie B femminile. Roma è una città bellissima, i romani sono meravigliosi, ti fanno sentire subito a casa. Ho giocato con calciatrici importanti come la Vukcevic e la Novelli, un contorno ideale per farmi crescere''.

La tua giovane età fa ben sperare per il futuro. Il prossimo sogno nel cassetto?

''Ho sposato un progetto bellissimo nel quale mi sento a mio agio. L'Arezzo mi ha ridato fiducia in me stessa, dopo che mi sono rotta due volte il crociato ho anche pensato di smettere con il calcio, ma sono entusiasta di non aver mai mollato. Devo molto a questa società, il mio sogno nel cassetto è di vincere il campionato ed arrivare a giocare in serie A. E' dura, ma possiamo farcela''.

 

E la nazionale?

''Mi farebbe enormemente piacere tornare a vestire l'azzurro. Ma è anche vero che dopo tutti questi anni non è facile tornare nella lista delle convocate. La serie C non è molto ambita da chi guarda e dirama le convocazioni. Ricordo con tantissimo entusiasmo il Mondiale del 2014 in Costa Rica: passammo un mese in ritiro e alla fine arrivammo terze, conquistando una fantastica medaglia di bronzo''.

Tornando a parlare di campionato, c'è una squadra che temi più delle altre?

''Dico l'Orobica Bergamo. Squadra particolare, a tratti molto strana, che fa dell'intensità la sua arma principale. Il campionato è molto equilibrato, le squadre sono tutte forti, ma loro mi hanno notevolmente impressionato''.

Perché hai scelto l'Arezzo?

''Perché consideravo l'Arezzo come una delle squadre migliori a livello femminile. La piazza è importante e inoltre mi hanno sempre cercato con insistenza. Era arrivato il momento di dire si, ho anche rifiutato altre proposte per vestire l'amaranto''.

Sapresti scegliere un momento iconico passato con questa maglia?

''Il momento più bello probabilmente è stata la vittoria, di misura, contro l'Orobica. Vincere in quel modo, all'ultimo minuto, è stato emozionante. Solo noi potevamo ribaltare quella partita, con il nostro spirito combattivo che ci porta a non mollare, mai''.

 

scritto da: Leonardo Palazzini, 24/12/2021





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