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SERIE D GIRONE E - 16a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzo33Badesse
Foligno13Trestina
Gavorrano00Rieti
Montespaccato20Cascina
Poggibonsi30Pianese
Pro Livorno12Scandicci
San Donato10Flaminia
Sangiovannese00Unipomezia
Tiferno21Cannara
MONDO AMARANTO
Davide, Nicola e Niccolò all'Emirates Stadium di Londra
NEWS

Lomasto non molla: ''Può succedere di tutto. E il 433 ci darà la spinta. L'Arezzo è in corsa''

Il difensore ha vinto tre campionati di serie D con Sicula Leonzio, Bitonto e Messina. E nonostante il distacco in classifica dal San Donato, continua a credere nella squadra: ''In serie D non bisogna mollare mai. Il modulo adesso è più funzionale e, nonostante il covid, abbiamo lavorato bene. Ci serve un filotto di risultati per risalire, abbiamo gli over per riuscirci. E gli under crescono: Colombo, Mancino e Marras sono bravi. E vedrete Giofrè. Io ho due anni di contratto, qui sono felice: voglio solo vincere''



Con tre promozioni alle spalle, Paolo Lomasto è uno di quelli che la serie D la conoscono meglio. E dall'alto della sua esperienza, calcistica e anagrafica (ha compiuto 32 anni il 4 gennaio), ha lanciato un messaggio chiaro: è trooppo presto per deporre le armi. Il campionato è ancora lungo, gli scontri diretti numerosi, l'Arezzo è indietro ma può recuperare.

 

Al di là delle frasi fatte che si dicono in questi casi, la stagione è ancora aperta o l'Arezzo l'ha compromessa in modo irreparabile?

E' ancora aperta, assolutamente. Se alla fine vinceremo noi non lo so, ma i giochi sono da fare. Nel calcio le rimonte si concretizzano spesso, specialmente in serie D. Se chi sta dietro non molla e ci crede, può succedere di tutto. Il modulo ci può dare una spinta in più.

Sei un estimatore del 433?

In questa categoria è il sistema di gioco più funzionale. Over forti che vanno a giocare sugli under avversari, quasi sempre schierati sugli esterni di difesa: la chiave è questa. Io negli ultimi due anni ho vinto due campionati e ho sempre giocato con il 433. Se davanti hai qualità, prima o poi sfondi.

Quindi l'Arezzo, che all'inizio giocava col rombo a metà campo, si è dato la zappa sui piedi?

Non esageriamo, non è così. Però il 4312 è un modulo complicato. Bello ma complicato. Devi andare per linee interne, cercare il trequartista, lavorare molto con le mezzeali. Non è semplice, specie per una squadra completamente nuova come eravamo noi.

Con Mariotti vi eravate confrontati su questo?

Sì. Ma all'inizio i risultati, e anche la bontà del gioco, ci stavano dando ragione. Poi, non a caso, avevamo cambiato.

Quest'anno in organico, sia prima che dopo il mercato, l'Arezzo ha avuto giocatori esperti, forti, che hanno già vinto la D. Perché non siete in testa?

Perché qualche risultato negativo ci ha tolto fiducia. Non l'avrei mai detto, invece le sconfitte dal punto di vista psicologico sono state pesanti. Il 4-1 di Gavorrano ci ha segnato. E ci è mancato qualche gol nei momenti chiave.

 

E' mancato qualche gol di Foggia.

Ciro lo conosco bene, l'anno passato l'ho visto segnare 20 volte e dare un contributo decisivo per la promozione del Messina. Lui, per caratteristiche, ha bisogno di stare in area e avere due esterni che gli danno sostegno. Altrimenti lo costringi a ripiegare troppo. Adesso sembra un altro, segna e fa la prestazione.

Ok i gol che sono mancati. Ma l'Arezzo ne ha presi troppi. Il motivo qual è?

I numeri più pesanti sono quelli degli scontri diretti. Non possiamo prendere 13 gol contro le prime quattro della classifica. Purtroppo è capitato ed è anche difficile trovare una spiegazione. Però il vento è cambiato: i 3 gol del Badesse sono stati episodici, prima avevamo difficoltà più strutturali.

Gavorrano, San Donato, Poggibonsi, Badesse: chi è più forte?

San Donato e Gavorrano hanno organici forti e idee di gioco. Il Poggibonsi è coriaceo ma lo vedo un gradino sotto. Il Badesse idem: squadra giovane, organizzata, corre tanto. Però ha un po' di qualità in meno.

Dal punto di vista personale, sei soddisfatto del tuo rendimento?

Nel complesso sì, anche se prendere tutti questi gol mi fa male e significa che c'è da migliorare, io compreso. Ho sempre giocato in difese solide, è quello uno dei segreti per vincere.

Gli altri quali sono?

Il gruppo. Sembra banale ma è così. Se vuoi vincere, specie in una piazza come Arezzo, devi avere tanti over forti per tenere alto il livello di squadra. Non puoi permetterti di abbassare lo standard. E chi sta fuori ha l'obbligo di essere positivo: se crei malumori, è la fine.

E gli under?

Qua, com'era a Messina, i giovani devono crescere in fretta. Se al primo passaggio sbagliato vai in crisi, non ti rialzi più.

Come sono gli under dell'Arezzo?

Qualcuno ha avuto delle difficoltà, è normale. Altri possono fare carriera: Colombo, Mancino, Marras hanno doti importanti. E io aggiungo Giofrè. Nelle ultime due stagioni ha vinto la serie D da titolare a Torre del Greco e Messina. E' un giovane già esperto. Farà bene anche qui.

 

Ma il calcio che si gioca al sud è diverso da quello che vedi quest'anno?

No. L'unica differenza è che al sud il fattore campo pesa di più: in trasferta trovi ambienti caldi, con tifoserie numerose. Noi quest'anno abbiamo sempre giocato in casa. E' anche per questo che mi fa rosicare aver buttato via punti pesanti davanti al nostro pubblico.

Tu hai vinto la D con la Sicula Leonzio, il Bitonto e il Messina. A quale promozione sei più legato?

Dico l'ultima perché giocavo in una piazza prestigiosa. E perché la nostra rivale era l'altra squadra di Messina. E' stato un derby infinito, mister Novelli ci ha dato tranquillità e consapevolezza. Però non scordo le altre due imprese.

A Bitonto come andò?

Fu una sorpresa. Avevamo Taurino allenatore, mettemmo dietro Andria, Foggia, Taranto. Il campionato finì a marzo per il covid, poi la serie C ce la tolsero con una penalizzazione di 5 punti all'inizio dell'estate.

E alla Sicula Leonzio?

Stagione 2016/17. Allenatore Ciccio Cozza. A dicembre eravamo a -10 dalla prima in classifica. Poi vincemmo diverse partite di fila e andammo in testa. Portammo a casa il campionato con tre o quattro giornate d'anticipo. Quando parlo di rimonte, so cosa dico.

E' quello che servirebbe all'Arezzo.

Lavoriamo per questo, anche se il covid ci ha messo i bastoni tra le ruote. Abbiamo perso qualche giocatore per dieci giorni, adesso è fuori anche il mister. Però non abbiamo alternative: con un bel filotto di risultati torniamo su. La società ha fatto un bel mercato, adesso tocca a noi.

Hai 32 anni e ogni stagione hai cambiato squadra. Come mai?

Perché non ho trovato società in grado di costruire a medio termine. Ho sempre giocato in squadre che puntavano al salto di categoria, eppure a giugno cambiavano tutti i programmi. E io ho dovuto prenderne atto.

Hai mai avuto la sensazione di aver sbagliato a scegliere Arezzo?

Mai. Anzi, qua sono proprio felice. In una piazza del genere, con un seguito così numeroso, non c'ero mai stato ed è un orgoglio per me. Ho due anni di contratto, spero sia la volta buona per vincere e passare un'estate senza valigie in mano.

 

scritto da: Andrea Avato, 13/01/2022





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