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Il settore tifa solo per un tempo. Poi il messaggio ai giocatori: ''riconquistarci tocca a voi''

A Cascina come a Foligno: 45 minuti di sostegno alla squadra con bandieroni, cori e due aste. Poi il silenzio spiegato da uno striscione emblematico. Il processo di disgelo è in corso ma non è ancora completato, anche se l'Arezzo ha inanellato il settimo risultato utile consecutivo. Sull'altro binario c'è il rapporto con la società: dopo l'incontro con il presidente Manzo e le rassicurazioni su risanamento dei conti e ripescaggio, i gruppi hanno fissato al 10 aprile la data per una prima verifica



C'è un rapporto da ricucire tra la tifoseria e l'Arezzo calcio. Nell'ultimo periodo si sono registrati dei passi in avanti, ma il percorso non è ancora completato. Il binario che va tenuto d'occhio è doppio: uno riguarda l'atteggiamento della sud verso la società, l'altro verso la squadra.

Riguardo quest'ultimo, c'è una sorta di disgelo in corso. Già a Foligno il settore ospiti, dopo un primo tempo in sciopero bianco, senza cori né incitamenti, aveva ripreso a tifare con forza, festeggiando alla fine il 4-0 con cui era stato interrotto il tabù trasferta, che durava da metà dicembre (0-2 a Cannara).

Ieri a Cascina il cliché è stato identico, anche se a tempi invertiti. Nella prima frazione di gara il settore (circa 120 i biglietti venduti) si è fatto sentire e si è mostrato colorato come ai bei tempi: due aste, bandieroni, sciarpata. C'è stato anche modo di rivolgere un saluto ai Fedayn Roma, storico gruppo della curva giallorossa che ha festeggiato i cinquant'anni dalla nascita.

Lo striscione esibito dai tifosi amaranto però era emblematico: ''45 minuti solo per noi'', a ribadire che ancora manca qualcosa per tornare a un rapporto saldo e vigoroso come era a inizio stagione. Tant'è vero che a inizio ripresa è di nuovo calato il silenzio, sono spariti i vessilli ed è comparso un monito verso i calciatori: ''riconquistarci tocca a voi''.

 

L'unico strappo alla regola si è registrato a dieci minuti dalla fine, con il risultato in bilico e la squadra che, pur senza rischiare, stava soffrendo un po'. Dal settore allora è partito un coro d'incitamento. Poi, al triplice fischio finale, un timido applauso reciproco fra giocatori e tribuna, con il settimo risultato utile consecutivo mandato in archivio dall'Arezzo (4 vittorie, 3 pareggi, 15 punti).

Adesso c'è una domenica di pausa, poi il campionato riprenderà con il doppio turno interno contro Sangiovannese e Tiferno, quindi San Donato fuori e Poggibonsi in casa. I gruppi organizzati dovranno decidere se ripopolare i gradoni della curva oppure restare sull'aventino, traslocando voce e bandiere sulla collinetta di San Cornelio, come accaduto contro Rieti e Gavorrano.

Questo si lega anche al rapporto con la società. Dieci giorni fa i rappresentanti della sud hanno incontrato il presidente Guglielmo Manzo, il quale ha ribadito la volontà di risanare i conti del club tramite l'aumento di capitale (già deliberato dall'assemblea dei soci, con primo step di versamento fissato per il 24 aprile) e di procedere, qualora ve ne sia la possibilità, al ripescaggio.

La sud, con un volantino diffuso dopo il faccia a faccia, ha indicato il 10 aprile come data per una prima verifica, sottolineando che le parole, dopo quello che è successo negli ultimi due anni, non bastano più e servono i fatti per certificare il cambio di rotta

 

scritto da: Andrea Avato, 14/03/2022





Cascina-Arezzo 1-2
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