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Chi si rivede... Abete di nuovo sulla strada dell'Arezzo. Sarà lui il presidente della Lnd

L'attuale commissario dei dilettanti, nominato a ottobre dopo le dimissioni di Sibilia, viaggia spedito verso l'elezione. Ex presidente della Figc dal 2007 al 2014, ex deputato della Dc, era presidente della Lega di C quando la vecchia Unione Sportiva venne radiata nel 1993. I tifosi gli hanno sempre contestato la disparità di trattamento riservata alla società amaranto rispetto ad altri club più blasonati e i processi sommari di calciopoli, che costarono all'Arezzo la retrocessione dalla B



Giancarlo Abete verso la presidenza della LndGiancarlo Abete sarà eletto presidente della Lega Nazionale Dilettanti nei prossimi giorni, il 21 marzo probabilmente. L'attuale commissario della Lnd, nominato dal consiglio federale a ottobre dopo le dimissioni del presidente Cosimo Sibilia, torna dunque sulla scena con un ruolo operativo di primo piano, anche perché è considerato molto vicino al presidente della Figc, Gabriele Gravina.

Classe 1950, capo della Federcalcio dal 2007 al 2014, ex deputato eletto con la Democrazia Cristiana, Abete nel 1993 era il presidente della Lega di serie C. Ed è proprio in quel periodo che il suo nome ad Arezzo assunse contorni sinistri: la vecchia Unione Sportiva venne radiata a campionato in corso e costretta a ripartire dai dilettanti. Il 17 aprile arrivò la sentenza del tribunale fallimentare, con il contorno di polemiche e un ruolo quantomeno passivo della Lega.

Nel 2014 il dirigente sportivo è tornato ad Arezzo per ricevere il premio intitolato alla memoria di Azelio Rachini. Nell'occasione la sua auto venne assalita da alcuni sostenitori amaranto, che in mano avevano volantini con la scritta ''no ad Abete'', motivata dagli insuccessi della Federazione riguardo tessera del tifoso, biglietto nominale, divieti di trasferta, curve chiuse per discriminazione territoriale.

E poi, soprattutto, la rabbia riguardava la disparità di trattamento riservato all’Arezzo nel 1993 e ad altri club più blasonati, i cui debiti di milioni di euro sono stati spalmati negli anni. Senza contare i processi sommari di Calciopoli nel 2006 (con penalizzazione e retrocessione) e la petizione di protesta del 2012, rimasta inascoltata.

Adesso Abete sta per tornare in sella e, insieme a Gravina e al consiglio federale, dovrà gestire la delicata fase dei ripescaggi estivi, con l'Arezzo che spera in una finestra aperta per tornare, pagando, in Lega Pro. 

 

scritto da: Andrea Avato, 16/03/2022





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