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Iscrizione in C, presentate tutte le domande. Il Teramo rischia, l'Arezzo resta alla finestra

Tutti i club aventi diritto hanno presentato la documentazione per partecipare alla prossima Lega Pro, il che esclude la possibilità di eventuali riammissioni e tiene in piedi solo quella dei ripescaggi. Al momento però, secondo le indiscrezioni, solo la società abruzzese sarebbe in bilico, il che chiuderebbe le porte al salto di categoria per gli amaranto. In quel caso sarebbe serie D per la nona volta negli ultimi trent'anni



Ieri a mezzanotte sono scaduti i termini per le domande di iscrizione alla Lega Pro 2022/23. La prima notizia è che tutti i club aventi diritto hanno presentato la documentazione, il che esclude la possibilità di eventuali riammissioni e tiene in piedi solo quella dei ripescaggi.

Adesso Covisoc e Commissione criteri infrastutturali dovranno esaminare tutte le domande e poi, entro il primo luglio, comunicare gli esiti dell'ispezione. Se entrambe le commissioni daranno il via libera, la partecipazione al campionato sarà confermata. Altrimenti, entro le 19 del 6 luglio, le società bocciate potranno presentare ricorso. Toccherà poi al consiglio federale dell'8 luglio esprimere il verdetto definitivo, appellabile solo davanti al collegio di garanzia del Coni.

Nel caso in cui l'organico della Lega Pro non arrivasse alle 60 squadre previste (divise nei canonici tre gironi da 20 squadre ciascuno), si provvederà ai ripescaggi, procedendo con una squadra B, una retrocessa dalla C e una della serie D. Di squadre B intenzionate a seguire l'esempio della Juventus under 23 non ve ne sono, quindi la lista della ripescabili si riduce.

 

L'Arezzo, che fa parte dell'elenco dei club di serie D, ha davanti in graduatoria soltanto Varese e Ravenna. Tutte le altre, reduci da piazzamenti migliori nei playoff, sono inibite dai paletti regolamentari inseriti dalla Figc (è il caso di Cavese e Samb) oppure dalla mancanza di uno stadio omologato per la Lega Pro.

Sia a Varese che a Sassari, dove la Torres ha vinto i playoff, sono in corso lavori di adeguamento agli impianti che però vanno conclusi inderogabilmente entro il 19 luglio, data fissata per la presentazione delle istanze di ripescaggio. A Ravenna invece la dirigenza non ha ancora deciso se, nell'eventualità, mettere a bilancio il milione di euro che servirebbe, tra fideiussioni e versamento a fondo perduto, per chiedere il salto in serie C.

 

L'Arezzo qualche speranza continua a coltivarla, anche se da una prima ricognizione sulle domande presentate dai club di Lega pro, non emergerebbero criticità particolari. Secondo la Gazzetta dello Sport, come riportato anche da TuttoC, solo il Teramo rischia la bocciatura: ''l’intervento in extremis dell’ex presidente Franco Iachini è servito per vari adempimenti, ma non per l’indice di liquidità. La società è pronta a fare ricorso, forse puntando sul fatto che le quote di maggioranza sono sotto sequestro cautelativo del Tribunale di Roma, ma con poche speranze. Invece il Messina avrebbe sistemato gli ultimi dettagli (vedi debito Iva), mentre la Triestina avrebbe trovato la salvezza grazie al cambio di proprietà annunciato proprio ieri: dopo la morte del presidente Biasin il club è passato ad Atlas Consulting, una società guidata da Simone Giacomini e Antonino Maira, che ha rilevato l’80% delle quote e (pare) sistemato le pendenze sul filo di lana".

Come l'esperienza insegna, comunque, in questi frangenti le sorprese sono sempre possibili. Almeno per qualche altro giorno, l'Arezzo resterà in vigile attesa e poi, se l'ipotesi ripescaggio sfumasse definitivamente, si potrà cominciare a preparare il nono campionato di serie D degli ultimi trent'anni.

 

scritto da: La Redazione, 23/06/2022





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