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Il 16 luglio c'è il torneo del Pao. Il campino rimesso a posto tra volanti e sogni di calcio

Si avvicina il tradizionale appuntamento con il memorial dedicato a Francesco Paolucci, tifoso amaranto e fondatore del gruppo 2 giugno drunk. Sabato i ragazzi della Fossa hanno segnato il terreno e aggiustato le reti delle porte, nonostante l'arrivo imprevisto della polizia per l'identificazione. Ma la soddisfazione è stata tanta, specie nel vedere i passanti incuriositi complimentarsi con i ragazzi, mentre i bambini giocavano a pallone



Sabato 16 luglio presso il campino di via Arno si giocherà il torneo in memoria di Francesco Paolucci detto Pao, un ragazzo nato e cresciuto nel quartiere di Saione e che in quel campino, oggi intitolato a lui, sognava di diventare un campione. Francesco era un grandissimo tifoso dell'Arezzo, fondatore del gruppo 2 giugno drunk. Ogni anno i ragazzi della Fossa organizzano il torneo in sua memoria, coinvolgendo i gruppi della sud secondo uno stile che a Francesco piaceva: calcio, birra a aggregazione.

 

"Sabato - come si legge in un post su facebook - alcuni ragazzi della Fossa si sono ritrovati al mitico campino Francesco Paolucci per fare alcuni lavori di manutenzione in vista del torneo Memorial Pao 2022 che si svolgerà a breve. La manutenzione spetterebbe al comune (nessuna striscia nel campo e reti delle porte inesistenti) ma, armati di tanto animo e di orgoglio, i ragazzi hanno aggiustato le reti delle porte e fatto tutte le linee di gioco a loro spese.

 

Qualcuno, forse impaurito o forse disturbato da questa presenza, ha chiamato la polizia che si è presentata con volanti a chiedere documenti ai presenti. In questo caso si scontrano due realtà: quella che il tessuto sociale lo vuole creare, dando la possibilità ai bambini e ai ragazzi di giocare e sognare il mondo del calcio, e quella di chi, forse impaurito, preferisce essere sempre indignato di chi questo tessuto sociale lo vuole creare, senza troppe distinzioni sociali.

Non sarà certo qualche volante o qualche bigotto impaurito a farci cambiare il nostro pensiero: da sempre siamo RIBELLI, sognando e lottando sempre per il calcio di una volta, nel tifare andando contro denunce e diffide e nel credere che qualcosa si può costruire anche sul sociale. Forse saremo gli ULTIMI RIBELLI, questo sarà il tempo a dircelo. Il Pao si sarà divertito da lussú, nel vedere passanti incuriositi complimentarsi con i ragazzi, mentre i bambini giocavano dove anche lui da piccolo sognava rincorrendo il pallone. Tifo, amicizia e ribellione".

 

scritto da: Andrea Avato, 27/06/2022





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