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Gli alibi sono finiti per davvero. La curva bacchetta Ferretti e chiede la svolta: fuori le palle!

Da Bellucci a Pavanel: la partita con la Lucchese segna una svolta nella stagione (dopo appena quattro giornate) e mette la squadra di fronte alla necessità di invertire la rotta. Servono i risultati e servono a cominciare da stasera. La Minghelli intanto ha preso una posizione forte con un volantino firmato da tutti i gruppi, mettendo il presidente di fronte alle contraddizioni degli ultimi mesi e chiudendo con una certezza: sono i tifosi che meritano di più!



i tifosi amaranto nel settore ospiti di PiacenzaDopo quattro giornate di campionato esce Claudio Bellucci ed entra Massimo Pavanel. Il ruolino di marcia dell’ex giocatore di Samp e Bologna purtroppo è stato disastroso, con quattro sconfitte in cinque partite ufficiali, e forse dimostra che non è ancora all’altezza di un campionato professionistico. Avrà bisogno di un po’ di gavetta, fermo restando che a Piacenza qualche miglioramento si era visto e che era prevedibile che gli sarebbe servito un po’ di tempo, quel tempo che l’Arezzo non ha e la piazza non ha più voglia di concedere. A lui comunque va un ringraziamento, perché il bel messaggio di addio pubblicato su Facebook sembra far intendere che Arezzo, perlomeno come piazza e come tifoseria, l’ha capita meglio lui in pochi mesi che qualcuno che è qui da anni. Vero presidente? Prenda nota di come un social network può essere usato in maniera utile e costruttiva.

 

Invece di sparare a zero contro i tifosi, avvilendo in special modo proprio chi si fa i chilometri e che timbra sempre il cartellino in casa e fuori, sarebbe il caso di cercare di fare quadrato. Il buon senso direbbe che è inutile, specialmente nella situazione attuale, mettere benzina sul fuoco, ma evidentemente è stata incontenibile la tentazione di fare dichiarazioni una antitetica all’altra e di punzecchiare la piazza senza discernere i gufi di professione, che pure ci sono ed è anche giusto bacchettarli, dai tifosi veri che sono solo legittimamente preoccupati. Arezzo non ci sta più: gli striscioni eloquenti di domenica a Piacenza e il comunicato di stamani firmato dalla Curva Sud ne sono la puntuale conferma.

 

il presidente Ferretti in tribuna contro l'ArzachenaI punti chiave di quest’ultimo sono inattaccabili: se si propone una campagna abbonamenti senza sconti per studenti, disoccupati, donne e pensionati, con prezzi maggiorati dopo appena due settimane dall’apertura, poi è difficile pretendere numeri superiori o analoghi a quelli della stagione passata, che nacque, peraltro, sotto tutt’altri umori. Come era prevedibile, il gioco non è valso la candela. Se dopo l’amaro epilogo dei playoff proprio in casa contro la Lucchese si dichiara che l’obiettivo è la B, salvo poi fare marcia indietro neanche un mese dopo, e si pagano gli stipendi in ritardo beccando così un punto di penalizzazione e demolendo l’ultimo baluardo su cui il presidente si è sempre arroccato, diventa un pelino più complicato esigere fiducia incondizionata nei confronti dei programmi societari e in vista delle successive scadenze. E se, ancora, si affida la squadra a un debuttante e ci si vanta di una collaborazione tecnica con la Sampdoria che non sembra averci portato esattamente i pezzi migliori del lotto blucerchiato, le perplessità della tifoseria andrebbero, se non condivise, almeno capite. Se, infine, al presidente sembrano poche un centinaio di persone che si sono sobbarcate qualcosa come 630 km tra andata e ritorno per seguire una squadra che poi avrebbe perso la quarta partita sulle cinque ufficiali giocate finora, solo perché a Gorgonzola riacciuffò una vittoria che era stata gettata alle ortiche, allora siamo sicuramente noi quelli che meritiamo di più.

 

Detto questo, ora spetta a Pavanel, altro debuttante in serie C (su questa scelta ci sarebbe da scrivere un articolo a parte), il compito di risollevare le nostre sorti. Stasera c’è da vendicare l’atroce sconfitta al primo turno dei playoff dello scorso anno, c’è da dimostrare che una qualche scossa c’è stata, ma soprattutto ci sono tre punti da conquistare in qualsiasi modo, perché la classifica già piange. Gli alibi, se mai ce ne sono stati, sono davvero finiti. Che i giocatori lottino e diano tutto; noi sugli spalti faremo altrettanto. Poi usciamo, insieme, vittoriosi. Deve andare così, perché Arezzo non può più aspettare. Forza vecchio cuore amaranto!

 

scritto da: Luca Amorosi, 25/09/2017





Arezzo-Lucchese, il volantino della curva Minghelli
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