Il colpaccio di Forlì riporta l’Arezzo in testa alla classifica, al termine di una partita in cui la squadra ha messo in mostra i pregi che l’accompagnano dalla prima giornata e qualche difetto venuto a galla ultimamente. Sempre più eclatante la differenza di rendimento, di gol segnati e subìti fra primo e secondo tempo. Pattarello e Mawuli protagonisti di una serata (forse) decisiva per la stagione

CROCEVIA MORGAGNI – Ci sono gol che possono cambiare una stagione, ci sono vittorie che indirizzano i campionati. Il destro sotto l’incrocio di Mawuli al minuto 91, i tre punti al Morgagni hanno tutta l’aria di appartenere alle categorie sopra citate. Per la quarta volta consecutiva l’Arezzo era andato sotto nel punteggio, per la quarta volta in stagione ha vinto in rimonta. Sono le due facce della medaglia, con la squadra che procede a sprazzi, tesse e disfa la tela con eccessiva disinvoltura. Bucchi questo colpaccio dovrà metterlo a frutto nelle prossime settimane, recuperando la solidità difensiva che adesso latita e la scioltezza di manovra di qualche tempo fa. Il valore e l’importanza di questa serata comunque sono incalcolabili, anche alla luce della sconfitta del Ravenna a Campobasso. Mancano ancora quattro mesi alla fine ma sempre meglio fare la lepre che il cacciatore.

RUSH FINALE – Senza quel missile di Mawuli in zona Cesarini avremmo scritto, letto e ascoltato commenti ben diversi. Ma questo è il calcio, è così da sempre nel bene e nel male, non c’è da stupirsi. Gli episodi spostano i risultati oltre che i giudizi e saperli indirizzare è la qualità più grande delle squadre che puntano a vincere i campionati. Se poi questa capacità di incanalare le circostanze sia reale o figlia della suggestione di noi malati di calcio, è impossibile stabilirlo con certezza. Di certo c’è che quella di Forlì è la quarta partita che l’Arezzo vince nell’ultimo spezzone: era già successo contro Juventus Next Gen, Pianese e Ascoli. Forse è un caso ma forse no.

PRIMA E DOPO – Sempre più eclatante la differenza di rendimento e segnature dell’Arezzo tra primo e secondo tempo. Se le partite fossero finite al 45′, la squadra avrebbe appena 20 punti in classifica, invece ne ha 43. Dopo l’intervallo cambiano scenari, atteggiamenti, dinamiche di gioco. I gol prima del the caldo sono 10, quelli susseguenti alla pausa sono 27 e fanno di quello amaranto il miglior attacco del girone. E ancora: l’Arezzo ha segnato 20 gol nell’ultima mezz’ora, 13 nell’ultimo quarto d’ora, 6 dopo il novantesimo. Sono dati emblematici di una forza d’animo, otre che tecnica, al di sopra di ogni sospetto. Viceversa c’è un difetto da limare, rappresentato dai 7 gol beccati nel primo quarto d’ora che delineano un’abitudine pericolosa che si manifesta da troppo tempo.

IL 10 E L’8 – Due cose per chiudere: se Pattarello fa il Pattarello, è tutto più facile. Un gran bel gol a Forlì, doppia cifra raggiunta per la seconda stagione consecutiva, strappi e spunti come nei momenti migliori. L’Arezzo ha ritrovato un’arma fondamentale. Infine una pacca sulla spalla per il generoso, volitivo, imprescindibile Mawuli. Se questo sarà il gol decisivo per il campionato, e lo sapremo solo a fine aprile, è giusto l’abbia segnato lui.