Carletto in visita al Museo Amaranto, omaggiato delle figurine che raccontano la sua carriera e del libro sui cento anni dell’Arezzo. Per lui nel 1982/83 anche un’annata ad Ascoli: “Bucchi ha i mezzi per vincere il campionato, anche se Tomei arriva di rincorsa e fa bene a crederci”
Gradita visita al Museo Amaranto nel pomeriggio di ieri. Carlo Muraro ha fatto un salto nel passato, rispolverando il cassetto dei ricordi. Attaccante, classe 1955, ha legato il suo nome soprattutto all’Inter, dove ha giocato per nove stagioni complessive. Degna di nota anche la sua parentesi ad Arezzo tra il 1985 e il 1987, con 33 presenze e 9 gol. Muraro è stato omaggiato dal consigliere del Museo, Pierangelo Ceccherini, con le figurine che lo ritraggono con tutte le maglie vestite in carriera. Il presidente Stefano Turchi gli ha donato il libro sui 100 anni dell’Arezzo Calcio e il gagliardetto del Museo.
La presenza di Muraro, che ha indossato anche i colori dell’Ascoli nell’annata 1982/83, è stata un comodo assist per parlare della partitissima di domani sera al Comunale: “Non mi aspettavo un Arezzo così in alto ma adesso credo che abbia le qualità per farcela. E’ chiaro che lo scontro diretto conterà molto, l’Ascoli arriva di rincorsa e fa bene a crederci, anche se ha un solo risultato a disposizione. A Bucchi invece può andar bene anche il pari. Della mia esperienza amaranto ho un bel ricordo, nonostante l’esonero di mister Russo che ancora oggi non mi spiego. Per fortuna però arrivò Riccomini, un allenatore straordinario che ci condusse alla salvezza. Qua sono stato bene, sia con i tifosi che con la città. Ho fatto più assist che gol ma va bene lo stesso, ho sempre giocato più per la squadra che per me stesso”.












