Il gestore della piscina, in 52 pagine di documento, chiede di escludere dal diritto di superficie per la Ss Arezzo le aree oggi utilizzate dagli utenti. Non viene contestata la riqualificazione dell’impianto, solo il trasferimento alla società amaranto di alcune aree esterne. Ad aprile Fayer, coordinatore del progetto, aveva detto: “A lavori completati, gli utenti del Palazzetto del Nuoto avranno a disposizione un parcheggio più ampio a soli 150 metri dall’ingresso”
Il Centro Sport Chimera, gestore del Palazzetto del Nuoto, ha notificato alla parte resistente (il Comune di Arezzo in persona del sindaco Alessandro Ghinelli) e alla parte contro interessata (Ss Arezzo) la presentazione di un ricorso in 52 pagine al Tar della Toscana contro alcuni atti approvati dal Comune riguardo la concessione del diritto di superficie novantennale alla Ss Arezzo, collegato al progetto di riqualificazione dello stadio.
Secondo le argomentazioni del ricorso, datato 12 giugno, e in base alla ricostruzione degli atti amministrativi degli ultimi due decenni, la convenzione stipulata nel 2002 tra Comune e Centro Sport Chimera per la realizzazione e gestione del complesso natatorio, avrebbe garantito alla concessionaria la disponibilità e il godimento di alcune aree esterne, compresi piazzali e parcheggi utilizzati quotidianamente dagli utenti della struttura.
Centro Sport Chimera sostiene che il nuovo progetto stadio includa proprio parte di queste aree nel diritto di superficie concesso alla società amaranto. In particolare, viene contestata la trasformazione dell’attuale parcheggio pubblico antistante il Palazzetto del Nuoto in aree verdi, percorsi ciclopedonali e spazi pubblici integrati nel nuovo assetto urbanistico dello stadio. Nel ricorso si evidenzia come il parcheggio rappresenti un elemento essenziale per il funzionamento dell’impianto natatorio, frequentato ogni giorno da bambini, anziani, persone con disabilità, utenti dei corsi terapeutici e da quest’anno anche da atleti del settore paralimpico.
Dalle pagine del ricorso riemergono lamentele che il gestore dell’impianto, il cui legale rappresentante è Valter Magara, aveva già sollevato nelle scorse settimane: in base alla convenzione stipulata tra Comune e Ss Arezzo risulterebbe un pregiudizio all’equilibrio economico-finanziario della concessione del Palazzetto del Nuoto, dato che il project financing originario sarebbe stato costruito tenendo conto anche della disponibilità delle aree esterne e della facilità di accesso alla struttura; inoltre non sarebbero state individuate soluzioni alternative né nuove aree di sosta capaci di compensare la perdita dei parcheggi oggi esistenti; infine Centro Sport Chimera sottolinea di non essere stata coinvolta nella conferenza dei servizi preliminare nonostante fosse concessionaria di un altro impianto sportivo pubblico confinante con l’area interessata dall’intervento.
Giova ricordare che il progetto complessivo dello stadio prevede aree di parcheggio anche dove adesso sorgono i campini Lebole e Zampolin, per i quali è stata già attivata la procedura di esproprio. L’architetto Carlo Antonio Fayer, che coordina il gruppo di lavoro formato da M28Studio, SpskStudio e Speri spa, già ad aprile si era espresso sulla questione: “Abbiamo sollecitato più volte un confronto diretto con Cento Sport Chimera che non ha mai avuto riscontro, seppure gli impegni presi da parte nostra siano stati da subito molto chiari. Abbiamo garantito che per tutta la durata dei lavori, nonostante i disagi aggiuntivi che potrebbero crearsi al cantiere, non verrà toccata l’area della piscina. Aggiungo che a riqualificazione completata, gli utenti del Palazzetto del Nuoto avranno a disposizione un parcheggio più ampio a soli 150 metri dall’ingresso. Che nel Pef non si sia tenuto conto delle esigenze di Centro Sport Chimera è semplicemente falso”.
La società di Magara ha ribadito nel ricorso “di non voler contestare la riqualificazione dello stadio in sé, né le demolizioni, le ricostruzioni delle curve o gli interventi sull’impianto sportivo. L’obiettivo dichiarato è più circoscritto: ottenere l’annullamento della parte degli atti che trasferisce alla Ss Arezzo alcune aree esterne oggi utilizzate come parcheggi pubblici e spazi funzionali al Palazzetto del Nuoto”.
Il Tar, secondo tempistiche ancora incerte, potrebbe rigettare il ricorso, oppure accoglierlo parzialmente e obbligare le parti in causa a riesaminare soltanto la questione delle aree esterne e dei parcheggi, lasciando intatto il cuore del progetto di riqualificazione dello stadio. Oppure ancora potrebbe aprirsi una trattativa tra le parti prima della decisione definitiva per sanare la questione.
I lavori allo stadio, il cui cantiere è stato inaugurato lo scorso primo giugno, riprenderanno la prossima settimana: la costituzione della società di scopo, al cui interno deve comunque essere presente la Ss Arezzo, è in via di definizione. Fino al 2030 sono previste demolizioni e ricostruzioni per un investimento complessivo, interamente a carico di privati, di circa 50 milioni di euro. Nel frattempo sono già cominciati gli interventi di manutenzione del campo, curati da Verde Giardino, con la conversione in gramigna ibrida. Per adesso sono state messe in atto sei arieggiature in due giorni, con il prato vecchio che è stato seccato. A breve si provvederà a bucatura e semina e il campo passerà da microterma a macroterma.












