Diario del 20 ottobre 1996. La possibile cessione di Martinetti al mercato, il pranzo alla Trattoria Cubana, il pareggio in extremis e il 40° risultato utile sotto la gestione Cosmi. Poi il ritorno a passo lento per la fila di macchine a Palazzo del Pero
Dal mio diario del 20 ottobre 1996.
“Come al solito, si parte da Teletruria e in un’ora e mezza siamo a Forlì. In macchina parliamo della possibile cessione di Martinetti. Nessuno è d’accordo tranne il Ciofo che vorrebbe lasciarlo partire.
Andiamo a mangiare alla Trattoria Cubana, prendiamo un tris di primi, carpaccio e insalata per secondo. Alla fine, ovviamente, caffè.
Arriviamo al Morgagni: è bello, è un velodromo. Accanto a me c’è un telecronista di Forlì che fa un gran casino, nel settore 500 tifosi dell’Arezzo, molto rumorosi.
La partita finisce 1-1 ma l’Arezzo avrebbe potuto vincere alla grande. La formazione (442): Mosconi (Stella); Masini, Bruni, Recchi, Polvani; Miniati (Bifini), Mattoni (Minghelli), Nofri, Barontini; Graziani, Scichilone.
Scichilone pareggia al novantesimo su bell’assist di Bifini. Bonavita, allenatore del Forlì, dice che avrebbero meritato loro di vincere. Ma la partita l’ha vista? Tra l’altro, quando ha sostituito Macerata, è stato fischiato dal pubblico e lui ha risposto per le rime, mandando a quel paese il contestatore.
L’Arezzo ha conquistato il 40° risultato utile sotto la gestione Cosmi (in 42 partite): mentre si parla sempre più di mercato, andrebbe tenuto in maggiore considerazione questo rilievo statistico.
Torniamo a casa un po’ a rilento perché a Palazzo del Pero c’è la festa della castagna con una fila di macchine che non finisce più.
Vado in redazione al Corriere di Arezzo e, tra una cosa e l’altro, rimango fino a mezzanotte. Poi torno a casa, ceno, guardo un po’ di tivù e all’una e mezzo sono a letto.
E’ andata bene che non abbiamo perso ma un po’ brucia non averla vinta. Notte”.












