Prima volta a Guidonia per l’Arezzo. E allora ne approfittiamo per ricordare Ardea 2021 con il saluto amarcord a Tovalieri, Ostia 2013 con sangue caldo Martinez che si fa giustizia da solo e il memorabile prepartita del novembre 2011 in una trattoria del posto che, con un piatto speciale, oscurò perfino la soddisfazione della vittoria
L’Arezzo gioca a Guidonia per la prima volta nella storia e l’occasione è propizia per rimembrare alcune delle trasferte nell’hinterland romano, vissute dalla tifoseria con malcelata sofferenza più che con goliardico spirito da scampagnata.
La più recente risale al settembre 2021, con gli amaranto di scena al Carlo Mazzucchi contro l’Unipomezia. La retrocessione dalla C era ancora una ferita aperta e sanguinante, destinata a non rimarginarsi in fretta perché quel campionato poi non terminò nel modo sperato. Nel caldo pomeriggio di Ardea, con Mastino, Campaner e uno dei gemelli Marras in campo, l’Arezzo di Mariotti s’impose 3-1 non senza soffrire (gol di Foggia, Sparacello e Muzzi). Il momento clou fu però il saluto dei tifosi a Sandro Tovalieri, presente in tribuna per un nostalgico amarcord e visibilmente commosso per l’inatteso tributo nei suoi riguardi. Il Cobra resta uno dei personaggi più suggestivi della nostra storia.

Sempre a settembre, ma del 2013, l’Arezzo portò il popolo a penare all’Anco Marzio di Ostia. La squadra di Mezzanotti puntava a vincere la serie D ma aveva cominciato la stagione con due pareggi di fila. E già montava la polemica. Quel giorno però le cose andarono bene, con un 3-2 di pura battaglia, da pane e salame, sul campo sintetico e un avversario pieno di randellatori. Da segnalare la pioggerella fine fine venuta giù per un’ora e mezza, la doppietta di Essoussi (bomber di lusso dell’epoca) e l’espulsione di Martinez, che oltre a essere un fior di attaccante aveva il sangue caldo degli argentini. Non a caso si fece giustizia da solo all’ennesima pedata subìta. Stava prendendo forma, ma questa è solo per chi ha buona memoria, la staffetta under Ciogli-Disanto, destinata a ripetersi più o meno regolarmente nelle settimane successive.

Infine vorrei dedicare due righe alla vittoria di Zagarolo del novembre 2011. Sempre serie D ovviamente, giusto per tenere appuntato sul petto il ricordo di quanto abbiamo patito nella nostra vita. Campo sintetico pure in quel caso allo stadio Elio Mastrangeli, virile colpaccio per 3-1 con gol del “loco” Martinez, del mio pupillo Rubechini e del baby Idromela, alla prima gioia con i grandi. Ma soprattutto, memorabile il prepartita in una trattoria locale, che ci sfornò i bucatini all’amatriciana mantecati dentro una forma di cacio pecorino romano + vino de li castelli (mejo de questa zozza società). Ammetto senza vergogna che a distanza di quindici anni, il ricordo più nitido non è il tabellino né la vegetazione di macchia dietro la gradinata né i cori di quei bifolchi dei tifosi aretini che, abbandonando il settore ospiti, intonarono cori contro l’inviato di Teletruria, ma il sapore di quel piatto.












