Chierico in azione contro il Perugia

L’esterno interrompe un digiuno personale che durava dal 25 gennaio. Venturi quasi spettatore, Coppolaro non tradisce, Righetti timido, per Guccione un grande assist in avvio e poi le difficoltà per la marcatura asfissiante di Manzari. Mawuli disordinato, fuori dal gioco Cianci, impalpabile lo spezzone di Arena, più vivace Varela. Rimpianto Iaccarino

Le pagelle di Arezzo-Perugia.

VENTURI 6 Prende la sufficienza, anche se recita la parte dello spettatore numero 5.743. L’Arezzo gioca così così, non incanta, non vince, ma a lui tirano in porta una volta e mezza in 98 minuti compreso il recupero. Montevago gliela mette all’incrocio, su Verre chiude bene lo specchio a inizio ripresa. Poi null’altro.

COPPOLARO 6.5 Preferito a Renzi, probabilmente per avere più fisicità, più esperienza nel duello in fascia con Tozzuolo che è un bel martello, ancorché debilitato dalla febbre. Qualche grattacapo da gestire ce l’ha, visto che il Perugia utilizza soprattutto quel lato per punzecchiare l’Arezzo. Stoico nei momenti in cui deve stringere i denti, alla lunga viene fuori con buon passo senza disdegnare gli inserimenti e i cross. Esce per un fastidio muscolare (32′ st Renzi ng).

GILLI 6 Compartecipe, suo malgrado, del gol di Montevago: la palla gli sbatte addosso e diventa un assist per l’avversario, con il quale ingaggia duelli all’arma bianca come all’andata. Insieme a Chiosa, taccuino alla mano, concede poco a un centravanti mobile e prestante, se non quel lavoro di raccordo che fa respirare il Perugia in più circostanze. Una partita di lotta, con qualche imperfezione in avvio di manovra.

CHIOSA 6.5 L’irruenza di Montevago gli scrolla di dosso l’aplomb che ne contraddistingue lo stile di gioco. Sono spintoni, trattenute, qualche parola grossa e una ramanzina dell’arbitro per entrambi. Nel secondo tempo, quando il Perugia si rintana nella metà campo davanti a Gemello, fa il regista aggiunto. Buone intenzioni sì, efficacia di giocate non sempre.

RIGHETTI 6 L’assist per Mawuli, al minuto 7, sembra il prologo a una prestazione tutta cuore, anche perché di fronte c’è la sua ex squadra e il suo passato. Invece alterna cose buone, come un tiro dalla distanza prima dell’intervallo che per poco non sorprende Gemello, a qualche scelta troppo timida. Nel momento in cui servirebbe un po’ di coraggio, si rifugia nello scarico semplice semplice. Ha il piede per mettere palloni fertili in area, lo sfrutta poco.

MAWULI 5 Il destino, tra Campobasso e Perugia, gli recapita sui piedi ben sei occasioni da rete e nessuna si traduce in gol. Un po’ per sua grave responsabilità, come quando spreca il rigore in movimento che avrebbe potuto indirizzare il derby da un’altra parte, e un po’ per episodi, come quando Montevago respinge sulla riga il suo destro in mischia. E’ anche Calimero in questo periodo, tant’è che nella ripresa centra la traversa e poi il palo nel finale. Al di là di tutto ciò, prestazione pasticciona e disordinata in mezzo al campo.

GUCCIONE 5 L’imbucata con cui affetta il Perugia in avvio di gara, mandando Righetti al cross, è da palati fini e da applausi a scena aperta. Dopo però cominciano gli affanni: Verre e soprattutto Manzari lo braccano in ogni dove, i compagni non lo trovano con la necessaria continuità e l’Arezzo smarrisce il bandolo del gioco. Che non sia una gran giornata lo si capisce dalle proteste, reiterate a ogni fischio di Drigo, e dalle invettive agli avversari. Ammonito, salterà il Bra (25′ st Iaccarino 6 Va a fare il play nel finale arruffato e a testa bassa della squadra. Prova a mettere ordine ma a quel punto è complicato. Resta il rimpianto di non averlo visto dall’inizio).

CHIERICO 6.5 Tra i più continui nella proposta di gioco. Si sbatte, arretra a prendere palla, cerca l’uno-due. Fa tante cose in un contesto incasinato come non mai, con il vento che cambia le traiettorie e il muro del Perugia in cui si aprono pochissime crepe. Il guaio è che spreme pochissimo da una mole di lavoro sopra la media.

PATTARELLO 4.5 Cancellati in modo cruento i segnali di ripresa arrivati da Campobasso. E’ diventato tutto maledettamente difficile: stoppare palla, saltare l’uomo, sterzare e calciare nello specchio, scegliere la soluzione giusta. Non è un problema fisico, né tattico, né tecnico: è solo questione di testa, di serenità. Quella rabona maldestra al 45′ del primo tempo, nel momento in cui la squadra era sballottata dentro il derby, ha riportato le lancette indietro di tre anni. A marzo 2023, con l’Arezzo avanti di due gol e due uomini a Livorno, stessa giocata fuori contesto. Indiani lo tolse subito dal campo, Bucchi no. Ma non è stato ripagato (st 25′ Arena 5 Impalpabile purtroppo. Una mezz’ora troppo leggera per chi aveva una grande chance).

CIANCI 5 Partita balorda, con l’eccezione della palla gol che gli capita in avvio e che Gemello gli neutralizza. Poi Riccardi e Stramaccioni gli concedono zero spazi, zero appoggi e appena un’occasione aerea su uno dei dieci angoli calciati dall’Arezzo. Perde il corpo a corpo con Montevago nell’azione dello 0-1. Fuori dal gioco (29′ st Ravasio 5.5 Non dà la scossa che si aspettava Bucchi, il quale un paio di volte lo rimprovera rudemente).

TAVERNELLI 7 Il gol fotocopia di quello segnato a settembre a Piancastagnaio gli salva la pagella e lo porta in copertina, interropendo un digiuno che durava dal 25 gennaio. Sotto quel bel tiro di sinistro che gonfia la rete, non c’è moltissimo. Appannato anche lui, confusionario, imprigionato da un Perugia che tappa ogni falla. Però c’è un però: la segnatura vale oro per la classifica e per il morale. Ed è pregevole tecnicamente (29′ st Varela 6.5 Nell’altalena delle sue prestazioni, stavolta è in modalità up. Costruisce i due episodi più incisivi dell’ultimo scampolo: assist a Mawuli dopo aver sfondato la linea biancorossa sulla sinistra e contatto sospetto per Terrnava proprio all’ultimo secondo. Per Drigo non è rigore ma simulazione e giallo. Con il Bra non ci sarà).