Alla luce dei fatti, ci eravamo fasciati la testa da soli senza troppi motivi. Contro il Bra è arrivata l’ennesima conferma sulla capacità di reazione di una squadra che, quando si trova a un delicato crocevia, imbocca sempre la strada giusta. Con quella di venerdì fanno 6 vittorie su 7 trasferte nel girone di ritorno. L’allenatore ha spiegato bene come interpretare gli umori della piazza, in vista del big match di lunedì che sarebbe decisivo (forse) solo in un caso
SU LA TESTA – Alla luce dei fatti, ci eravamo fasciati la testa da soli senza troppi motivi. Ok i 2 punti nelle ultime tre gare interne contro Ravenna, Perugia e Ternana. Ok il rimontone dell’Ascoli, risalito a -2 in classifica da -9 che era, ma in giro si annusava puzza di bruciato come se l’Arezzo fosse in caduta libera e con una lista di magagne lunga un chilometro. Non era così. Non è così. E i numeri, in questo senso, erano molto chiari.
RESILIENZA AMARANTO – Da Sestri Levante è arrivata l’ennesima conferma sulla capacità di reazione di una squadra che, quando si trova a un delicato crocevia, imbocca sempre la strada giusta. Con quella di venerdì fanno 6 vittorie su 7 in trasferta nel girone di ritorno e un solo gol al passivo, con l’Ascoli ricacciato a -5: sono dati che spiegano più di tante parole il buon lavoro di Bucchi in questi mesi, al di là di qualche fisiologico inciampo come capita a tutti gli allenatori del mondo. La perfezione non è di questo mondo, nemmeno nel calcio.
CALMA – Il Bra è penultimo, non fa bottino pieno da 8 turni e adesso ha 44 punti meno dell’Arezzo: ma vincere in quel modo è stato un grande segnale di forza. Mentale soprattutto. Bucchi ha parlato nuovamente di un tema a lui caro, cioè la serenità: oltre ad averla dentro, bisogna anche saperla trasmettere allo spogliatoio. Ed è una qualità che non tutti gli allenatori posseggono.
DICE IL SAGGIO – L’allenatore nella sala stampa di Sestri ha battuto un altro tasto interessante, legato agli umori del pubblico: “Questa è una piazza che nell’ultimo periodo ha sofferto tanto e quindi, quando c’è qualcosa che non gira per il verso giusto, si lascia prendere dalla paura di non raggiungere il traguardo, di veder sfumare l’obiettivo. Noi lo sappiamo e sappiamo anche che nel calcio esaltazione e depressione si alternano con eccessiva frequenza. L’equilibrio è ciò che ci serve di più”. Una riflessione da sottoscrivere in toto.
BIG MATCH – Ora c’è lo scontro diretto di lunedì 30 marzo: difficile prevedere come potrebbe andare. L’unica certezza è che se l’Arezzo dovesse vincerlo, metterebbe una pietra tombale sul campionato.












