Venturi non ha la coscienza linda sui due gol, Righetti parcheggia Silipo ai margini del match ma non spinge mai, Mawuli pendolo generoso. Chiosa e Chierico non tradiscono, Iaccarino regala lo 0-1 e poi non si riprende più, Cianci solo ma protagonista di una sponda perfetta per l’1-1. Ravasio subentra ma stavolta non lascia il segno, buoni segnali da Ionita
Le pagelle di Arezzo-Ascoli.
VENTURI 5.5 Sui due gol che becca l’Arezzo non ha la coscienza linda. Il pallone che recapita a Iaccarino in costruzione è avvelenato, anche se il patatrac lo combina il compagno, spalancando a Rizzo Pinna il corridoio dello 0-1. Improvvida l’uscita nell’azione che porta al rigore ascolano, poi trasformato da Corazza.
RENZI 7 Deve vedersela con Guiebre, un treno che non si ferma mai, e regge il confronto alla grande. Come a Sestri contro il Bra, salva sulla riga un gol fatto negando a Gori la gioia dell’ex. Poi spedisce all’angolo il diagonale dell’1-1, firmando la terza rete stagionale, tutte davanti alla sud. Esce a pochi minuti dalla fine con un’ottima pagella (37′ st Coppolaro ng).
GILLI 4.5 Versione Calimero. Protagonista passivo sulla sbracciata di Corradini, che l’arbitro decide di non sanzionare dopo revisione all’Fvs. Protagonista attivo nella trattenuta su Corazza, che Poli invece punisce con il rigore dopo cinque minuti al monitor. Aveva giocato un’ottima gara, concedendo il nulla agli avanti ascolani, sempre sul pezzo. Poi la follia di una scorrettezza inutile e plateale, con l’avversario che non sarebbe mai arrivato sul pallone e che manda alle ortiche la partita più importante di tutte. Speriamo solo quella.
CHIOSA 6.5 Prestazione concreta, attenta, ordinata, con pochissime sbavature tra cui un’avventura palla al piede nella metà campo avversaria, con possesso riconsegnato all’Ascoli e rischio di contropiede. Per il resto, tutto sotto controllo.
RIGHETTI 6 Parcheggia Silipo ai margini del match, concedendogli il minimo sindacale. E anche a Galuppini, che subentra nel concitato finale, lascia soltanto l’opportunità del cross in mezzo. Eccessivamente fedele al piano gara, spinge poco o nulla. Ed è un peccato: all’andata l’assist per il gol di Pattarello l’aveva cucito lui.
MAWULI 6 Fa il pendolo di qua e di là per arginare il palleggio ascolano, come al solito sciolto e disinvolto anche se poco produttivo in attacco. Cerca il gol con un lob da metà campo, rifila un paio di legnate a Guiebre e D’Uffizi, riconquista qualche bel pallone, altri li riconsegna agli avversari peccando d’imprecisione. Abbandona dopo aver dato tutto (25′ st Ionita 6 Rientra dopo un mese e lancia buoni segnali. Probabilmente aveva immaginato di tornare nella mischia con la strada spianata verso la B, invece ci sarà un maledetto bisogno di lui per portare a termine il lavoro).
IACCARINO 5 Comincia discretamente, anche se il boccino lo tengono Corradini e Damiani e lui, come i compagni, deve per lo più fare opposizione e riconquista. La palla sanguinosa che perde in avvio di manovra, e che manda l’Ascoli in vantaggio, gli resta addosso come un macigno. Di lì in avanti combina qualcosa di utile in intercetto ma sbaglia quasi tutte le giocate in proposizione. Una tela fatta e disfatta in continuazione che non spezza il forcing ascolano e inibisce ripartenze potenzialmente letali.
CHIERICO 6.5 Sballottato pure lui in mezzo al possesso bianconero, però è propositivo, dinamico, intraprendente. Non trova la stoccata giusta in finalizzazione, pur spingendo tanto e coprendo il campo avanti e indietro. Si spreme come un limone e tra le cose migliori del match ci sono le sue sortite (37′ st Cortesi 6 Entra per fare la mezz’ala pura e trova il modo di offrire un assist a Varela che poteva valere gol, tre punti e promozione in B. Invece no).
PATTARELLO 5 Spedisce in area, scivolando, il cross da cui scaturisce l’1-1. Ma non vi è altro nei suoi 61 minuti di partita, con Guiebre che lo neutralizza, lo attacca alle spalle, gli fa anche tunnel a un certo punto, in un crudele e imprevedibile scambio di ruoli. Non si trova traccia dei suoi allunghi sulla fascia, degli uno contro uno vinti di prepotenza, men che meno del gol che manca da quasi due mesi (su azione manca da tre). Sostituito, esce senza ricambiare l’abbraccio di Bucchi. Si è infilato in un tunnel che sembra non finire mai (16′ st Varela 4.5 Visto che Guiebre imperversa su quel lato, Bucchi ci piazza un destro al posto di un mancino per disorientarlo un po’. Soprattutto, ci piazza un suo amico con il quale condivideva lo spogliatoio alla Torres. In effetti Momo porta una ventata di brio, solo che il destino gli recapita la palla gol con su scritto “serie B” e lui la mastica addosso a Vitale. Poi, a venti secondi dalla fine, invece di accompagnare Guiebre alla bandierina, abbocca alla finta e gli spalanca il corridoio del cross fatale. Dettagli che sconquassano risultato, umori e prospettive).
CIANCI 6 La serata non è di quelle top. Gli va riconosciuto che cerca spazi con vigore dentro una partita in cui l’Arezzo sta quasi sempre molto basso. E là davanti non è una gran vita contro la miglior difesa del torneo. Bella stilisticamente e tremendamente efficace la sponda per Renzi che vale mezzo gol del pari. Esce visibilmente scontento, forse troppo presto per come si erano messe le cose (16′ st Ravasio 5 Il re dei gol da subentrato stavolta ne azzecca poche).
TAVERNELLI 5 Chiude zoppicando in modo vistoso dopo aver dato tutto e anche di più. Il problema è che fino a qualche settimana fa produceva una decina di spunti a partita che scardinavano le linee avversarie e creavano i presupposti per il gol. Adesso è sotto rendimento, si accende a sprazzi, è discontinuo. La generosità, con questa classifica e l’ultimo mese da brivido, per quanto ammirevole non può bastare.












