Torna alla mente il ricordo dell’unico colpaccio in un luogo d’Abruzzo ameno e godibile, legato a doppio filo al Vate Gabriele D’Annunzio. Il 17 marzo 2024 faceva un caldo rigenerante: cielo azzurro, Arezzo con le maglie color oro, pezze amaranto nel settore. Cromaticamente parlando, uno spettacolo. Finì 1-3 grazie al gol di Chiosa e alla doppietta del 10, passo importante verso il piazzamento playoff
Dentro una settimana in cui si è parlato perlopiù di tribunali, carte bollate e cavilli giuridici, con gente di tutte le risme che è venuta a blaterare in casa nostra, commentando robe che non conosceva con argomenti strampalati e odiosa sicumera, torna alla mente il ricordo dell’unico colpo amaranto in quel di Pineto, luogo ameno e godibile legato a doppio filo al Vate Gabriele D’Annunzio.
I precedenti con i biancoblu sono pochi e recenti, perché i primi incroci risalgono all’anno di grazia 2023, quando l’Arezzo tornò tra i prof festeggiando meravigliosamente il centenario e il Pineto tra i prof ci sbarcò per la prima volta nella sua storia. Fatto sta che tra campionato, Coppa Italia dilettanti e poule scudetto di serie D, ci abbiamo giocato contro 7 volte e, tra casa e fuori, l’abbiamo spuntata una volta, cioè il 17 marzo 2024. torna alla mente il ricordo dell’unico colpo amaranto in quel di Pineto, luogo ameno e godibile legato a doppio filo al Vate Gabriele D’Annunzio., come succede solo nei posti di mare. Giornata limpida, cielo azzurro, Arezzo con le maglie color oro, l’amaranto delle “pezze” alle reti del settore. Cromaticamente parlando, uno spettacolo.
In campo fu una partita tosta perché loro sono sempre stati rognosi, combattivi e noi quel pomeriggio giocammo bene. Prima segnò Chiosa di testa, poi (ancora di testa) raddoppiò Pattarello che lì a Pineto la butta sempre dentro (e non aggiungiamo altro). Prima dell’intervallo Borsoi la mise sotto l’incrocio di Trombini e al riposo il punteggio diceva 1-2. Nella ripresa il 10, che quel giorno andava come le schioppettate, dette gas come solo lui sa: il povero Borsoi lo sdraiò da tergo, rimediando rosso e rigore contro. Lì si creò un siparietto curioso, con Guccione e Pattarello sul dischetto: batto io o batti tu? Alla fine tirò Guccione che prese il palo, ma Pattarello insaccò sulla ribattuta.
Finì 1-3 e l’Arezzo di Indiani, neopromosso e con tanti debuttanti in categoria, si avviò a conquistare un ottimo piazzamento playoff. Dopo la partita, ripassammo in spiaggia a prenderci una boccata di iodio per gustare fino in fondo la vittoria e domandarci quanto sarebbe bella Arezzo se avesse anche un angolino di mare.












