Vittorio Massi (foto pagina Facebook Us Sambenedettese)

Dopo la salvezza conquistata a Pesaro, il proprietario del club rossoblu ha parlato con Il Resto del carlino: “C’è chi ha remato contro, non so perché a San Benedetto si finisca sempre per vivere certi attacchi e certe cattiverie. Non lo capirò mai. Il mio futuro ideale è quello che sta costruendo il club amaranto”

Vittorio Massi, presidente della Sambenedettese che ha agguantato la salvezza con la rocambolesca vittoria di Pesaro all’ultima giornata, ha ripercorso le tappe della stagione in un’intervista concesso al Resto del Carlino. Il club è in mano a Massi, titolare della Saxa Costruzioni, dal 2023: in quell’estate salvò il club rossoblù e il suo arrivo ha fatto rinascere il calcio in città, dopo le difficoltà della precedente società, portando a San Benedetto il titolo sportivo del Porto d’Ascoli, di cui era presidente, cambiandone la denominazione e colori sociali.

“Mi sono ritrovato in un mondo di cui non facevo parte, che non conoscevo e ho commesso errori. Però ci sta: non ero un improvvisato, arrivavo semplicemente da un altro calcio. Non so se la città mi vuole – ha detto Massi. C’è chi ha remato contro, c’è chi diffonde cifre completamente sballate, mentre questa società si è dissanguata. Non so perché a San Benedetto si finisca sempre per vivere certi attacchi e certe cattiverie. Non lo capirò mai. Il problema è che io non sono uno che passa per caso e poi se ne va. Vivo qui con la mia famiglia e con i miei figli. Quando si creano certe situazioni, la vita quotidiana diventa più pesante dell’onere economico. Il futuro ideale è quello che sta facendo l’Arezzo: ha alzato il budget, è andato in serie B e ha trovato un Comune che ha dato lo stadio alla società sportiva. È quello che vorrei accadesse qui. Quello che si sta facendo ad Arezzo è quello che io ho sempre sognato”.