26 aprile – 26 maggio. La festa dell’Arezzo continua

Le due ali di folla che si stringono lungo viale Giotto all’arrivo del pullman della squadra, prima della partita. La fiumana di persone che risale viale Gramsci per riversarsi sugli spalti. La maglia di Menchino.

I bambini in collo alla mamma. Il biglietto in tasca. La tensione che si taglia a fette. L’adrenalina a mille. La maglia di Moscardelli.

Le bandiere, migliaia di bandiere al vento. Raggiungi il traguardo, scrivi la storia, corri cavallo rampante verso la gloria. La maglia di Muscat.

Il gol di Tavernelli. Il gol di Arena. Il gol di Pattarello. L’invasione di campo. La maglia di Del Core.

La serie B. Il volto stretto tra le mani di Bucchi. L’urlo a braccia levate di Manzo. La commozione di Cutolo. La gente felice. La gente che sospira. La maglia di Castiglia.

La tensione che si scioglie. I ragazzi sdraiati sul prato. I bambini per mano con il nonno. Il corteo verso il centro. Il pullman scoperto. La maglia di Guccione.

I telefonini in modalità rec. I cori davanti ai portici. Gli abbracci con chi capita di fianco. I bambini sulle spalle del babbo. La maglia di Del Core.

Quella volta che vincemmo a Ponsacco. Io c’ero anche nel 1966. E adesso facciamo lo stadio. Quando inizia la serie B? Dopo l’Ascoli non ci credevo. La statua di Guido Monaco che sorride in lontananza. I bambini che gridano. La maglia di Floro.

E’ meglio del 2004. Ce lo meritavamo. Ma dopo vanno al Prato? Oggi non potevamo sbagliare. L’Arezzo è ritornato.

Un mese dopo, sembra ancora il 26 aprile.