Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso dell’avvocato Ciabattini, ritenendo incerta l’identificazione dei responsabili. Quattro tifosi amaranto avevano ricevuto il divieto di accesso agli stadi per 5 anni

Il Tar della Toscana ha sospeso il Daspo per quattro tifosi amaranto che avevano ricevuto il provvedimento di allontanamento dagli stadi in seguito ai tafferugli verificatisi a circa un’ora dall’inizio della partita con il Ravenna dello scorso primo marzo.

La questura di Arezzo spiegò in una nota stampa che si era registrato “uno spiacevolissimo episodio di violenza” da parte di un gruppetto di individui, riconducibili alla tifoseria aretina, parzialmente travisati, che aveva cercato il contatto con i tifosi del Ravenna che sopraggiungevano a bordo di minivan. Il tentativo di aggressione, avvenuto nei pressi della Croce Rossa, nel corso del quale erano stati lanciati anche alcuni fumogeni, era stato subito bloccato grazie all’intervento del personale impiegato nel dispositivo di ordine pubblico che aveva permesso di separare e allontanare gli appartenenti alle opposte frange”.

L’esame delle immagini degli impianti di video sorveglianza dislocati nel luogo dell’episodio e le indagini della Digos portarono all’emissione di quattro divieti di accessi allo stadio e alle manifestazioni sportive per un periodo di 5 anni. Contro questi provvedimenti l’avvocato Giulio Ciabattini ha presentato ricorso e il tribunale amministrativo ha stabilito che “appare incerta e non dimostrata l’identificazione dei ricorrenti, così come non risulta dimostrata alcuna condotta effettivamente sfociata in episodi di violenza o minaccia”. Di qui la sospensione del Daspo e il rinvio al 10 febbraio 2027 della trattazione di merito del caso.

In seguito ai tafferugli sopra citati, le tifoserie di Arezzo e Ravenna dovettero scontare un divieto di trasferta per tre giornate. Gli amaranto giocarono senza pubblico al seguito a Campobasso, Sestri Levante (contro il Bra) e San Benedetto del Tronto.