Tavernelli, gran gol su punizione diretta

Quello dell’attaccante contro il Brescia è stato un gesto tecnico bello e inusuale perché in una gara prof, incredibile a dirsi, non si verificava da molti anni. Breve riepilogo dei cecchini amaranto e delle conclusioni da fermo più iconiche di sempre

Gran gol su punizione di Tavernelli contro il Brescia: palla sotto l’incrocio, carambola sul palo e rete che si gonfia. “Da quando ci sono io in panchina non avevamo mai segnato in casa con un tiro diretto” ha detto Bucchi in sala stampa. Ha ragione e il discorso è molto più ampio. Per ritrovare un gol dell’Arezzo su punizione di prima, davanti alla sud, in una gara professionistica, bisogna tornare molto indietro nel tempo.

Le ultime prodezze del genere, infatti, erano state firmate in trasferta (Guccione a Fermo nel 2024 e Carrara nel 2025, Pattarello a Ferrara nel 2025) oppure davanti alla nord (Moscardelli al Pontedera nel 2017), oppure ancora nei dilettanti (Settembrini al Pineto nella Coppa Italia di serie D nel 2023) o in amichevole (Cubillos al Siena nell’agosto 2013). Erpen fece gol al Siena in un derby di Lega Pro del 2016 ma la sua fu una punizione laterale, quasi rasoterra, che passò in mezzo a mille gambe prima di adagiarsi in gol. Qua parliamo di parabole sopra la barriera o, come ieri, di traiettorie disegnate scientificamente per infilarsi in fondo al sacco e non alla soluzione di potenza, o di seconda, che invece ha fatto registrare interpreti più numerosi, l’ultimo dei quali è stato Cutolo.

Togni esulta dopo la foglia morta al Foligno nel 2010

Nel passato dell’Arezzo, ne avevamo già scritto un paio d’anni fa, ci sono stati sì dei cecchini di talento ma non uno stoccatore seriale. Andando a ritroso con la memoria, torna alla mente la pennellata di Neri contro il Perugia. Era il 2 gennaio 1983 e la partita finì 1-1: Menchino la infilò in rete davanti alla curva Giotto. Non da meno il destro liftato di De Stefanis all’Olimpico di Roma: 17 maggio 1987, 1-0 e colpaccio amaranto in casa della Lazio. Il gol (bellissimo) di Calonaci alla Pro Livorno, datato 9 ottobre 1988, è ricordato solo dai pochi che erano allo stadio quel giorno. Menzione per la ragnatela tolta dall’incrocio da Mattoni contro il Chianciano nel gennaio 1996, così come per i due palloni che Giacobbo spedì in fondo al sacco contro il Varese e nella trasferta di Como nella stagione 1998/99.

Nell’elenco figurano l’ispiratissimo Antonioli del campionato 99/00 e il carismatico Gelsi che infilzò il Prato il 7 settembre 2003 e la Reggiana al “Giglio” nel girone di ritorno. Venendo all’epoca più recente, sono presenti nella lista il gol di Pucci nel big match di serie D contro il Pontedera, perso 2-4 l’11 dicembre 2011; il gioiello di Erpen, che aveva il piedino delicato, sul campo della Pro Patria nell’annata 2014/15; la stoccata di Tremolada a L’Aquila il 24 gennaio 2016; i tracciati chirurgici di Grossi a Carrara e a Pistoia nella serie C 2016/17; la perfetta esecuzione, già citata, di Moscardelli al Pontedera del 4 aprile 2017 e quella di Foglia alla Pergolettese nel gennaio 2020.

Più nota, anche grazie alle televisioni, la prodezza del brasiliano Bondi al San Paolo: si giocò a porte chiuse e contro il Napoli finì 2-2. Era il 18 febbraio 2007. Aveva il compasso nel piede pure il brasiliano Togni: suo il gol vittoria a Castellammare di Stabia il 2 settembre dello stesso anno e sua un’altra perla balistica al Comunale contro il Foligno il 28 febbraio 2010. Che, guarda caso, era l’ultima nei professionisti, davanti alla sud, prima che ieri Tavernelli estraesse dal cilindro la sua pennellata. Possiamo dire che era proprio ora.