Nunziante prende tre gol eppure è tra i migliori, prova di maturità di Renzi. Solida la coppia Gilli-Illanes, partitona di Righetti che vince il duello con Strefezza. Ispirato Iaccarino in mezzo al campo, inesauribile Sala, il solito pilastro Ionita. Funambolo Arena in attacco. I subentrati invece non combinano granché
Le pagelle di Arezzo-Palermo.
NUNZIANTE 7.5 Prende tre gol eppure è tra i migliori. A 19 anni debutta al Comunale con personalità, davanti a un muro di folla, contro uno squadrone, e recita la sua parte senza timori. Johnsen lo buca in mischia, Ranocchia e Augello con due eurogol. Per il resto è decisivo su Strefezza con un volo d’angelo e l’aiuto della traversa, su Segre in uscita bassa, su Gyasi con un riflesso alla Garella. A Cagliari parò un rigore, ad Avellino ci mise del suo, con il Palermo idem. Impatto da portiere vero con la B.
RENZI 6.5 Meno tarantolato del solito, anche perché Johnsen dalla sua parte è uno spauracchio, nonostante lui, Hernani e Strefezza galleggino un po’ qua e un po’ là nel modulo 42fantasia di Inzaghi. Prestazione diligente, accorta, da ragazzo maturo. Poco prima dell’intervallo si prenderebbe pure un rigore, buggerando Segre sulla linea di fondo e costringendolo al fallo. Marinelli però vede altro e il Var non ravvisa chiari ed evidenti errori. Una bella incursione in avvio di ripresa con tiro fuori.
GILLI 7 Due partite di spessore contro centravanti seri come Favilli, Pohjanpalo e Gabrielloni. Le folate rosanero potrebbero creare sconquassi, invece la linea è (quasi) sempre ordinata ed elastica. Ci mette del suo con letture corrette, con fisicità, nei duelli uomo su uomo, nel gioco aereo quando piovono cross. Poteva forse aggredire più forte Ranocchia prima del tiro dello 0-2. In ogni caso porta a caso lo scalpo biondo del temutissimo finlandese palermitano e non è cimelio da poco.
ILLANES 7 Con un’unica macchia, quando nel primo tempo si fa rubare palla a ridosso dell’area, ma senza paura. Leader difensivo per dna, appiccicoso in marcatura, vigoroso quando deve andare a chiudere, con un piede niente male quando c’è da avviare il gioco. Centrocampista aggiunto con le aperture a innescare gli esterni alti. Solido, di garra e carattere.
RIGHETTI 7.5 Di fronte a Strefezza poteva rischiare l’osso del collo. Lui, il ragazzo di Perugia che talora si smarriva in C, contro il brasiliano tutto finte e veroniche che pochi mesi fa giocava in Champions. E’ andata a finire che il funambolo di Inzaghi l’ha strusciata poco, si è fatto ammonire e ha abbandonato a metà ripresa. Il gregario di Bucchi, al contrario, ha macinato gioco e chilometri, sempre in appoggio a Tavernelli e Ionita, con il fuoco dentro. Nel taccuino, oltre alle scorribande e ai cross, anche un tiro che scalda le mani di Perin e uno stop perfetto dopo un pallone sparacchiato altissimo da Pattarello.
IONITA 7 Meno appariscente rispetto ad Avellino ma scrutando tra le pieghe della partita si scorge tutta l’importanza del suo lavoro. E’ l’avamposto amaranto quando c’è da andare a pressare alto, è quello che cuce tra i reparti, che si occupa di mettere ordine se c’è troppo traffico. Gioca corto e apre la manovra con identica disinvoltura. Il movimento sul gol del 2-2 è decisivo: si butta dentro l’area, attira su di sé i due centrali del Palermo e lascia lo spazio giusto a Tavernelli. Pilastro della squadra.
IACCARINO 7.5 Un solo errore in uscita, che per poco non cagiona guai seri. Ma è uno sbaffo su una prova luccicante per quantità e qualità: la serie B sembra averlo alzato di un livello rispetto alla stagione passata. Perspicace con la palla al piede, prezioso in ripiegamento con la palla in possesso degli avversari. Viene fuori dal traffico in modo naturale, come fosse la cosa più semplice del mondo. Dà ritmo e geometria, estraendo dal cilindro anche i cambi gioco a lunga gittata che ha evidentemente ereditato dal “maestro” Guccione. Due partite finora, due belle figure (40′ st Viviani ng).
SALA 7.5 Il Pisa in estate l’ha lasciato libero, senza contratto, ed è uno dei misteri della vita. Questo ragazzo sa fare tutto: corre come un dannato, è veloce, ha tecnica, contrasta, aggredisce e riparte. Per un’ora, come ad Avellino, imperversa in ogni dove, tenendo in fibrillazione il Palermo e facendo respirare l’Arezzo. Poi un po’ cala ma ci sta. Altra prova extralarge (31′ st Mawuli 5 Entra mentre il Comunale festeggia il raggiunto pareggio ed è chiara l’idea di Bucchi di mettere fisicità in mezzo al campo per blindare il risultato. Però non va secondo aspettative: Shaka pasticcia troppo e regala due punizioni al Palermo che riprende vigore).
ARENA 7 Di fronte al suo vecchio allenatore, dispensa perle di bravura. Il pubblico prima si meraviglia e poi applaude il funambolo con il 30 sulla schiena, che addomestica palla in un fazzoletto, punta Augello con vivacità e produce sia traversoni che assist. Con un po’ di cattiveria in più sotto porta, avrebbe sconquassato la difesa di Inzaghi. Fa anche tanto lavoro in copertura, ragion per cui Bucchi lo manda a rifiatare nell’ultimo quarto d’ora (26′ st Pattarello 5 E’ ancora appesantito, ha saltato la preparazione per i postumi della pubalgia e la condizione è quella che è. Uno scampolo di gara così così).
CIANCI 8 Un gol alla sua maniera, di testa, per riaprire un match che sembrava chiuso, e un passaggio illuminante per il pareggio di Tavernelli. Non cattura l’occhio per eleganza, non ha tecnica sopraffina, però è il centravanti ideale per una squadra che deve mordere, sudare, soffrire, guadagnarsi la permanenza in categoria. Non aveva mai giocato in B, a 30 anni si è meritato la chance della vita e la sta sfruttando con il cuore in mano. Due partite, due gol, un assist: i numeri dicono tutto (31′ st Cerri 5 Con quella mole e dopo lo stop per il fastidio muscolare alla coscia, ha bisogno di minuti per affinare la forma fisica. Bucchi gliene concede un ventina in cui non combina granché).
TAVERNELLI 8 Cilindri impressionanti: avanti e indietro senza smarrire lucidità né brillantezza nelle giocate. E dire che veniva da una settimana tribolata, con qualche fastidio ai tendini e un po’ di riposo forzato. Bucchi però a lui non rinuncerebbe nemmeno sotto tortura per un motivo lampante, riconducibile all’equilibrio che instilla dentro la squadra con il suo movimento a pendolo. E poi quanta qualità: il tiro nel primo tempo che impegna Perin, il gol (con l’aiuto di Gyasi), l’assist al bacio per Cianci. Ritrova il Comunale come l’aveva lasciato ad aprile contro la Torres.












