Focus sui protagonisti di un’annata memorabile. Per la squadra di Bucchi miglior attacco e seconda difesa del girone, una sola sconfitta esterna e 19 partite su 36 con la porta inviolata

Il pagellone amaranto di un’annata memorabile, chiusa con la quinta promozione della storia in serie B.

VENTURI Tesserato per l’abilità nel giocare palla con i piedi, dimostra una concreta affidabilità anche con le mani. Non a caso resta imbattuto per 19 volte su 35, contribuendo a fare di quella amaranto la seconda difesa del girone. Para due rigori, a Forlì e Guidonia, che potevano indirizzare il torneo verso altre direzioni. Voto 8

DE COL Avvio lento e compassato, poi come tutti i diesel aumenta i giri e viene fuori alla distanza. Sono mesi di altalena i suoi, anche per gli acciacchi che lo costringono ai box a intervalli più o meno regolari. Nello score c’è un gol al Pineto e soprattutto un finale di energia pura che contribuisce all’ultimo sprint. Voto 7

RENZI L’annata della consacrazione per questo talentino che abbina duttilità a una gamba frizzante. Ex jolly in grado di coprire tutta la catena di destra, si ritaglia un ruolo di primo piano e in pianta stabile sul lato di difesa. Più solido degli esordi quando deve difendere, sempre incisivo quando c’è da attaccare. Peccato che i guai muscolari gli diano il tormento da anni. Per lui comunque 3 gol, tutti davanti alla sud. Voto 7.5

COPPOLARO 7 Sbarcato a gennaio, dunque a stagione inoltrata, mette la firma su un girone di ritorno impeccabile per diverse giornate, poi improvvisamente irto di complicazioni, poi di nuovo perfetto. Terzino o centrale, sbaglia pochissimo e dimostra identica dimestichezza nel rispettare le consegne. A Salerno lo avevano rottamato, ad Arezzo riconquista la B. Il calcio è strano. Voto 7

Guccione e il capitano Chiosa

GILLI La sua stagione rischia di rimanere legata al fallo da rigore su Corazza al 95′ di Arezzo-Ascoli, che consegna i tre punti ai bianconeri e fa temere a tutto il popolo amaranto una sliding door esiziale. Per fortuna il destino lo solleva da questa colpa pesantissima e rimette nella giusta luce il suo rendimento molto regolare, su standard di livello, con qualche amnesia e alcuni episodi meritevoli, vedi il salvataggio di Carpi. Voto 7.5

CHIOSA Capitano nell’olimpo amaranto. Come Tellini, come Rumignani, come Zanin, come Serafini, gli altri condottieri delle promozioni in B. Lineamenti dolci, carattere di ferro, a 32 anni suonati dimostra che non si è mai troppo in là nel tempo per alzare l’asticella del rendimento. Campionato d’altissimo profilo e seconda scalata alla cadetteria dopo quella con la Virtus Entella. Condottiero. Voto 9

GIGLI Affidabile come le macchine tedesche. Non è un titolare ma è come se lo fosse: gioca 18 volte, solo 7 dall’inizio, eppure non sbraca mai. Il fisico da cestista non lo penalizza e anzi lo aiuta, sia nel gioco aereo che quando c’è da blindare l’area di rigore. Rimpiazzo ideale per una squadra che punta a grandi traguardi. E forse adesso meriterebbe pure qualcosa in più. Voto 7

RIGHETTI Addosso ha appiccicata l’etichetta di “uomo di Bucchi”. L’allenatore lo ha valorizzato, schermato e utilizzato praticamente sempre, nonostante nel ruolo ci fosse la concorrenza di Coccia (l’anno scorso) e di due marpioni abili e pluridecorati come Tito e Di Chiara. Campionato di grande continuità il suo, senza picchi altissimi e senza cadute rovinose. È con il passo dell’alpino, lento e costante, che si arriva lontano. Voto 7

MAWULI Impossibile non voler bene a uno con la sua generosa attitudine al sacrificio e al gioco di squadra. Mezz’ala di struttura ma anche di attacco allo spazio, secondo i dettami del 433 di Bucchi. Segna un gol solo ma pesante come il marmo, nella gelida notte di Forlì, in zona Cesarini, ed è un gol che lancia l’Arezzo verso la vetta della classifica. Versione Calimero nelle ultime gare, quando si mangia l’impossibile sotto porta. La B è una giusta ricompensa per il suo cuore grande. Voto 7.5

IACCARINO Impatto fulminante con la squadra, l’ambiente e il campo: geometria innata, rapidità di passo, personalità. Poi il cammino si fa più tortuoso: l’espulsione di Perugia e l’infortunio di Forlì sono due bucce di banana che lo rallentano e lo spingono fuori dalla vetrina. Riconquista la ribalta con il gol magistrale di Campobasso, in una delle vittorie più cruciali dell’annata. L’epilogo del torneo è da protagonista. Peccato che tornerà al Napoli per fine prestito. Voto 7.5

GUCCIONE Simbolo della svolta portata da Bucchi. Da trequartista a regista basso: trenta metri d’arretramento in campo e un’impennata nella qualità del giropalla. Una metamorfosi alla Liverani corroborata da qualità balistiche fuori scala nel calcio di oggi, specie in terza serie: lancio a lunga gittata e traiettorie di passaggio mai banali. Molto bene fino a primavera, poi in flessione, complice anche la labirintite. Comunque uomo simbolo. Voto 8

CHIERICO Potenzialmente, uno dei più forti della rosa. Dinamismo, resistenza, tecnica di base, tempi d’inserimento ne fanno un tuttocampista con prospettive da serie B. Trascinatore per mesi dopo l’annata scorsa zavorrata da un grave infortunio, autore di un gol memorabile nello scontro diretto di Ascoli. Le 3 reti complessive e i 9 assist ne fanno uno degli uomini chiave di questa promozione, nonostante gli acciacchi dell’ultimo periodo. Voto 9

IONITA Innesto fondamentale del mercato di gennaio. Porta esperienza, sangue freddo, ordine tattico dentro una rosa che già stava viaggiando su ritmi elevati. Si dimostra uno straordinario equilibratore del centrocampo, instillando nella squadra consapevolezza dei propri mezzi. Un infortunio lo taglia fuori per oltre un mese, eppure quando rientra si prende sulle spalle i compagni, segna 2 gol decisivi, sciorina prestazioni gonfie di carisma e va a prendersi la B. Leader. Voto 8

PATTARELLO Numero 10 con oneri e onori che si convengono a chi indossa questa maglia. È il più forte di tutti, non sempre lo dimostra: dirompente come da aspettative per metà torneo, con 9 gol all’attivo tra cui quello da standing ovation di Ascoli. Poi la situazione s’ingarbuglia, lui entra in un loop strano e, nonostante l’abnegazione nel sobbarcarsi compiti di copertura non proprio congeniali, il rendimento cala: 2 gol in tre mesi, uno solo su azione. L’epilogo del torneo lo vede in panchina, cosa mai accaduta in precedenza. Risorge con due spezzoni brillanti contro Pineto e Torres, cui segna la rete che apre la festa per la B. Voto 8

Arena e Chierico in festa per la B

TAVERNELLI Generoso, instancabile, dedito alla causa. A volte anche troppo, tant’è che a un certo punto fa più il difensore aggiunto che l’esterno d’attacco. Difatti l’apporto alla squadra flette sensibilmente. In ogni caso ha una riserva atletica e mentale che conquista e alla fine carta canta: 5 gol all’andata, 5 al ritorno, prima volta in carriera in doppia cifra. Il momento no si dimostra un’eccezione, la regola è il Tavernelli che spacca. Voto 9

VARELA Un ciclone nella prima parte di campionato: Bucchi lo impiega come dodicesimo titolare o primo cambio che dir si voglia. Entra e segna, subentra e fa gol, si alza dalla panchina e sposta l’inerzia. Gol a Pontedera, gol al Carpi, gol a Rimini, gol a Ravenna. Velocissimo, potente, una pantera vera. Alla lunga smarrisce verve e vivacità, fino alla sera di Arezzo-Ascoli in cui fallisce il gol della B, sliding door al pari del rigore di Gilli. Ma il lieto fine c’è ed è dolcissimo come il gol che infila al Livorno. Voto 7

ARENA Piccolino, esile, tecnico, rapido, con un buon passato alle spalle. Il Pisa lo spedisce qua a gennaio e per tre mesi trova solo scampoli di gara da sfruttare, neanche troppo bene. Quando Bucchi decide di dargli fiducia, è subito aria fresca: bella prova con il Livorno, bis con gol a Pineto, partitona con gol da sogno alla Torres. Con l’Arezzo in B, è scattato l’obbligo di riscatto per il suo cartellino. Voto 7

CIANCI Non ha la tecnica di Elvis, per citare l’ultimo predecessore che ha conquistato la B ad Arezzo. Però in campo morirebbe per i compagni, il cui benessere è anteposto al piacere del gol, che comunque trova in modo simmetrico tra andata e ritorno: 6 prima del giro di boa, 6 dopo. Leonino nelle sportellate, centravanti di stazza, presenza preziosissima in campo anche sul piano psicologico. Una stagione densa di robe buone. Voto 8.5

RAVASIO Ariete simile a Cianci ma solo in apparenza. La schiena lo fa penare, togliendogli talora l’efficienza fisica di cui ha bisogno una prima punta come lui. Ciò non gli impedisce di battagliare in casa e fuori e, soprattutto, di mettere dentro 9 palloni, alcuni dei quali dal peso specifico elevato: il rigore di Alessandria contro la Juventus Next Gen, il 2-0 di Ravenna, la ribattuta vincente di Gubbio. Attaccante moderno. Voto 8

In organico anche Trombini, Casarosa, Di Chiara, Tito, Perrotta, Ferrara, Viviani, Cortesi, Concetti. Al mercato di gennaio sono stati ceduti Matteo Arena, Meli e Dell’Aquila.

Tavernelli abbracciato dal presidente Manzo