tre punti pesanti per gli amaranto

Siamo solo alla quarta giornata, eppure la vittoria di Empoli ha riportato quella serenità che aveva preceduto la debacle di Verona. Il primo tempo non è stato granché, neanche a rianalizzarlo con il senno di poi. E’ pur vero che non si può pretendere la luna e che le attenuanti non mancavano: tutto fa esperienza per una neopromossa. Bravi Coppolaro e Viviani a farsi trovare pronti in una gara in cui gli episodi hanno girato bene. In quanti avrebbero messo la firma per arrivare a 6 punti in 4 giornate? Tutti

LEGGEREZZA – Siamo solo alla quarta giornata, eppure la vittoria di Empoli ha alleggerito l’aria e riportato quella serenità che aveva preceduto la debacle di Verona. Al Castellani è arrivato il risultato che ci voleva. Con luci e ombre, un po’ masticato, infarcito di sbavature. Ma la squadra veniva da uno 0-5 che pesava e aveva tre assenze di rilievo. Dunque bene così, gli episodi firmati Curto e Seghetti hanno girato per il verso giusto e in un campionato livellato qual è stato finora, un po’ di vento alle spalle non guasta mai. Anche perché nella storia dell’Arezzo un colpo esterno con un’espulsione e un autogol a favore non si verificava da chissà quanto…

SOFFERENZA – Il primo tempo non è stato granché, neanche a rianalizzarlo con il senno di poi. O meglio: è stato dignitoso dal punto di vista difensivo, perché alla fine Nunziante ha dovuto sporcarsi i guanti solo una volta e l’Empoli, pur attaccando con costanza, ha creato una vera palla gol con Shpendi, peraltro senza inquadrare lo specchio. Sul piano della costruzione e del palleggio, la squadra ha fatto fatica. E per l’Arezzo di Bucchi, che porta nel dna la propensione a offendere, questa è una notizia. E’ pur vero che non si può pretendere la luna e che le attenuanti non mancavano: tutto fa esperienza per una neopromossa.

COSE BUONE – La prestazione di Coppolaro in difesa. Dopo Arezzo-Torres, la sua ultima da titolare, ha tribolato un bel po’ tra pubalgia, intervento chirurgico, allenamenti differenziati. A Empoli ha giocato con personalità, sbagliando pochissimo, trasmettendo sicurezza al reparto: un segnale importante per il prosieguo di stagione di uno che la B la conosce bene. Poi la prestazione di Viviani in mediana. Lui è un play di ruolo che già nelle amichevoli estive aveva fatto vedere spunti interessanti: al Castellani ha superato l’esame con voti larghi. Dinamico, senza paura della palla, potrebbe aver guadagnato qualcosa nelle gerarchie interne. Diciamo la verità, su entrambi aleggiava un certo scetticismo: bravi loro.

COSE MENO BUONE – Olivieri è ancora indietro di condizione. Mancuso idem. Vengono entrambi da un’estate senza gare amichevoli né ufficiali, un po’ come Capello e Ravasio da noi. Vanno aspettati, anche se Mancuso nella mezz’ora di Empoli ha catturato gli sguardi per i suoi movimenti armonici, da attaccante consumato, già in sincrono con i compagni. A Olivieri, per una questione di ruolo e caratteristiche, servirà un po’ di tempo in più. E servirà anche a Cerri, che probabilmente arriverà al top dopo la sosta. Quando si decideranno a chiudere il mercato prima dell’inizio dei campionati, questo problema verrà bypassato.

PORTA INVIOLATA – Nelle ultime nove gare ufficiali, l’Arezzo aveva chiuso senza prendere gol soltanto con il Livorno ad aprile. L’1-0 di Empoli è risultato di rilievo pure per le statistiche, perché alla fine conta buttarla dentro ma per raggiungere l’obiettivo, promozione o salvezza che sia, è fondamentale avere una buona solidità. Confermarsi con il SudTirol, squadra che scoppia di salute, vorrebbe dire arrivare alla pausa perlomeno con 7 punti in classifica. In quanti ci avrebbero messo la firma prima di Avellino? Tutti.