Tre assenze pesanti: Illanes in difesa, Iaccarino a centrocampo, Tavernelli in attacco. Pronto Coppolaro nel reparto arretrato, ballottaggio Chierico-Viviani per il ruolo di play. Bucchi deve decidere se confermare il 433 o passare al 442, gli amaranto chiamati a una pronta reazione dopo la batosta di Verona. Empoli in salute, con Saporiti a galleggiare tra le linee. Grande risposta del pubblico per il derby che torna dopo 21 anni

Tre assenze pesanti, una per reparto, per l’Arezzo che va a sfidare l’Empoli: Illanes in difesa, Iaccarino a centrocampo, Tavernelli in attacco. Bucchi per la prima volta dovrà mettere mano alla formazione e se il dubbio nella linea arretrata è già stato sciolto, gli altri due restano aperti. Sul tavolo c’è pure l’opzione del cambio di sistema, nonostante il 433 sia stato sempre l’abito preferito dal tecnico, pure nelle situazioni di emergenza.

Ricapitolando. Illanes è squalificato, al suo posto giocherà Coppolaro: quest’ultimo non è al top della condizione, ha debuttato domenica a Verona dopo un’estate di lavoro personalizzato per smaltire i postumi della pubalgia e dell’intervento chirurgico. Però è quello che meglio conosce i meccanismi di squadra e verrà preferito a Mancini, un under con poca esperienza in B. In mezzo al campo non ci sarà Iaccarino, vittima di una distorsione al ginocchio e in infermeria fino a dopo la sosta. Se resta il 433, ballottaggio Chierico-Viviani per sostituirlo: il primo è una mezz’ala d’inserimento che si adatta a fare il play, il secondo è un regista di ruolo, più difensivo. Infine Tavernelli, bloccato da un’infiammazione tendinea: anche per lui rientro il 10 ottobre con la Cremonese. Il sostituto naturale è Olivieri, un ex, arrrivato da dieci giorni e con il ritmo gara ancora da trovare: toccherà a lui? Forse. In quel ruolo potrebbe essere utilizzato pure Chierico, un jolly che conosce quelle mansioni e ha la gamba per attaccare e ripiegare.

Per il resto, spazio a Nunziante tra i pali, Renzi (altro ex) e Righetti terzini, Gilli centrale di difesa, Ionita e Sala mezzeali, Arena a destra del tridente e Cianci centravanti, con Cerri che però potrebbe essere la sorpresa. Probabile spezzone per Mancuso, uno dei tanti ex della sfida, che a Empoli ha vissuto la parentesi più bella della sua carriera.

Oltre all’undici iniziale da comporre, c’è l’incognita psicologica. L’Arezzo viene da un 5-0 mortificante a Verona, figlio di un secondo tempo in inferiorità numerica e giocato con un’arrendevolezza insolita per la squadra. A parole la debacle è stata messa alle spalle, i fatti però dovranno confermarlo. Quello di domani, in un derby che torna dopo 21 anni, è il primo, vero test a 360 gradi per gli amaranto, chiamati a una prova di carattere corroborata dalla capacità di leggere la gara e interpretarla per creare problemi all’avversario.

Pagliuca, tecnico dell’Empoli, è un istrione della panchina, molto bravo a plasmare le sue squadre. Probabile il modulo con la difesa a tre, il trequarti e due punte, anche se Saporiti galleggia tra le linee e poi si abbassa per ricomporre la mediana a cinque. Gli azzurri hanno ritmo, gamba, gioventù diffusa e ragazzi di prospettiva. Sarà una partita tosta, giocata sul ritmo e i contrattacchi. Poi, come quasi sempre in serie B, i dettagli sposteranno la bilancia di qua o di là.

I tifosi non vincono le partite ma possono alterare qualche equilibrio. Al “Computer Gross Arena” ci saranno mille aretini nel settore ospiti: un dato incredibile e sorprendente, seppure intorno all’Arezzo si viva da mesi un palpabile entusiasmo. Dopo un 5-0 al passivo, in una trasferta che cade alle 19 di un giorno feriale, non era scontata una partecipazione del genere. E invece da parte del pubblico è arrivato un segnale fortissimo. Adesso sta alla squadra trarne i dovuti benefici.