Luca Chierico in azione contro la Cremonese

Il pareggio contro la Cremonese, la porta inviolata per la seconda volta in stagione, le bocciature affrettate, il secondo tempo verso la sud, l’Arezzo dentro la serie B

1. La foto più emblematica della partita di sabato sera è il portiere ospite Fulignati che viene ammonito al 35′ del secondo tempo per perdita di tempo. L’Arezzo gregario che punta alla salvezza stava pressando la corazzata Cremonese che punta alla serie A, rimasta in dieci per il rosso a Pezzella. La disparità numerica ha sicuramente influito sullo sviluppo della gara, fatto sta che per Bucchi il pareggio è più una mancata vittoria che una sconfitta evitata. Chi l’avrebbe detto…

2. E’ andata a finire che il punto che molti avrebbero sottoscritto alla vigilia, a giochi fatti ha un retrogusto amarognolo. Succede spesso, si dipinge il diavolo più brutto di quanto si dimostri in realtà e poi si coltiva qualche rimpianto. Il bicchiere comunque è mezzo pieno. Sarebbe stato mezzo vuoto se l’Arezzo, con l’uomo in più, si fosse accontentato dello 0-0 senza osare. Invece ci ha provato, ha spinto, ha avuto due palle gol pulite con Cerri e Tavernelli, altre due che non hanno premiato Mancuso. Peccato, il calcio è anche questo.

3. E’ mancato il gol purtroppo. La squadra però ha risposto in modo incoraggiante dopo la scoppola con il Sudtirol. Il primo tempo è stato prudente, accorto, molto bloccato anche tatticamente. Ma era nomale che accadesse, l’obiettivo principale era evitare un’altra imbarcata. Più disinvolta la ripresa, fin dal calcio d’avvio. La squadra ha mostrato padronanza, è stata ordinata, in totale ha rischiato solo una volta in 95 minuti e diversi singoli si sono espressi su buoni livelli: Gilli, Coppolaro, Righetti, Chierico, Sala. Dopo l’ultima debacle casalinga, non era scontato rimettere in carreggiata il gruppo, sia mentalmente che tatticamente. Ma Bucchi, sotto questo aspetto, è una garanzia.

4. Per la seconda volta in sei giornate, l’Arezzo ha chiuso con la porta inviolata. In entrambi i casi, contro Empoli e Cremonese, la coppia centrale di difesa era formata da Gilli e Coppolaro. In entrambi i casi, la squadra ha potuto giovarsi della superiorità numerica per larghi spezzoni di match. Su quale e quanta correlazione ci sia tra questi eventi, ognuno trarrà le proprie conclusioni.

5. Le scelte iniziali di Bucchi hanno acceso il dibattito. Che Arena in questo momento goda di una condizione generale migliore di Pattarello, e che Cianci stia meglio di Cerri, sono certezze corroborate dal campo. La verità, espressa pubblicamente dall’allenatore, è pure un’altra e cioè che se Pattarello e Cerri non giocassero mai, i bioritmi ideali li troverebbero a Pasqua. E’ pur vero che, se giocano come sabato, il loro contributo è insufficiente. Siamo dentro un momentaneo circolo vizioso che, a occhio e croce, durerà un altro paio di giornate. Poi quelli più in forma andranno dentro dall’inizio e stop.

Cristian Bucchi, tecnico amaranto

6. Resta il fatto che siamo al 13 ottobre. E segare adesso uno che è tra i dieci migliori marcatori di sempre nella storia dell’Arezzo, che ha tribolato sei mesi causa pubalgia e che in B non ci aveva mai giocato, sarebbe folle. Come sarebbe folle pensare che il vero Cerri, il quale nel cv conta 96 presenze in A e 199 in B, sia questo di ora. Nel calcio le cose cambiano in fretta e per le bocciature definitive c’è ancora tempo.

7. Finalmente la maglia amaranto, finalmente un secondo tempo attaccando verso la sud. Sabato non è arrivata la vittoria ma la vicinanza e il calore del pubblico nei momenti topici delle partite possono diventare un vantaggio da sfruttare. Bravo Ionita a scegliere il campo giusto dopo il sorteggio con la monetina.

8. Chierico play non è una bestemmia. In attesa di Iaccarino, ancora convalescente, sono segnali positivi quelli che ha lanciato il 24 nell’ultima gara. Interpreta il ruolo alla sua maniera, sventaglia meno di Guccione ma ha padronanza nel controllo orientato, la palla non gli scotta tra i piedi e, qualità fondamentale per un centromediano, non gioca solo sul corto ma vede anche linee di passaggio alternative. Non è da tutti. L’Arezzo perde un incursore sopraffino ma potrebbe guadagnarci in pulizia di manovra. Poi si vedrà.

9. L’ovazione che ha accolto l’ingresso in campo di Arena, Mancuso e Tavernelli, al 16′ della ripresa, è stata significativa. Pezzella era appena stato espulso, la gente fiutava l’odore del sangue e si aspettava un cambio di passo che in buona parte si è registrato. Mancuso soprattutto è l’elemento che più incuriosisce e stuzzica: gli sono bastati pochi spezzoni e movimenti da attaccante vero per accattivarsi le simpatie del pubblico. Prima o poi lo vedremo dall’inizio. Prima o poi segnerà un gol decisivo.

10. Considerando il calendario di queste prime sei giornate, l’obiettivo stagionale, la porta inviolata con la Cremonese e i 7 punti in classifica, si può essere soddisfatti. La B è tosta ma l’Arezzo può starci dentro e giocarsi le sua chances. E tra cinque giorni, Marassi.