la tribuna dello stadio di Guidonia (foto Guidonia calcio)

La struttura risale ai primi anni ’50 e lo scorso novembre ha trovato la nuova denominazione dopo un’ampia consultazione popolare. La curva di casa è intitolata al pioniere dell’aviazione Alessandro Guidoni, la tribuna coperta si chiama Montecelio, mentre gli ospiti verranno sistemati nel settore Aniene, visto che lì dietro passa il fiume. Circa due ore il tempo di percorrenza per raggiungere l’impianto, molto inferiore rispetto a quello che impiegarono i garibaldini per muoversi dalla cittadina laziale ad Arezzo nel 1859

Benvenuti allo stadio di Guidonia “Città dell’aria”, che poteva essere però stadio “Alessandro Guidoni” o stadio “Arma dell’Aeronautica”, ma anche stadio “Cipriano e Meneghello”, oppure “Valle dell’Aniene”. Sta di fatto che l’ampia consultazione popolare, svoltasi attraverso i canali social istituzionali e discussa in consiglio comunale ha premiato l’identità storica della città richiamando la vocazione aeronautica di Guidonia. E così lo scorso novembre il Comune della città laziale (90.000 abitanti) ha distribuito i nomi ufficiali a tutti i settori dello stadio: la curva di casa si chiama “Alessandro Guidoni” (pioniere dell’aviazione italiana), la storica tribuna coperta “Montecelio”, mentre gli ospiti verranno collocati nel settore “Aniene” per non dimenticarsi che a sud della loro posizione passa il fiume che tocca anche Subiaco (chi è nato a Subiaco nel ’52 e ha vinto un campionato del mondo?).

Tutto ciò è la conclusione di un percorso di ammodernamento e adeguamento dello stadio ai criteri della serie C, avvenuto dopo l’acquisto dell’impianto da parte del Comune dall’Agenzia del Demanio nel febbraio 2025. Una struttura che risale ai primi anni ’50 e che ha subito varie ristrutturazioni fino ad arrivare alla conformazione attuale con 2.900 posti a sedere di cui 592 per gli ospiti. Il campo da gioco in erba sintetica è attorniato da una pista di atletica non agibile.

Altra trasferta non impossibile come distanza (200 km) per i tifosi amaranto se non fosse per la passione di chi decide giorni e orari delle partite, evidentemente innamorato di tutto tranne che della domenica alle 15. Questa volta almeno rispetto a Pesaro, c’è un tragitto completamente autostradale che semplifica il viaggio. Si spera comunque in un tempo di percorrenza minore delle tre settimane che impegnarono i 2.000 garibaldini per portarsi dalla zona di Guidonia proprio ad Arezzo nel 1859.

Da segnalare infine una rinata tifoseria locale, in crescita grazie alla promozione tra i professionisti, che si è messa in luce recentemente per aver esposto uno striscione verso i tifosi del Livorno che sarebbero stati accolti “a braccia… tese”. Inequivocabile il riferimento politico opposto delle due fazioni.