Amaranto con la porta inviolata da 510 minuti, più cazzuti di prima e con il traguardo un po’ più vicino. Adesso Carpi fuori, turno di riposo, Gubbio in trasferta: il 22 febbraio la classifica ci farà sapere com’è andata. Il dato degli spettatori allo stadio fa discutere: la squadra è salita in vetta, il pubblico è calato. Ma ora arrivano i big match
1) L’Arezzo non becca gol da 510 minuti ed è il dato, statistico e tecnico insieme, che meglio di tutti gli altri spiega e legittima il primato in classifica. Ieri per la verità qualche pericolo la squadra l’ha corso e, a differenza di altre volte, ha concesso campo e situazioni agli avversari. La traversa di Sodero, un castiglionese con un piede niente male, poteva indirizzare la gara da un’altra parte, anche se l’Arezzo poi ha legittimato il successo con la concretezza che lo contraddistingue e che è essenziale per vincere i campionati. Quello di Bucchi è l’attacco migliore del campionato ma è la difesa, in questo momento, il motore che tira.
2) Siamo arrivati a 8 risultati utili di fila, 10 vittorie su 12 gare casalinghe, 16 punti su 18 nel girone di ritorno. La squadra è meno bella di prima, più cazzuta, meno luccicante, più sporca, meno vanitosa, più cinica. Ravenna e Ascoli non demordono ma 7 e 10 punti di vantaggio sono un cuscinetto morbido. E manca una giornata in meno.
3) I prossimi 10 giorni, in chiave classifica, saranno importanti. L’Arezzo gioca giovedì a Carpi, poi riposa, poi gioca di nuovo in trasferta a Gubbio. Il Ravenna invece va a Terni, ospita la lanciatissima Juventus Next Gen e poi rigioca in casa con la Samb. Più in discesa, sulla carta, il calendario di un ritrovato Ascoli: Torres in casa, Bra e Pontedera di fila in trasferta. Il 22 febbraio ne sapremo di più.
4) Fa discutere il dato degli spettatori presenti allo stadio, che sono sempre stati sopra le 4mila unità per le prime otto partite, comprese quelle non proprio allettanti con Guidonia e Bra, per poi scendere sotto la soglia mentre la squadra si issava al comando della classifica. Un po’ gli orari, un po’ il meteo, un po’ il calendario che ha portato al Comunale Pineto, Pontedera, Juventus Next Gen e Pianese, fatto sta che ai tornelli è transitata meno gente del previsto. Adesso però arrivano in sequenza Ravenna, Ternana, Perugia, Ascoli, Livorno. E magari, avvicinandosi al traguardo, cambia la musica.












