l'architetto Fayer a Dazn

L’architetto coordina un gruppo di tecnici formato da M28 Studio, Spsk Studio e Speri S.p.A. “Lo stadio è un luogo spirituale che può diventare commerciale, mai il contrario. Il segreto è il percorso partecipativo: noi abbiamo coinvolto tutte le categorie di pubblico, compresi i gruppi organizzati del tifo”. Il 7 aprile la pratica in consiglio comunale per il via libera definitivo

L’architetto Carlo Antonio Fayer ha partecipato alla trasmissione Stadi 5.0 in onda su Dazn, in una puntata condotta da Federica Zille e che ha ospitato anche Pierluigi Pardo, giornalista; Dario Marcolin, ex calciatore; Marco Bellinazzo, giornalista Il Sole 24 Ore; Eliana Rossini, global product manager Abb. Si è parlato in modo approfondito dei piani infrastrutturali degli stadi di Fiorentina e Bologna, con il discorso che poi si è allargato ad Arezzo.

“Firenze e Bologna, con i loro progetti, fanno da contraltare ad Arezzo – ha detto Fayer. Lì il Comune non ha voluto concedere alle società sportive la possibilità di intervenire privatamente, che invece a noi è stata concessa. La nuova legge sugli stadi, lo ricordo, consente diverse alternative alle amministrazioni pubbliche: cedere il diritto di superficie, come succederà ad Arezzo, o anche vendere lo stadio. Il problema sono i soldi, che i Comuni non hanno per investire sugli impianti e renderli più funzionali. Anzi, secondo me non dovrebbe nemmeno spettare agli enti pubblici un compito del genere. Ricordiamo che le ultime ristrutturazioni pubbliche degli stadi risalgono ai tempi di Italia ’90. Di lì in avanti quanti ne sono stati costruiti su sede nuova? L’unico è a Messina. Tutti gli altri, da Torino a Bergamo a Udine a Reggio Emilia, sono stati tirati su con soldi privati. L’esempio della Juventus ci dice che lo stadio di proprietà produce effetti positivi sia sul piano economico che sportivo”.

Fayer coordina un gruppo di tecnici formato da M28 Studio, Spsk Studio e Speri S.p.A. Il progetto è il primo in Italia articolato seguendo le direttive della legge stadi (D.L. 38/2021). Secondo il piano economico e finanziario presentato, l’analisi degli investimenti necessari ha delineato fabbisogni finanziari per un totale di € 39.917.758 più Iva (pari a € 8.366.260) per complessivi € 48.284.018

“Lo stadio è un luogo spirituale che può diventare commerciale, mai il contrario – ha ribadito Fayer. La premura che abbiamo avuto ad Arezzo è stata quella di non perdere l’identità per strada. E quindi di non abbandonare mai lo stadio nemmeno durante i lavori. Inoltre ci siamo prefissati di seguire un percorso partecipativo, coinvolgendo tutte le categorie di pubblico, compresi i gruppi organizzati del tifo. Per avere uno stadio all’inglese, come chiedono in molti, bisogna garantire due cose: comfort, comodità, piacevolezza per chi sta all’interno e vivibilità tutto l’anno. E’ importante come lo stadio si colloca nel contesto urbano: quello di Arezzo sorge all’interno della cittadella dello sport e quindi rappresenterà una sorta di piazza pubblica che fungerà da raccordo con le strutture delle altre discipline. Questo grazie alle attività commerciali e ai ristoranti che resteranno sempre aperti. Lo stadio sarà anche sostenibile: pannelli fotovoltaici per l’autosufficienza completa e recupero delle acque piovane tra le sue caratteristiche”.

Per il via ai lavori manca solo l’ultimo via libera del consiglio comunale. Il progetto dovrebbe tornare in aula il prossimo 7 aprile. Poi, una volta esauriti gli impegni ufficiali dell’Arezzo, l’area sarà cantierata.