(foto Novi)

Il tecnico, arrivato a novembre al posto di Formisano, ha alzato la media punti da 0.77 a 1.43, centrando l’obiettivo della permanenza in categoria grazie al 3-0 della scorsa settimana con il Gubbio. La squadra è diventata più pragmatica e si è giovata dei 20 gol firmati da Dionisi e Di Carmine, rispettivamente 39 e 38 anni, nonostante i problemi in difesa (49 reti al passivo) e il rendimento esterno deficitario (solo 12 punti). Il capitano e il duttile centrocampista Luperini gli elementi top

IL LIVORNO DI ESCIUA – Turno casalingo per gli amaranto, impegnati al Comunale nel derby contro il Livorno che con 40 punti occupa l’undicesima posizione in classifica. Il club è guidato da Joel Esciua, con il finanziere brasiliano a capo della società dal 5 aprile 2023, mentre il closing venne ratificato il 5 maggio. Classe 1964, nato e cresciuto a São Paulo, Esciua si trasferisce in Francia per studiare all’Université Panthéon-Assas di Parigi, dove si laurea in Econometria ed Economia quantitativa e in Giurisprudenza. Dopo il Master alla Escp Business School, comincia la carriera nel mondo dell’impresa e della finanza, passando da stagista per Citi e manager per Banco Sudameris a direttore del trading e delle vendite di Anz Bank. La stagione scorsa ha riportato il Livorno in terza serie affidando la squadra a Paolo Indiani.

VENTURATO IN PANCHINA – A fine annata la separazione dal tecnico di Certaldo, con la squadra affidata in estate ad Alessandro Formisano, che dopo la sconfitta contro il Carpi dello scorso 9 novembre è stato sollevato dall’incarico. Da allora sulla panchina dei labronici siede Roberto Venturato. Classe ’63, nato in Australia da genitori veneti emigrati, cremonese d’azione, una carriera da centrocampista in C e in D con tra le altre Giorgione, Pergocrema e Venezia. Inizia come allenatore nel 1996 al Pizzighettone, prima nel settore giovanile e poi con la prima squadra dove resta fino al 2007. In seguito è alla Cremonese, come vice dal 2007 al 2009 di Mondonico prima e di Ivo Iaconi in seguito, poi come primo allenatore, con l’annata culminata nella finale play-off persa con il Varese. Quindi per lui Pergolettese, Piacenza, di nuovo Pergolettese, prima dell’approdo a Cittadella nel 2015 dove resta per 6 stagioni, totalizzando ben 270 partite alla guida dei veneti, ottenendo subito la promozione in B, sfiorando la serie A nel 2019, quando il “Citta” è superato in finale dal Verona. Nel gennaio 2022 è alla Spal, ottiene la salvezza, viene riconfermato, ma poi esonerato a ottobre. Il 12 novembre scorso il suo arrivo a Livorno. Allenatore esperto, pratico, pragmatico, attento ai dettagli, è uno che sa farsi ben volere dai giocatori.

ROSA RINNOVATA – Nello scorso dicembre la separazione, non senza polemiche, tra la società e il club manager Luca Mazzoni, ex portiere dell’Arezzo. Dopo un mercato estivo che aveva profondamente rinnovato la rosa degli amaranto, anche nella sessione invernale il ds Alessandro Doga, anche lui ex giocatore del cavallino, ha operato con decisione. Sono arrivati giocatori con esperienza in categoria come il terzino Falasco, svincolato dopo il fallimento del Rimini, il difensore centrale Camporese, libero dallo scorso giugno dopo la retrocessione del Milan Futuro, e il centrocampista Luperini (Catania). Oltre a loro l’esterno Malagrida, anche lui ex Rimini ma proprietà Samp, e il 2006 Lorenzo Tosto, figlio di Vittorio, in prestito dall’Empoli. Hanno lasciato l’Ardenza Ndoye, Malva, Calvosa, Cioffi, Antoni e Panattoni.

MEDIA PUNTI E GOL AL PASSIVO – Il Livorno ha raggiunto ormai la permanenza in categoria e dall’arrivo di Venturato ha cambiato decisamente passo. I numeri non sono tutto, ma danno uno specchio di quello che è stato il cammino dei livornesi dopo l’arrivo del nuovo tecnico. La media punti si è decisamente alzata, passando da 0.77 con Formisano a 1.43, con un passo decisamente da play-off. Questo nonostante in trasferta le cose non siano migliorate troppo: solo 12 punti conquistati. Venturato ha dato un gioco più offensivo al Livorno, incrementando la media realizzativa della squadra e chi ne ha giovato sono stati gli elementi d’attacco come capitan Dionisi, che al Comunale rientra dalla squalifica, e Di Carmine, autori di 20 delle attuali 37 reti del Livorno. Rispetto al girone di andata la squadra è apparsa pratica, concreta, poco incline al fraseggio, che cerca di attaccare subito la profondità. Resta accesa una piccola, residua speranza di poter disputare i play-off, a ora distanti 3 punti, ma con una partita in meno da giocare. Tuttavia Venturato non è riuscito a sistemare del tutto il reparto difensivo che, con 49 reti al passivo, resta uno dei più battuti del campionato (peggio hanno fatto solo Bra e Pontedera). Una delle causa delle troppe reti subite è da ricercare in un problema strutturale della squadra, che non è stato corretto nemmeno dal mercato di riparazione, ovvero la mancanza di centrocampisti di struttura e fisicità, abili nella fase di non possesso e nella schermatura del reparto arretrato. Inoltre permane l’assenza di un terzino destro affidabile, ruolo che durante la stagione ha visto diversi giocatori alternarsi in quella posizione: Gentile, Ghezzi, Mawete.

DALLA CINTOLA IN SU – In mediana, dal suo arrivo a gennaio, un ruolo di rilievo lo ha avuto Luperini, che ha portato dinamismo e duttilità. Nelle ultime giornate è salito il rendimento del giovane Bonassi, 2004 all’esordio in categoria, che dopo essere addirittura finito fuori lista a inizio stagione, ha riguadagnato considerazione e minutaggio: in mezzo al campo fa “tanta legna” e non disdegna di accompagnare la manovra offensiva. L’attacco è affidato a due giocatori esperti come Di Carmine e Dionisi, autori rispettivamente di 11 e 9 reti, ai quali durante la stagione è stato affidato completamente il reparto. A metterli in moto l’italo-argentino Peralta, che rientra dalla squalifica, o Marchesi, in gol nell’ultimo turno, con Malagrida pronto a sparigliare le carte in tavola durante la partita, grazie al suo dinamismo. Gli amaranto sono reduci dalla bella vittoria casalinga contro il Gubbio (3-0), che ha riportato il successo in casa labronica dopo oltre un mese, certificando così la salvezza.

Noce contro Cianci nel match di andata

MODULO E FORMAZIONE – Per la gara del Comunale Venturato dovrà fare a meno del lungodegente Welbeck e avrà Falasco non al meglio, ma per il resto rosa al completo. Livorno con il 4312. In porta Seghetti, al centro della difesa ci saranno Noce e Camporese con Baldi come prima alternativa. Gentile o Mawete ad agire sulla corsia di destra e Tosto che dovrebbe presidiare la fascia sinistra. In mezzo al campo Luperini, Odjer e Bonassi dovrebbero essere i titolari, con Pannaioli e Hamlili che però potrebbero spuntarla per una maglia da titolare. Sulla trequarti ballottaggio tra Peralta e Marchesi, in attacco la coppia formata da Dionisi e Di Carmine, con Malagrida da utilizzare a gara in corso.

GIOCATORI TOP – I giocatori da temere maggiormente sono Gregorio Luperini e Federico Dionisi. Il primo è centrocampista classe ’94, originario di Pisa, messosi in luce ai tempi del Pontedera per poi indossare tra B e C le maglie di Pistoiese, Trapani, Palermo, Perugia, Ternana e Catania, sua ultima tappa prima dell’approdo in amaranto. Centrocampista di struttura, discreto a livello tecnico, ottimi tempi d’inserimento, pericoloso da fuori. E’ un giocatore versatile, abile sia in fase di non possesso che di costruzione. Dionisi è uno esperto, ritornato nell’estate 2024 a vestire l’amaranto per la terza volta. Attaccante classe 1987, originario di Rieti, in carriera ha messo assieme quasi 50 presenze in A, 24 in quella portoghese, condite da 8 reti e ben 383 in serie B impreziosite da 118 realizzazioni. Fisico compatto, abile a livello tecnico, attaccante moderno, può agire sia da prima che da seconda punta. A suo agio nel partecipare alla manovra offensiva, ama lavorare e giocare per la squadra, apprezzabile nel gioco aereo nonostante non sia un gigante, vispo nel leggere le situazioni di gioco e nel muoversi dentro l’aria avversaria. È il capitano della squadra, punto di riferimento dentro e fuori dal campo, autore di 9 reti in campionato.

ANDATA – La gara dell’andata si concluse con una vittoria del Livorno per 2-1. Doppio vantaggio dei labronici con Dionisi e Noce e gol, su rigore, di Pattarello per l’Arezzo a tempo scaduto.