Entro la fine di aprile è atteso l’atto notarile che renderà definitivamente esecutiva gli accordi stipulati tra il Comune e la Ss Arezzo, approvati dal consiglio comunale dello scorso 2 aprile, e che prevedono la concessione del diritto di superficie al club amaranto per la durata di 90 anni. Il documento prevede l’impianto dovrà restare la casa del club di calcio per tutto il periodo e dovrà essere accessibile, nei limiti delle disponibilità, anche ad altre realtà sportive del territorio. La sezione arbitri, per esempio, conserverà la propria sede attuale all’interno della tribuna
E intanto il progetto stadio va avanti. Entro la fine di aprile è atteso l’atto notarile che renderà definitivamente esecutiva la convenzione stipulata tra il Comune e la Ss Arezzo, approvata dal consiglio comunale dello scorso 2 aprile, e che prevede la concessione del diritto di superficie al club amaranto per la durata di 90 anni. Il presidente Guglielmo Manzo dovrà garantire coperture assicurative obbligatorie per tutta la durata della concessione e fideiussioni per assicurare il corretto adempimento degli obblighi contrattuali, dalla realizzazione dei lavori fino alla gestione dell’impianto.
A tal riguardo, la convenzione consente di creare una struttura dedicata, la società di scopo, in modo da separare la gestione dello stadio da quella dell’attività sportiva e di attrarre capitali esterni. La Ss Arezzo però deve restare dentro la compagine societaria e garantire gli obblighi per tutta la durata della concessione. È prevista l’apertura a banche e investitori istituzionali, che possono entrare e uscire dal capitale.
La Ss Arezzo si farà carico della progettazione, dei lavori, della manutenzione e della gestione economica dell’impianto, assumendosi i rischi dell’operazione ma anche i benefici derivanti dallo sfruttamento degli spazi e dei servizi. Al termine dei 90 anni la struttura tornerà nella piena disponibilità pubblica senza oneri. La convenzione assegna al concessionario, cioè la Ss Arezzo, un’ampia autonomia gestionale: dalla possibilità di introdurre diritti di denominazione per lo stadio fino allo sviluppo di attività commerciali, passando per l’installazione di impianti fotovoltaici. Allo stesso tempo, vengono fissati alcuni paletti: lo stadio dovrà restare la casa dell’Arezzo per tutta la durata della concessione e dovrà essere accessibile, nei limiti delle disponibilità, anche ad altre realtà sportive del territorio. La sezione arbitri, per esempio, conserverà la propria sede attuale all’interno della tribuna.
LE TAPPE DEL PROGETTO
10 dicembre 2024 – parere favorevole della conferenza dei servizi preliminare
30 gennaio 2025 – riconoscimento di pubblica utilità del progetto da parte del consiglio comunale
11 dicembre 2025 – parere favorevole della commissione pubblico spettacolo
18 dicembre 2025 – parere favorevole della conferenza dei servizi decisoria
31 gennaio 2026 – parere favorevole della commissione impianti del Coni
16 marzo 2026 – parere favorevole dell’agenzia del demanio di Roma
2 aprile 2026 – approvazione del progetto di fattibilità tecnico economica da parte del consiglio comunale
Il progetto per il nuovo stadio Città di Arezzo, coordinato dall’architetto Carlo Antonio Fayer, che ha visto all’opera il gruppo di tecnici formato da M28 Studio, Spsk Studio e Speri S.p.A, è il primo in Italia articolato seguendo le direttive della legge stadi (D.L. 38/2021). Secondo il piano economico e finanziario presentato, l’analisi degli investimenti necessari ha delineato fabbisogni finanziari per un totale di € 39.917.758 più Iva (pari a € 8.366.260) per complessivi € 48.284.018.
LA RIPARTIZIONE DEI 12.926 SPETTATORI
3.200 in Tribuna Centrale
3.508 in Maratona
2.969 in Curva Nord
3.133 in Curva Minghelli
116 nei Field Box a bordo campo
IL CRONOPROGRAMMA
Prima fase (2026-2028) – Demolizione e ristrutturazione della Maratona e della curva ospiti con spostamento del terreno di gioco
Seconda fase (2029-2030) – Demolizione e ricostruzione della curva Minghelli e ristrutturazione della tribuna coperta












