La partita di Pineto è quella che può dare un senso a tutta la stagione, proiettando l’Arezzo verso l’ultimo rettilineo che precede il traguardo. Dunque petto in fuori, ferocia, grinta e attaccare: la testa e le motivazioni conteranno più della tecnica, il collettivo più dei singoli, il gruppo più delle individualità. I tifosi: “coloriamo tutto con sciarpa e bandiera”

Testa al campo, c’è da giocare e c’è da vincere. La partita di Pineto è quella che può dare un senso a tutta la stagione, proiettando l’Arezzo verso l’ultimo rettilineo che precede il traguardo. E’ stata una settimana sui generis, caratterizzata dai mille veleni legati al caso Ternana che hanno spostato gran parte dell’attenzione sulle beghe di Palazzo. Bucchi però ha garantito che lo spogliatoio è rimasto sotto chiave e che all’interno non è filtrato nulla, preservando il gruppo dagli inquinanti delle polemiche. Bene così, perché domani servirà il cento per cento e anche di più per mettere le mani sui tre punti.

L’aspetto tecnico e tattico avrà la sua rilevanza ma a questo punto della stagione molto dipenderà dalla testa, dalle motivazioni, dalla capacità di mantenere lucidità e coraggio allo stesso tempo, proiettando il cuore oltre l’ostacolo. I novanta minuti di Pineto andranno interpretati, gestiti, aggrediti a seconda dei momenti, con un mix di attitudini da alternare con cura e sagacia. Gli avversari sono dentro i playoff e non regaleranno nulla, i tifosi amaranto presenti in gran numero avranno il compito determinante di spingere la squadra al successo: “coloriamo tutto con la sciarpa e la bandiera” hanno scritto su un volantino diffuso oggi.

Bucchi ha diversi dubbi di formazione a causa degli acciacchi di alcuni calciatori. De Col, Renzi, Gilli, Coppolaro, Chierico, Guccione, Pattarello, Cianci hanno lavorato a singhiozzo nelle ultime due settimane e l’allenatore prenderà una decisione definitiva soltanto a ridosso del match. Il 433 ha punti fermi in Venturi, Chiosa, Righetti, Mawuli, Ionita e Tavernelli, mentre gli altri si conosceranno all’arrivo delle distinte ufficiali. Mai come stavolta però, conterà la squadra più dei singoli, il collettivo più delle individualità, con la forza dei nervi più efficace dell’abilità.

Di fronte un Pineto che solitamente gioca con l’albero di Natale, un 4321 elastico e strutturato, ben organizzato, abile a coprire tutto il campo. Tisci ha anticipato che schiererà l’undici migliore, tenendo di conto le esigenze di rotazione in vista dei playoff. Gli abruzzesi sono battaglieri e combattivi per dna, il che presuppone che per metterli sotto non si potrà fare a meno di veemenza e carica agonistica. La mezz’ala Germinario è un prospetto molto interessante, mentre in attacco bisognerà prestare attenzione all’esperienza di D’Andrea.

Prepariamoci a un sabato sera che prosciugherà l’anima, da affrontare a petto in fuori con ferocia, fame, grinta. L’obiettivo è lì, a portata di sguardo e bisogna andare a prenderlo. Niente alibi, niente distrazioni, niente scuse. Tutto il resto ormai conta zero, conta solo vincere.