Carenze gravi nella preparazione dell’evento in materia di safety e security per garantire l’incolumità dei partecipanti, assenza di un’adeguata pianificazione dei flussi e delle capienze. Secondo le autorità ogni iniziativa aperta al pubblico deve essere supportata da una pianificazione completa e verificabile, che in questo caso non c’era
Dalla questura di Arezzo arrivano le motivazioni ufficiali riguardo l’annullamento della festa, inizialmente programma dalla società amaranto per il pomeriggio di oggi, subito dopo la gara di Supercoppa con il Vicenza. Questo il comunicato.
“In relazione alle notizie diffuse circa l’annullamento dell’evento celebrativo previsto, al termine della gara Arezzo-Vicenza del 2 maggio 2026, presso lo stadio “Città di Arezzo”, si ritiene necessario fornire alcuni chiarimenti.
Preme evidenziare che sono state riscontrate gravi carenze nella pianificazione dell’evento, con particolare riferimento all’assenza di un piano di sicurezza adeguato, strutturato e conforme alle disposizioni vigenti in materia di safety e security, misure volte essenzialmente a garantire l’incolumità dei partecipanti.
L’iniziativa, per come prospettata, prevedeva un’apertura indistinta al pubblico, anche oltre gli spettatori presenti alla gara, senza alcuna possibilità di determinare preventivamente il numero di partecipanti. Tale impostazione, priva di un’adeguata pianificazione dei flussi e delle capienze, risulta incompatibile con le condizioni minime richieste per lo svolgimento in sicurezza di eventi con un importante afflusso di persone.
Come noto, a seguito dei fatti verificatisi a piazza San Carlo di Torino nel giugno del 2017, il quadro normativo è stato significativamente rafforzato, imponendo misure rigorose che richiedono una progettazione preventiva, dettagliata, comprensiva di misure sanitarie, presidi antincendio, gestione delle emergenze, nonché un controllo dei flussi di pubblico e la possibilità di uscire in sicurezza in caso di emergenza.
Nel caso in esame purtroppo tali elementi non risultavano previsti, comunicati, né adeguatamente formalizzati. In assenza dei presupposti minimi richiesti dalla normativa vigente, non è stato possibile autorizzare l’evento.
La questura di Arezzo ribadisce che la sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di valutazioni approssimative e che ogni iniziativa aperta al pubblico deve essere supportata da una pianificazione completa e verificabile in quanto l’incolumità dei partecipanti ad un evento è una condizione assolutamente imprescindibile”.












