Mattia Sala in azione contro la Cremonese

Sollecitato pochissimo Nunziante, comunque sicuro anche con i piedi. Rientro accorto e attento per Renzi, a folate Ionita. Positivo l’apporto dei subentrati: vivace Arena, volitivo Cianci, utile Mawuli, vicino al gol Mancuso. Tavernelli fallisce l’occasionissima che avrebbe cambiato il match

Le pagelle di Arezzo-Cremonese.

NUNZANTE 6.5 Sollecitato pochissimo dagli avversari e molto dai compagni, che lo coinvolgono in una costante partenza dal basso per sviluppare la manovra. Sicuro con i piedi e per lui che qualche apprensione l’aveva tradita in passato, è una buona notizia. Reattivo su una girata di Nasti nel primo tempo, unica circostanza in cui deve sporcarsi i guanti. Anzi, in verità metterebbe a referto pure una spettacolare uscita bassa, sempre su Nasti, per sventare una ripartenza grigiorossa. Ma lì era fuorigioco. Poi fa lo spettatore.

RENZI 6 Al rientro dopo un mese, produce meno sprint del solito, lui che è un motorino con la manopola costantemente girata. Molto attento, in linea con l’atteggiamento di squadra, concede pochissimo a Elia e non soffre nemmeno quando Pezzella sale a dare una mano al compagno. In undici contro dieci, alza il numero delle sovrapposizioni ma Pattarello e Arena lo premiano di rado. Vecchia storia.

GILLI 7 Pulito, solido in marcatura, ispirato anche nell’avvio di manovra: precisi alcuni cambi gioco a tagliare il campo per innescare gli esterni alti e mandarli all’uno contro uno. Sempre titolare quest’anno, sempre nella mischia per tutti i novanta minuti. E’ il difensore che Bucchi utilizzato di più, fin dall’anno scorso. Un motivo ci sarà.

COPPOLARO 7 Con Ferrari in cerca della condizione migliore, viene preferito a Illanes e la scelta paga. Gestisce palla con invidiabile tranquillità, anche a ridosso dell’area, anche quando il pubblico sospira per lo spavento. Inietta calma e lucidità dentro la squadra e del resto le sue 120 presenze in B devono pur servire a qualcosa. Vispo nelle letture, uno dei dettagli su cui Bucchi si era raccomandato alla vigilia. La Cremonese davanti crea poco per demeriti propri e meriti amaranto.

RIGHETTI 7 Qualcosa sbaglia, ogni tanto pecca di precisione, ma compensa con il vigore, con la corsa, con l’applicazione, anche con la personalità nel farsi dare palla, nel tentare il dribbling, nel prendere fallo. Nota lieta di questo avvio di stagione, aggiunge a quanto sopra anche l’abilità nel cross, che è una delle sue doti precipue. Perfetta la parabola scodellata in testa a Cerri, pochi istanti prima della decisiva parata di Fulignati. Buono anche l’assist per la girata di Mancuso.

IONITA 6.5 Va a folate, alternando fasi di semplice presenza ad altre in cui lascia il segno. Sempre prezioso, anche quando non si vede, perché ha senso della posizione e un intuito marcato su dove andrà a finire la palla. Mobile a dispetto dei 37 anni, veemente nel portare il pressing, un po’ impreciso in alcuni frangenti. Di classe il velo con cui libera al tiro Mancuso nel secondo tempo.

CHIERICO 7 Molto bravo, tecnico, dinamico, con visione di gioco. Senza ansie nella gestione, a disposizione dei compagni per lo scarico anche quando gli avversari pressano alti, disinvolto nel coprire palla e girarsi e fraseggiare. Nel ruolo è quello che più si avvicina a Guccione, suo mentore, per capacità di vedere linee di passaggio non banali. Esce per crampi (30′ st Mawuli 6 Stavolta è un ingresso positivo il suo. Arcigno e concentrato, gioca venti minuti utili alla causa).

SALA 6.5 Torna sui livelli d’inizio di stagione, spremendo energia in grande quantità in entrambe le fasi. Difende con veemenza, come quando rincula per cinquanta metri per andare a spegnere una pericolosa ripartenza cremonese. E poi attacca gli spazi con aggressività, anche se di palle buone per rifinire o concludere non gliene capitano granché. In mezzo c’è molta sostanza e infatti è lui a indurre Pezzella al secondo fallo da ammonizione che vale la superiorità numerica (32′ st Cianci 6 Scampolo interessante, buona intesa con Mancuso, un paio di sponde che avrebbero meritato miglior sorte e un fallo da rigore reclamato).

PATTARELLO 5 Nel primo tempo, grazie a un’ottima riconquista palla, i compagni gli apparecchiano due situazioni che il vero Pattarello avrebbe trasformato in due lauti banchetti. Invece s’incarta nel dribbling, va a sbattere sull’avversario, manda in fumo l’occasione. E’ la spia di bioritmi ancora al ribasso, che tardano ad allinearsi sia alle aspettative dell’ambiente che alle potenzialità del giocatore. Non c’è molto di interessante nemmeno nel resto della gara, se non il primo giallo cagionato a Pezzella (16′ st Arena 6.5 Entra e dà la scossa. Di velluto l’assist per Tavernelli, con la traiettoria che fa fuori tutti i difensori e cade sul piede del compagno, che purtroppo spreca. Guizzante, propositivo, vivace, anche se i grigiorossi alla fine riescono a limitarlo. Ammonito, incredibile a dirsi, per un fallo subìto).

CERRI 5 Per un tempo, il primo, non cava un ragno dal buco. L’Arezzo sta basso e coperto e gli manda su diversi palloni che lui dovrebbe coprire, proteggere, per dar modo alla squadra di salire e farla respirare. Nulla di tutto ciò. La condizione è quella che è, le difficoltà nel partecipare alla manovra sono palesi. Appena meglio la ripresa, in cui almeno trova il modo per concludere di testa a colpo quasi sicuro. Ma Fulignati gli nega il gol e una svolta personale di nuovo rimandata (16′ st Mancuso 6 Mezz’ora di movimenti sempre lucidi, inizialmente da solo nel tridente e dopo a fianco di Cianci. Batte a rete due volte, sfiorando il palo nella prima circostanza e l’incrocio nella seconda. Prima o poi lo vedremo titolare).

LEONE 5 Avvio contratto, stranamente impacciato, lui che ha piede, tecnica e colpi. Paga lo scotto del debutto dal primo minuto, resta ai margini della partita, cincischia in un paio di occasioni in cui la Cremonese era vulnerabile. Si libera dai lacciuoli dell’emozione cammin facendo ma Bucchi cambia tutto il tridente e la sua partita finisce dopo un’ora (16′ st Tavernelli 5.5 Accolto dall’ovazione del pubblico, dopo trenta secondi si ritrova sul piede la palla gol più clamorosa del match. E la fallisce incredibilmente da due metri: lì poteva girare la partita. Brioso, volitivo ma anche un po’ arrugginito dopo un’assenza di oltre un mese).