Il club amaranto, secondo i dati della Lega, destina 10,45 milioni di euro a calciatori, tecnici e dirigenza sportiva. Solo Ascoli, Carrarese, Juve Stabia, Vicenza e Virtus Entella spendono meno. Eclatanti i casi di Cremonese e Sampdoria: investimenti di 33 e 29 milioni per ritrovarsi nella bassa classifica. Palermo e Pisa sul podio delle spese
La Ss Arezzo si trova al quindicesimo posto in serie B per monte ingaggi complessivo, con 10,45 milioni di euro destinati a calciatori, tecnici e dirigenza sportiva. Il prospetto della Lega per la stagione 2026/27 racconta la delicatezza e l’ambizione della sfida che attende il club amaranto, neopromosso dalla Lega Pro e chiamato a misurarsi con autentici colossi sul piano tecnico e finanziario.
Davanti agli amaranto ci sono società che viaggiano su cifre enormemente superiori. Cremonese e Palermo superano i 33 milioni di euro, Pisa e Sampdoria oltrepassano quota 29, mentre l’Hellas Verona va oltre i 26,5 milioni. L’Arezzo dispone di risorse ben inferiori alle società più ricche della categoria, tre delle quali hanno potuto contare sul cosiddetto “paracadute” dopo la retrocessione dalla serie A. Ma com’è noto, il divario economico e di investimenti non decide in anticipo le partite, anche se offre un quadro chiaro della situazione e aiuta a comprendere quanto siano differenti i punti di partenza.
Nel dettaglio, il club amaranto destina 9,06 milioni ai calciatori, 1,02 milioni allo staff tecnico della prima squadra e 363mila euro alla direzione e segreteria sportiva. Il totale è composto da 8,78 milioni di emolumenti fissi e 1,67 milioni di parte variabile. Numeri che comunque non rappresentano i costi complessivi della gestione, su cui confluiscono anche le spese del settore giovanile e della logistica, senza contare i fondi destinati alla riqualificazione dello stadio.

La serie B si conferma un campionato nel quale la disponibilità finanziaria pesa, perché consente di costruire rose profonde e di affrontare con maggiore competitività le gare. I soldi, da soli, in ogni caso non garantiscono i risultati: il caso della Sampdoria in questo momento è il più eclatante, ma anche quello della Cremonese meriterebbe un’approfondita riflessione. A livello puramente statistico, un monte ingaggi inferiore a quello amaranto ce l’hanno solo Ascoli, Carrarese, Juve Stabia, Vicenza e Virtus Entella.
L’Arezzo era uno dei club con il monte ingaggi più alto tra le sessanta società di serie C e ora è uno di quelli con il monte ingaggi più basso tra le venti società di serie B. La via maestra resta la capacità di spendere il giusto, individuare i profili adatti e ottenere il massimo rendimento dalle risorse disponibili. La promozione ha aperto un capitolo nuovo, con il presidente Guglielmo Manzo che non ha mai nascosto le sue ambizioni, ma non obbliga di inseguire chi dispone di budget fuori portata. Servono una squadra competitiva, scelte di mercato azzeccate e un’organizzazione all’altezza della categoria.
La classifica, per il momento, premia l’Arezzo. 10 punti in 7 giornate sono un ottimo bottino, fermo restando che non siamo nemmeno a metà del girone di andata e che ogni settimana lo scenario può cambiare sensibilmente. Il dettaglio fondamentale non è aver conquistato la B ma riuscire a mantenerla.












