Il tecnico amaranto alla vigilia della partita con il Benevento: “Una partita come quella di Marassi ti resta addosso ma abbiamo resettato come successe dopo la sconfitta con il Sudtirol. Se non sei concentrato, la B non ti perdona. Troveremo un avversario frizzante, che attacca, è simile a noi. Ionita recuperato. Cerri? Io sono soddisfatto, lavora per la squadra, fa quello che deve fare”

Cristian Bucchi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Arezzo-Benevento.

TURN OVER – “Giocheremo 4 gare in 14 giorni, servirà l’apporto di tutti, valuteremo giorno per giorno quali scelte fare. Intanto prepariamo la gara con il Benevento e vediamo come ne verremo fuori. Non credo che sarà un problema trovare un undici fresco per la trasferta di Carrara. Però dovremo essere bravi a gestire le energie. Mi dà fiducia il fatto che il gruppo sta crescendo in modo uniforme, ci sarà spazio anche per chi ha visto meno il campo”

MARASSI – “La settimana è stata positiva, l’entusiasmo dovrebbe esserci sempre ma è chiaro che la vittoria di Genova ci ha dato una bella carica. E’ stata una giornata che tutti ricorderemo come un pezzo di storia di questo club. Adesso occorre voltare pagina perché il campionato non perdona. Marassi deve essere la base su cui costruire determinazione e voglia di migliorare. Domenica scorsa siamo stati ottimi per 95 minuti, poi per una distrazione abbiamo rischiato il pari. Sempre occhi aperti”

VOLTARE PAGINA – “Abbiamo vissuto sulla nostra pelle due situazioni estreme. Dopo l’1-4 con il Sudtirol dovevamo resettare per un motivo, dopo il 2-1 di Genova per il motivo opposto. Una vittoria del genere ti resta addosso ma non possiamo cullarci sulle vittorie né disperarci per le sconfitte. Ci saranno ancora le une e le altre, dovremo essere preparati e reagire. Il dopo è importantissimo per trovare continuità ed è una cosa che non si allena, la parte motivazionale è unica e sfugge a ogni revisione. Ci stiamo adattando al campionato, l’importante è imparare da ogni situazione”

GIOIA – “La mia esultanza a fine gara? Io sono così, sono passionale anche se con gli anni ho trovato moderazione. Per me è stata la chiusura di un cerchio, di un percorso iniziato quando sono arrivato. Abbiamo completato una rincorsa lunga fino ad arrivare negli stadi che sognavamo. E’ stato quello a farmi esultare”

CRESCITA – “Dopo la sosta siamo stati più attenti al modo di difendere della squadra. Siamo migliorati, prima abbiamo pagato tante situazioni individuali. Se vuoi giocare aggressivo, devi mettere in conto qualche rischio e il lavoro nelle due aree è quello che fa la differenza. Vale per tutti. A Genova in attacco abbiamo sfruttato male alcune ripartenze in superiorità numerica, mentre Sala ha perso la marcatura su Henderson e abbiamo preso gol, bisogna stare sempre attenti”

FATTORE CAMPO – “E’ casuale che finora abbiamo vinto solo in trasferta. L’anno scorso per esempio abbiamo perso tre volte al Comunale e solo una fuori casa. Il nostro atteggiamento non cambia, avremmo potuto vincere contro Palermo e Cremonese non è successo. Per quanto mi riguarda, con una cornice di pubblico come abbiamo noi, giocherei sempre in casa e spero di ottenere il primo successo. Gli episodi determinano il risultato”

L’AVVERSARIO – “Il Benevento è una squadra frizzante. Dà pochi rifermenti, ha giocatori mobili, siamo simili come caratteristiche, con esterni bravi nell’uno contro uno, un centrocampo solido e in grado di palleggiare. Sarà difficile per noi e per loro, serve tanto equilibrio per vivere le fluttuazioni della classifica. Un filotto positivo ti illude di essere da playoff, perdi due partite e temi di sprofondare”

FORMAZIONE – “Sono contento di Chierico e di aver rivisto Iaccarino. Ionita è recuperato al cento per cento, non ci sarà Viviani per un affaticamento muscolare. Illanes invece ha un fastidio all’adduttore. A centrocampo adesso ho un ventaglio più aperto di scelte, la sosta ci ha consentito di approfondire con Chierico le modalità della sua interpretazione tecnica e tattica. Può coprire più ruoli, ci dà più soluzioni. Sono contento del gruppo non perché abbiamo vinto a Marassi ma perché sta maturando”

IL CENTRAVANTI – “Io sono soddisfatto di Cerri. Lui non è rapido, non è uno che gioca in un fazzoletto, non è Arena né tecnicamente né fisicamente. Però fa quello di cui noi abbiamo bisogno. Gli manca il gol, è vero, ma è solo questione di tempo. Io ho fatto l’attaccante, so che l’importante è essere nel vivo del gioco. Per me lui a Genova è stato il migliore in rapporto ai compiti che aveva, il nostro centravanti non deve per forza fare 20 gol. Mi tengo stretti lui, Cianci e Mancuso, sono tre elementi forti anche se diversi”

FLORO FLORES – “Da avversari ci siamo toccati poco, anche per una differenza anagrafica. Lo stimavo da calciatore, era forte, ora lo stimo anche da allenatore. Ha avuto un impatto forte a Benevento, si vede la sua mano. E’ un ragazzo simpaticissimo, affabile, lo rivedrò volentieri”