Polvani in azione contro il Ghiviborgo

L’errore più grande sarebbe prendere il pareggio di Ghivizzano come una sconfitta. La squadra ha qualche difficoltà nel buttarla dentro, non sfrutta a dovere i piazzati e deve oliare alcuni meccanismi di gioco. Ma oggi tutti vorrebbero essere al posto di Indiani, che è in testa al campionato a +3 sulla seconda

L’errore più grande sarebbe prendere il pareggio di Ghivizzano come una sconfitta. Altri tre punti avrebbero allietato la giornata sia per la classifica che per il record di successi iniziali, che non era un recordicchio qualsiasi visto che resiste da 67 anni e si è materializzato solo una volta in un secolo. Ma, molto banalmente, non si può vincere sempre. Il sintetico qualcosa toglie e il Ghiviborgo, senza barricate, ha fatto la sua onesta e apprezzabile partita. Anche se Trombini, a dire il vero, non ha dovuto mai sporcarsi i guanti (ed è a 515 minuti d’imbattibilità).

La prestazione c’è stata, la precisione e la lucidità sotto porta un po’ meno. Il campo dice che nelle ultime settimane l’Arezzo fatica a buttarla dentro: 2 gol negli ultimi 270′, uno su rigore (Settembrini contro la Flaminia) e uno con una prodezza personale (Bramante contro il Seravezza), sono pochi per una squadra al vertice, che oltretutto di occasioni ne crea veramente tante.

In estate il pensiero generalizzato era che segnare, con Indiani in panca, non sarebbe mai stato un problema e che, al contrario, la squadra avrebbe dovuto penare per qualche imbarcata di troppo. Invece sta succedendo l’esatto contrario, perché il calcio è imprevedibile. E siccome il luogo comune secondo cui i campionati li vince (quasi) sempre chi non prende gol, ha un fondo di verità, va bene così.

Resta il fatto che bisogna superare questo periodo in cui le polveri sono bagnate. Boubacar e Diallo, come tutti i centravanti che non finiscono sul tabellino marcatori, sono sotto la lente d’ingrandimento. E in effetti la sensazione è che non siano, o non siano ancora, del tutto a loro agio dentro il 433 che propone l’Arezzo. Ma stanno mancando in zona gol anche gli esterni. Convitto, un po’ per episodi e un po’ per errori di mira, ha segnato solo due volte. Pattarello appena una. Gaddini era a due ma si è fatto male.

Indiani nel post gara di ieri ha sottolineato anche il fatto che la squadra non riesce a mettere a frutto i corner. Nelle prime sette giornate, gli amaranto ne hanno calciati 53 e solo con Risaliti a Orvieto c’è scappato il gol. E’ un dettaglio che evidentemente va curato di più.

Ciò detto, adesso serve equilibrio ed è anche paradossale metterlo in evidenza. Dopo sei vittorie e un pari, con il primo posto in classifica a +3 sulla seconda, c’è soltanto da coltivare serenamente fiducia e ottimismo. Ok gli acciacchi, i difetti da correggere e alcuni meccanismi da oliare, ma tutti vorrebbero essere al posto dell’Arezzo oggi. Oltretutto, se nella prima occasione in cui non vinci, il distacco sulla seconda aumenta, è segno buono buono.

Nato nel 1972, giornalista professionista, ha lavorato con Dahlia, Infront, La7 e Sky. Scrive anche per Arezzo Notizie e Up Magazine, collabora con Teletruria dal 1993. E' il direttore di Amaranto Magazine