Artur Ionita con la maglia della sua Nazionale

Il primo moldavo della storia amaranto parla cinque lingue ed è pronto all’esordio contro il Pontedera. Bucchi si ritrova in rosa un centrocampista solido, completo, esperto, con la capacità polmonare e muscolare di giocare ancora box to box. A Trieste in questa stagione ha segnato 5 gol, come Chierico (3), Guccione (1) e Mawuli (1) messi insieme. E nell’ultimo turno di campionato è stato uno dei migliori dieci giocatori di tutta la serie C per duelli difensivi vinti (14)

Il primo dettaglio che balza agli occhi, scorrendo il profilo Transfermarkt di Artur Ionita, è quello relativo al piede di calcio. Né destro né sinistro: c’è scritto “entrambi”. Un privilegio riservato a pochissimi, che certifica il valore di un giocatore in piena efficienza a dispetto della carta d’identità. L’ex capitano della Triestina ha compiuto 35 anni ad agosto ma corre come un ragazzino. La testa è quella di un veterano, con un carattere forgiato da quasi un ventennio di carriera.

A Trieste lo stanno rimpiangendo perché era il leader della squadra, il punto di riferimento, lo scoglio cui aggrapparsi in un periodo difficilissimo, con 23 punti di penalizzazione che sembrano il viatico verso la serie D. Lui, a quanto pare, sarebbe rimasto pure nei dilettanti, poi il club ha deciso di alleggerire i conti e la proposta dell’Arezzo ha fatto il resto. Bucchi adesso si ritrova in rosa un centrocampista solido, completo, esperto, con la capacità polmonare e muscolare di giocare ancora box to box, coprendo un’amplissima porzione di campo.

Uno come Ionita, che ha più di 200 presenze in serie A, più di 100 in serie B, 81 con la sua Nazionale, in Lega Pro può essere utilizzato in più ruoli. Può anche fare il play davanti alla difesa, dettando tempi della manovra e fungendo da schermo difensivo. Ma la sua collocazione più redditizia è quella di mezz’ala: lì ha modo di mettere a frutto le qualità tecniche, palleggiare e sfruttare l’abilità negli inserimenti. A Trieste in un anno solare ha segnato 9 gol e in questa stagione è già a 5, come Chierico (3), Guccione (1) e Mawuli (1) messi insieme.

Non male di testa, abile da fermo, è un rigorista e sa battere le punizioni. Nell’ultimo turno di campionato è stato uno dei migliori dieci giocatori di tutta la serie C per duelli difensivi vinti (14). Eppure finora, nonostante abbia giocato 18 partite per un totale di 1.608 minuti, ha beccato soltanto un’ammonizione. Segno di lucidità, di pulizia negli interventi, di tempismo.

Ionita parla cinque lingue (moldavo, russo, inglese, tedesco e ovviamente italiano), non ama le interviste, ha l’espressione severa sul volto e uno spiccato senso della famiglia. La maglia con cui ha segnato il primo gol in serie A non la regalò ai tifosi del Verona ma a suo padre, che l’aveva sempre spronato a lavorare sodo per diventare qualcuno. A Cagliari l’avevano definito guerriero gentiluomo, a Verona Re Artur. Ad Arezzo gli unici a presentarsi con più partite in serie A di lui sono stati Alessandro Scanziani nel 1988 (ne aveva 242 alle spalle), Aldo Firicano nel 2001 (274) e Moreno Torricelli nel 2004 (252).

Domenica contro il Pontedera per Ionita è pronto un posto da titolare, anche se Bucchi è attento agli equilibri del gruppo e la scelta dovrà ponderarla bene. In ogni caso, dopo essere stato il primo moldavo nella storia della serie A, sarà anche il primo a indossare la maglia amaranto. E l’11 gennaio sembra proprio la data giusta per rompere il ghiaccio.

Ps – per la prossima gara sono squalificati il difensore Gilli, il centrocampista Mawuli e l’attaccante Ravasio. Probabile debutto dal primo minuto anche per Coppolaro, arrivato la scorsa settimana dalla Salernitana e in campo nell’ultimo quarto d’ora già a Forlì. Scalpita per il suo primo spezzone in amaranto l’esterno Arena, che l’Arezzo ha prelevato in prestito dal Pisa dopo la prima parte di stagione disputata in B alla Carrarese.