10 novembre 1996, serie C2. Segna Scichilone, poi l’arbitro Esposito di Trapani ne combina di tutti i colori e la Vis ribalta il punteggio con una doppietta di Carrettucci. In dieci, gli amaranto pareggiano con Recchi. Il colpo di scena a fine gara, con l’allenatore portato in commissariato per incitamento alla violenza e turbativa dell’ordine pubblico. Per fortuna finì tutto in una bolla di sapone
10 novembre 1996, serie C2, 10a giornata. Arriviamo a Pesaro e ci fanno un sacco di storie per entrare: la macchina va messa di là, anzi di qua, documenti, tessera, documenti un’altra volta. Cosmi fa giocare questa formazione: Mosconi; Masini, Bruni, Recchi, Polvani; Miniati, Nofri, Catalano, Mattoni (Botticelli); Graziani (Bifini), Scichilone (Minghelli).
L’Arezzo segna con Scichilone, poi Esposito di Trapani assegna alla Vis un rigore dubbio (gol di Carettucci), convalida il 2-1 viziato da un fallo (gol di Carrettucci) ed espelle Masini per un normale contrasto di gioco. Un macello. Cosmi, incazzato il giusto, si gira verso il settore e fa segno ai tifosi di farsi sentire. La rete di recinzione cede in qualche punto, si crea un po’ di apprensione anche se tutto resta sotto controllo.
In dieci contro undici, l’Arezzo pareggia con Recchi. La partita finisce 2-2 ma il colpo di scena deve ancora venire. Dopo il triplice fischio la responsabile di polizia di Pesaro si presenta da Serse e si fa seguire fino in questura per l’interrogatorio. L’accusa è di incitamento alla violenza e turbativa dell’ordine pubblico. Cosmi spiega, chiarisce ma deve intervenire anche il presidente Graziani, con il suo status di campione del mondo, per dirimere la questione.
La storia si chiude con una ramanzina per il mister presso il commissariato e resta uno degli episodi più singolari di quel periodo che gli sportivi conservano nel cuore.
Ps – la notte, ancora me lo ricordo, Tyson aveva perso contro Holyfield il titolo WBA












