buona prova per Coppolaro nonostante gli acciacchi

Il portiere, dopo quello di Petrelli a Forlì, neutralizza anche il rigore di Bernardotto. Buona prova di Coppolaro, in dubbio fino all’ultimo per un affaticamento. Centrocampisti senza guizzi: Guccione fa il regista schermo, Chierico parte forte e poi si eclissa, meno pulito anche Ionita. In avanti Tavernelli generoso ma inefficace, anonimo Pattarello

Le pagelle di Guidonia-Arezzo.

VENTURI 7.5 L’insolita newco messa su con l’arbitro Luongo è degna di nota: quello fischia rigore e lui lo para, esattamente come a Forlì. Bernardotto ipnotizzato come Petrelli e secondo penalty consecutivo neutralizzato per l’episodio che tiene a galla l’Arezzo, evitando guai ben peggiori. I minuti d’imbattibilità intanto salgono a 420. Prima e dopo il vis à vis con Bernardotto, poca roba da sbrigare.

TITO 4.5 De Col è rotto, Renzi è rotto, Gilli è in panchina per fare numero, Gigli è reduce da un principio di polmonite e allora Bucchi, per ricomporre la linea, lo dirotta a destra facendolo giocare sul piede debole, confidando nella sua esperienza. Il risultato non è quello sperato. Da quella parte transita Errico che è scomodissimo da marcare e la desuetudine al ruolo fa il resto: sovrapposizioni zero, errori in palleggio, fino al fallo da rigore che poteva svoltare la gara. Non metteva piede in campo dal 6 dicembre a Livorno, anche questo ha avuto il suo peso (17′ st Gigli 6 Mezz’ora aveva nelle gambe dopo il malanno di stagione e mezz’ora gioca. La consueta fisicità e molta attenzione nel reparto ridisegnato a tre da Bucchi).

COPPOLARO 6.5 In dubbio fino alla fine, gioca e gioca discretamente. Di nuovo centrale, almeno inizialmente, con grande ardore e anche letture azzeccate. Soltanto Spavone, rapido e sgusciante, ogni tanto gli crea qualche ansia. Chiude traslocando di nuovo sulla corsia destra, esibendo una buona intraprendenza.

CHIOSA 7 Sintetico insidioso, avversario aggressivo, partita sporca: c’è poco margine per dedicarsi ai compiti di regia difensiva che pure gli piacciono. Compensa con una serie di duelli rusticani con Bernardotto, tutti al limite del regolamento tra spintoni, gomiti alti, trattenute di maglia. Provvidenziale una chiusura in zona Cesarini che toglie a Starita un’occasionissima da gol: se quella palla fosse passata, addio.

RIGHETTI 6 Lui e Zappella (un ex), si spartiscono momenti di predominio e di attesa sulla fascia. Per come si sviluppa la gara, fa il suo che basta e avanza.

CHIERICO 6 Nel complicato primo tempo, si distingue per brio e iniziativa. Corre molto e con criterio, va in pressione con i tempi giusti, tant’è che l’unica, vera conclusione in porta prima dell’intervallo porta la sua firma. Nella ripresa, dopo un avvio vivace, si spegne progressivamente e non si vede più (28′ st Mawuli 6 Uno scampolo apprezzabile per un giocatore il cui rischio più grande, dopo la terza panchina di fila, è smarrire quell’energia che lo ha sempre accompagnato).

GUCCIONE 6 Alcune perle seminate qua e là dentro il match, con aperture di prima intenzione di qualità superiore alla media. Sono lampi isolati però: i compagni non lo trovano, lui deve giocare solo sul corto e spesso in orizzontale. Prende un paio di legnate assassine e si limita a fare il regista schermo (38′ st Cortesi 6 Debutta negli ultimi dieci minuti, distinguendosi per un bel cross spedito in area laziale e un ripiegamento produttivo dentro i sedici metri amaranto).

IONITA 6 Il sintetico, l’appiccicume creato sapientemente dal Guidonia, la serata così così ne ridimensionano il rendimento e l’apporto alla manovra. Novantasei minuti sul pezzo, con attenzione, intelligenza nei movimenti ma anche qualche palla sporcata che non si era vista nelle settimane scorse.

PATTARELLO 5 Se qualcuno pensa che il vero Pattarello sia questo, metta un dito qua sotto. Al di là del giocare per la squadra, al di là dell’aiuto ai compagni, al di là della maturità acquisita da un anno a questa parte, sta vivendo un periodo di flessione. Non è un dramma e non è un caso. Succede a tutti e può succedere anche a lui. A Guidonia resta nell’anonimato per 73 minuti (28′ st Varela 5.5 Gli capiterebbe la situazione ideale per colpire, con la metà campo laziale aperta e un solo avversario tra lui e la porta. Ma si fa rubare palla e l’occasione sfuma. Poi poco altro).

RAVASIO 5 Comincia benino e cala in fretta, vistosamente, tant’è che Bucchi lo sgrida durante il primo tempo per una palla che non riesce a proteggere, facendosela portare via con troppa facilità. Il Guidonia dietro è un muro, lui non riesce a scalfirlo (17′ st Cianci 5.5 Considerando gli ultimi ingressi a Pesaro e con la Juventus Next Gen, ci si attendeva qualcosa in più. Si vede solo quando manda Cortesi al cross in zona Cesarini. Comunque non era facile incidere in una partita del genere).

TAVERNELLI 5.5 Volitivo ma intermittente e poco efficace. Non tira mai, non trova nemmeno spazi per armare il suo cross affilato. Encomiabile per duttilità e disponibilità, nel finale si veste da laterale a tutta fascia e con una corsa all’indietro di settanta metri va a sventare una ripartenza del Guidonia. Davanti però non lascia tracce.